Altissima qualità, creatività e competizione al Tennessee Campus di Roma

Copia di INVITO - DIGITALE_networking_TRADE

Una brand experience innovativa e divertente quella pensata da Jack Daniel’s in occasione del ‘Tennessee Campus’: la Mastercalss interamente dedicata ai bartender, dove didattica e workshop hanno sposato la via del gioco e del lavoro in team. Un mix esplosivo che ha scatenato inventiva, professionalità e tanto sano divertimento.

Si è svolta presso il locale ‘Largo Venue’ di Roma, lo scorso 2 ottobre, la prima delle cinque tappe previste in Italia per il ‘Tennessee Campus: la Masterclass organizzata da Jack Daniel’s e indirizzata ai professionisti del settore. A coloro, cioè, che da anni ci fanno da bere e cercano di farlo al meglio. Ed è stato pensato come un momento di festa, dove il gioco, l’aggregazione e la creatività sono considerate partejack
integrante della didattica, dell’approfondimento del brand e dell’esperienza sensoriale. Per i 49 bartender presenti all’evento non è stato affatto difficile sposare lo spirito di un appuntamento che si dichiarava goliardico e all’insegna dell’amicizia sin dal loro arrivo al campus, dove, ad accoglierli in giardino, l’open bar in cui poter degustare ottimi cocktails col buon vecchio ‘Jack’, tra una gara di freccette e una sfida al biliardino. Un ‘relax time’ per conoscersi e per distendersi, prima di entrare nel vivo della giornata suddivisa in due momenti principali: quella didattico-educativa e di approfondimento del brand e quella del gioco e della sfida.

A Valentina Ricci, simpaticissima speaker di Radio Deejay, il compito di raccontare storie, miti e
leggende che si legano al Jack Daniel’s: un excursus che ha ripercorso le intersecate vicende
personali e aziendali del “The boy distiller”, dal suo esordio come capo dell’azienda a soli 16 anni,
all’innovativa bottiglia quadrata; dalla sua personale orchestra, ai suoi due saloon dove terminava le
giornate, per giungere al momento della sua ‘ingloriosa’ morte (quel calcio alla cassaforte che gli
costò la vita).

A Francesco Spenuso di Flair Project e a Stefano Righetti, rispettivamente Master bartender
centro-sud Italia e Master bartender nord Italia, il compito, invece, di illustrare la parte tecnica: dai
metodi di produzione del distillato, alle quantità annue prodotte; dalla scelta dell’acqua, alla
2017-11-01-PHOTO-00016834spiegazione delle caratteristiche organolettiche di ogni singolo marchio prodotto da Jack Daniel’s. Il
workshop si è concluso con una breve fase degustativa, durante la quale i ragazzi hanno potuto
assaporare l’etichetta più adatta alla loro natura e ricaricarsi per l’imminente sfida, che ha visto
competere i 49 bartender riuniti in squadre. Sette squadre, ognuna composta da sette componenti e
con un unico obiettivo: lavorare in team, con inventiva e professionalità, per la creazione dei migliori
cocktails con base alcolica Jack. Due drinks per ogni tipologia richiesta: 1) una variante perfetta del
“Lynchburg Lemonade”, realizzata attraverso gli ingredienti contenuti nel box segreto; 2) un cocktail
interamente inventato dalle squadre e ispirato al ‘message in a bottle’ che ogni squadra ha trovato
sul suo tavolo di lavoro. Ad entrambe le tipologie di cocktails è stato inoltre richiesto di abbinare una
storia, che ne esaltasse e ripercorresse gusto, origine e qualità. Quattro i marchi Jack Daniel’s con cui giocare, scelti a discrezione di ogni team sulla base del cocktail immaginato: Old n.7, Tennessee Honey, Single Barrel e Gentleman Jack. In ogni squadra, tre membri sono stati designati per il ‘twist’ sul “Lynchburg Lemonade” e tre per il cocktail inventato. Al settimo, invece, il compito di raccontare alla fine i2017-11-01-PHOTO-00016833 due drinks, illustrandone l’idea e le suggestioni che lo hanno generato, la scelta degli ingredienti e il filo conduttore scatenato dalla sollecitazione incalzata dal messaggio nella bottiglia.
Quaranta minuti in totale: la prima mezz’ora, dedicata alla fase creativa, in cui i ragazzi hanno dovuto pensare, ideare e sperimentare il cocktail. I dieci minuti restanti, invece, hanno caratterizzato la creazione definitiva, quella presentata davanti a tutte le altre squadre e, soprattutto, agli invitati speciali, che hanno avuto il compito di valutare le innovazioni prodotte sui sette tavoli alcolici e designare la squadra vincente. Quaranta minuti densi di vitalità, dove l’allegria e la sana competizione hanno generato un’atmosfera carica di energia. E pur non essendo una vera e propria sfida, abbiamo invece assistito ad una gara avvincente, dove l’entusiasmo, la passione, la professionalità e l’esperienza non sono stati risparmiati e hanno dato vita, infatti, ad una ricchissima varietà di prodotti, tutti qualitativamente eccellenti.

Non facilissimo, quindi, il compito affidato a Daniele Gentili, Valeria Bassetti, Federico Leone,
Emanuele Broccatelli e Daniele Arciello – gli inviati speciali – che, insieme a Francesco Spenuso e a
Stefano Righetti, hanno dovuto scovare il vincitore. Ma alla fine, tra cocktails tutti ottimi e
INVITO - DIGITALE_networking_TRADEpresentazioni curate e attente ai dettagli, la votazione ha premiato “A boy in the world” e “American
woman” del team numero sette, come migliori drinks e miglior lavoro di gruppo della giornata, per gusto, creatività e presentazione. Con 22 voti a favore, la squadra, composta da Francesca Zevola, Biagio Gennaro, Marco Ammendola, Greta Mazzoni, Laura Vanini e Giorgio Morino (l’unica squadra rimasta orfana di un membro), ha conquistato i palati dei presenti. Per il cocktail inventato, “A boy in the world”, i ragazzi hanno associato il concetto di “conquista di tutti” al messaggio contenuto nella loro bottiglia e che recitava “Una bottiglia quadrata per un uomo quadrato”, ricordando come quella nuova forma (la quadrata, appunto) della bottiglia di Jack Daniel’s riscosse un grandissimo successo, raggiungendo un pubblico sempre più ampio e spazialmente sempre più lontano. Hanno, dunque, pensato ad un drink cosmopolita, composto da Jack Daniel’s Single Barrel, Frangelico lasciato in infusione con il fico e il peperoncino, succo di limone, sciroppo d’acero e bitter all’arancia. Il tutto shakerato e servito in coppa con crusta di marmellata di fico e peperoncino. Il twist sul single barrel“Lynchburg Lemonade”, invece, e che hanno chiamato “American Woman” è stato ottenuto con un taglio di Jack Old n.7 e il Tennessee Honey, Cinzano, succo di lime, succo di arancia lasciata in infusione con salvia, limone e peperoncino, angostura bitter. Un cocktail fresco, ma pungente nelle note piccanti, inebriante e passionale. Proprio come le donne, che secondo la squadra è il segreto che si nasconde dietro il mistero del numero 7 e al quale hanno voluto dedicare la loro interessante reinterpretazione.

Con un solo punto di distacco (21 voti), si sono classificati secondi “Spyci affairs” e “Iron toe” del team numero 2. Davide Cimaglia, Domenico di Genova, Solomia Grystychyn, Giuseppe Prosperi, Ivano Gambacorta, Mirko Severini e Gianfranco Azzarone, ci hanno presentato “Iron toe”, la loro variante del “Lynchburg Lemonade” (l’alluce di ferro, in ricordo del triste calcio alla cassaforte), composto da Jack Old n.7, succo di pompelmo rosa, succo di lime, sciroppo d’acero, foglie di salvia, semi di cardamomo e top di soda. Il tutto servito nel Jack Daniel’s jar rivestito di carta marrone. Lo “Spicy affairs”, il cocktail inventato, è stato pensato come robusto, forte e deciso. Ispirato ai colori e alle note intense del “Manhattan”, è stato ottenuto con: Gentleman Jack, Single barrel, Cynar, Vermouth rosso Cinzano, bitter piccante home made (creato dal team con Tennessee Honey, sciroppo d’acero, peperoncino, lampone e mix di spezie).

red dogAd ognuno dei vincitori è andato infine un ghiotto premio: una bottiglia limitata di “Red Dog” (solo 1000 le bottiglie realizzate), creata come omaggio all’omonimo e famoso saloon in occasione del 125esimo anniversario della sua apertura. A premiazione conclusa, la festa è continuata tra barbecue, open bar ed improvvisazioni acrobatiche di flair.

La piazza romana si è rivelata decisamente avvincente ed emozionante, per gli alti livelli di
preparazione, di professionalità e di qualità. Ma anche per il grandissimo spirito di amicizia e di
lavoro di squadra. Sicuri che le altre tappe non saranno da meno, vi ricordiamo che il Tennessee Campus tornerà a Bologna il 9 ottobre; a Catania il 16 ottobre; a Napoli il 30 ottobre, per concludersi a Milano il 9
novembre.

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