110 e lode 2017

110 e lode

L’hotel bar è, quasi per antonomasia, sinonimo di stile, eleganza, classe. Un luogo magico in cui si incontrano, anche solo per una sera, donne e uomo di ogni genere ed estrazione. Persone per le quali il barman diventa, nel tempo di un cocktail, qualcosa di più di un semplice professionista, un miglior amico, un confidente. Un ruolo orami troppo spesso sottovalutato che Danilo Bellucci, con il suo 110 e lode, illumina, riportandolo al posto che merita, il centro della scena. Nella splendida cornice dell’Hotel dell’Agenzia di Pollenzo, sede della Banca del Vino e dell’Università degli Studi di Scienze

La sede della gara

La sede della gara

Gastronomiche, la seconda edizione di questa originale manifestazione è stata l’occasione per riscoprire, per chi ne aveva ancora bisogno, l’importanza di questa particolare categoria di bar. Un luogo iconico, Pollenzo, che, grazie alle intuizioni di SlowFood e del suo fondatore Carlo Petrini, rappresenta oggi un magistrale esempio di promozione del made in Italy; un made in Italy di qualità e gusto ma anche di bellezza ed eleganza. Le stesse doti che caratterizzano molte delle realtà partecipanti alla manifestazione.

Citare uno ad uno i ventisette partecipanti alla gara e le moltissime aziende che hanno contributo alla riuscita di questa iniziativa risulterebbe un’operazione lunga e tediosa. Ciò che conta è infatti lo spirito profondo di questa manifestazione che, senza distaccarsi dai canoni più tradizionale delle competizioni di barman, quasi ne stravolge la raison d’être. Guardando attentamente i vari sfidanti, vedendoli chiacchiere fra loro, degustare vicendevolmente i propri cocktail, seguendo gli ambassador ed i manager dei vari brand, era infatti evidente come il risultato della gara, la proclamazione di un vincitore, non fosse l’obiettivo primario. Chi è giunto fino a Pollenzo, da ogni angolo di Italia, lo ha fatto per ritrovarsi, per

Un momento del 110 e lode 2017

Un momento del 110 e lode 2017

stare insieme, per condividere una passione, per mettere in circolo idee e propositi. Quanti progetti sono nati sui tavoli di pranzi e cene vissute ai margini di queste manifestazioni? Quante collaborazioni sono nate negli uffici di queste gare, fra una preparazione e l’altra? Quanti spunti di riflessione, anche molto concerti, sono emersi davanti ad un bicchiere, dopo le premiazioni? Il grande merito di questo tipo di iniziative è, in fondo, proprio questo. In un mondo, quello del bar, ma ancor più in un paese, l’Italia, sempre più diviso da rivalità e invidie, ritrovare il gusto del conforto, della condivisione, della collaborazione è cruciale. Un argomento che alcuni troveranno trito e ripetitivo, il cui eco rimbalza della Roma Cocktail Week fino al Piemonte, ma che oggi, a pochi giorni dalla premiazione dei World’s 50 Best Bars, non può che essere ribadito.

Per la cronaca la vittoria finale è andata a Umberto Passarelli, laureato cum laude, seguito da Blendi Vogli e da Erica Guatto, unica barmaid in concorso. Il trionfo più grande è però, ancora una volta, quello di Danilo Bellucci, che ha raccolto intorno a se, in un clima a tratti surreale, un meraviglioso gruppo di persone appassionate di bar.

Giampiero

Dal cinema al whisky il passo può esser breve. Basta fare un viaggio in Scozia, perdersi magari nel cuore delle Highlands, e ritrovarsi a chiacchierare in un piccolo pub di Ullapool parlando di torbatura e imbottigliamenti. Nasce così una passione travolgente, girando l’Italia, l’Europa (e non solo) di degustazione in degustazione, di locale in locale... alla scoperta del meglio che questo universo può offrire. Cocktail preferito: Rob Roy Distillato preferito: Caol Ila 25 yo

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