C’era una volta al bar: alla (ri)scoperta di bitter, sherry e grappa

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“L’aperitivo come una volta”. E’ l’espressione che ricorre più spesso tra gli stand dell’edizione appena conclusa di Aperitivi&Co, la manifestazione che ogni anno propone il meglio della liquoristica italiana e non solo. La senti pronunciata dai bartender più affermati e da quelli, ventenni alle prime armi, che affollano i seminari per dare personalità ai propri menù. La pronunciano le aziende che al trend credono da almeno un triennio e  investono sul mercato con proposte raffinate e tradizionalissime nel concept. Il vintage va ma il tocco e lo sguardo sono super contemporanei: i prodotti devono essere accattivanti per

Aperitivo & Co 2017

Aperitivo & Co 2017

essere miscelati ma perfetti anche da soli. Basta guardare al proliferare di bitter, introvabili fino a 15 anni fa nei bar italiani, ora sono un must ricercatissimo e ce ne sono di tante varietà. Come il nuovo Bitter del Professore, presentato proprio nella due giorni milanese e distribuito da OnestiGroup: etichetta oro e rossa, 100% naturale, una botanica così avvolgente da poter essere bevuto da solo, a temperatura ambiente. Una bella aggiunta al prodotto di punta, l’ormai classico Vermouth del Professore del team Carlo Quaglia, Federico Ricatto e Jerry Thomas Speakeasy di Roma. Etichetta piemontese che fa della sua regione di appartenenza un motivo di orgoglio. Più sabaudo, è il caso di dirlo, l’approccio di Vermouth Macchia, che unisce alla tradizione piemontese l’heritage sardo e mediterraneo delle erbe, per un liquore che più Regno di Sardegna non si può. E non poteva essere altrimenti vista la storia che c’è dietro. Quella di un salernitano, Emilio Rocchino, innamorato della Sardegna dove vive da 5 anni, e fan di questo liquore italiano. Se l’aperitivo all’Italiana si rinnova guardando al passato,  il suo classico Vermouth qui viene proposto nelle due versioni Rosso al Mirto, già conosciuto e apprezzato dal mercato, da quando è nata l’azienda nel 2015, e Bianco Maestrale, novità di questa edizione di Aperitivi&Co e distribuito da Spirits Of Independence Italia. Colore ambrato, note morbide di mirto e ginepro e lavorazione slow, per ricreare l’effetto “c’era una volta”.

Su misura

Il liquore ormai è customized, fatto su misura e quasi ci sta che accanto alle più note e blasonate

Liquore delle Sirene

Liquore delle Sirene

produzioni, spuntino tra gli stand, le distillerie artigianali (per quanto la definizione in Italia abbia i suoi limiti). E’ il caso del Liquore delle Sirene: etichetta ben disegnata che rimanda all’arte di Mucha e al liberty, un bitter dal colore intenso fatto con una selezione bel calibrata di oltre 20 erbe, molte del Lago di Garda. Dietro c’è la passione di una donna, Elisa Carta, che a passi delicati, si sta facendo notare. A consigliarmi un assaggio, Alexey Rodionov, presente con il suo eccellente breadwine Polugar (ne abbiamo parlato qui) e guida d’eccezione per la sua passione per la liquoristica italiana: “E’ una piccola produzione ma vale la pena di tenerla d’occhio per la sua qualità” ci ha detto. “Sono sempre stata appassionata di liquori e distillati, raccolgo e seleziono le migliori erbe locali e non, per creare un prodotto in cui mi riconosco e che piace e incuriosisce sempre di più il mercato” ha spiegato Elisa, dal suo stand, realizzato come un micro salotto accogliente, con poltrona e tavolo. Sul taglio artigianale punta tutto l’ormai noto Farmily, ultimo nato della famiglia MAG e presente in fiera. Dai locali milanesi al prodotto personalizzato il passo era breve e la creatività di Flavio Angiolillo e Marco Rosso, ha fatto il resto: da metà 2016 ecco un botanical spirit per personalizzare i propri cocktails e

Farmily

Farmily

distribuito sul mercato da Ghilardi Selezioni.

Se un ventenne beve sherry

Se la prima immagine che vi viene in mente alla parola sherry è quella di un gruppo di anziani spagnoli seduti a un bar, in uno sperduto paesino dell’Andalusia, sembra proprio che dovrete ricredervi. “L’età non è importante, io ho 27 anni, se provi un prodotto e ti piace, poi ne scopri le potenzialità nei cocktail vecchi e nuovi. Sono certo che cambierà la percezione anche nel pubblico, lo sherry è un mondo da scoprire e un prodotto di cui vanno ancora esplorate le potenzialità nella miscelazione contemporanea”. Parola di Danil Nevksy, ex bartender del Tales and Spirits ad Amsterdam, di fronte alla platea di Aperitivi&Co. E’ il momento di un ritorno per questo prodotto spagnolo che più tradizionale non si può. E lui ha appena scritto la prefazione del libro “Sherry”, scritto da Talia Baiocchi e in uscita per Readrink, la casa editrice che traduce in Italia i classici del mondo dei cocktails, alla cui guida, tra gli altri, c’è il bartender Gian Paolo Di Pierro, del Club Derriere di Roma. Tanti barman guardano di nuovo a questo vino liquoroso spagnolo le cui origini tra Jerez de La Frontera e Cadice vengono fatte risalire addirittura ai fenici. D’altra parte  l’uso in miscelazione si sta diffondendo in modo interessante e nelle carte dei locali più cool fanno capolino classici dimenticati come lo “Sherry Cobbler”. Anche nell’edizione 2016 a New Orleans di Tales of the Cocktails, si era visto un rinnovato interesse: lo sherry ha ripreso l’attenzione della industry.

Grappa, Tabacco e Rhum

Ad Aperitivi &Co gran posto l’ha avuto la grappa. Prodotto che più italiano non si può, è al centro di un rinascimento che dalle montagne lo sta portando non solo ai ristoranti stellati, dove alcuni marchi sono stabilmente nel menù da anni, ma anche nei banconi dei bar, per essere miscelata in preparazioni nuove. L’industria si sta rinnovando. E non si fatica a trovare nei cataloghi di nomi classici come Nardini e

Una delle masterclass di Aperitivo & Co

Una delle masterclass di Aperitivo & Co

Capovilla, prodotti che incuriosiscono. L’azienda super top di Capovilla, saldamente in mano al suo patriarca e master distiller Gianni Capovilla, packaging minimal ad esaltare il prodotto, adorata dagli chef più noti, sta guardando ai Caraibi per una interessante ispirazione. Tra gli invecchiati, la sua Grappa al Tabacco ha i sentori di un fumoir profumatissimo e invitante, che ti proietta sotto un portico in legno bianco, rumore delle pale al soffitto e di fronte un giardino tropicale. Non è un caso se questa curiosità ha portato Capovilla ad esplorare il territorio del rhum, quello di tradizione francese agricole, ricavato dal puro succo della canna da zucchero. E’ così iniziato il progetto Rhum Rhum, tra le piantagioni e gli impianti dell’isola di Marie Galante a Guadalupa. A settembre 2017 esce la quarta produzione di Rhum Rhum Liberation: in etichetta c’è l’anno della sua “liberazione” dall’invecchiamento nelle botti, non della sua distillazione.

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