Dead rabbit grocery & grog

Il bancone del Dead Rabbit

Bisogna spingersi nella parte più meridionale di Manhattan, oltre Wall Street e il financial district, per poter vivere l’atmosfera unica del Dead Rabbit Grocery & grog. Ai margini di Battery Park, proprio di fronte all’imbarco dei traghetti per Staten Island, in una piccola palazzina in stile inglese si trova infatti uno dei gioielli della miscelazione di New York. Sin dall’ingresso, ovviamente accuratamente selezionato vista la limitata disponibilità di posti, si respira immediatamente un aria d’altri tempi, quella di un’America passata e mitica e di una città ancora lontana da essere l’attuale Grande Mela. Se volessimo sorseggiare una birra con gli amici poteremmo fermarci al piano terra, nella “taproom”, un piccolo locale in stile irlandese dedicato esclusivamente a questo tipo di consumazioni. Ma il cuore del Dead Rabbit è al primo piano. È lì che ci attendono e accolgono Jack, Frankie e Gregory, barman d’eccezione già alle prese con qualche magnifica creazione. A metà fra l’atmosfera caratteristica di uno speakeasy e quella rilassante e sicura della credenza di una nonna, con bicchieri e tazzine di porcellana in bella mostra, il bancone e la bottigliera fanno presagire quale sarà la qualità del loro operato. Ispirazione per ogni nuova creazione di questo locale sono la vita e le avventure di John “old smoke” Morrissey, un giovane irlandese immigrato a New York nel 1833 divenuto sentore degli Stati Uniti nel 1866 dopo esser stato un pugile di strada, capo di una gang e proprietario di una sala per il gioco d’azzardo. L’anima dell’Irlanda si respira in ogni drink preparato in questo splendido club. Non è un caso infatti se, alla base di molti dei cocktail preparati, ci siano distillati provenienti proprio dalla verde isola. Per mano di Jack McGarry e dei suoi barman la storia di  “old smoke” si tramuta così in uno strepitoso menù, in cui ogni svolta, ogni momento della vita di John Morrissey diviene lo spunto per la creazione di una serie di drink.dead_rabbit_7

La storia a New York del giovane irlandese ha inizio con il duro lavoro nei docks, un nuovo mondo a cui corrispondono, nella carta del Dead Rabbit, i cocktail “fresh”, come il Downtowner, realizzato con Powers Gold Label Irish Whiskey, lime, arancia, lychee, basilico e Bitter Peychaud’s, o il Captain Levi, Jameson Original infuso con te verde, Pernod Absinthe, pino, lime e mela.  Ai gusti leggeri, verdi e delicati di questa prima fase si contrappongono quelli speziati e decisi del periodo soprannominano “fiery” come il Tammany Stalwart (Monkey Shoulder Blended Scotch Whisky infuso al earl-grey, peated Scotch Whisky, Pernod Absinthe, ciccolato bianco, limone, vaniglia, fresh cream e bianco d’uovo), morbido al palato ma dal gusto intenso con forte sentore di cioccolata dolce, o l’Empire Club, una miscelazione di Powers Gold Label Irish Whiskey infuso all’Ibisco, Connemara Peated Irish Whiskey, Amaro Braulio, Pernod Absinthe, limone, fragole, rabarbaro e Dead Rabbit Orinoco Bitters. La storia di John Morrissey  è giunta solo al 1851 quando, dopo esser divenuto il primo bare-knuckle professionista in California, torna a New York per aprire una sala per il gioco d’azzardo. Un’occasione imperdibile per ideare altri drink, sotto la denominazione di “sharp”, decisamente più sour, acidi e salati come il Goldmine (Jameson Gold Reserve Irish Whiskey, porto, cranberry, pepe di giamaica, limone, arancia, ciocolata e bianco d’uovo) o il Dad Cunnigham (Redbreast 12 Year Old Irish Whiskey, Jamaican rum blend, Porto, lime, lampone e Dead Rabbit Orinoco Bitters). Un gusto che diviene ancora più forte ed intenso con la serie “strong”, in cui brillano drink come il Counter Punch (Jameson Black Barrel Whiskey, Jamaicam rum blend, Irish stout, limone e Dead Rabbit Orinoco Bitters) o l’Head of steam un mix di Bushmills Black Bush Irish Whiskey, Noilly Ambre, Pedro Ximénez sherry, cioccolato e Dead Rabbit Orinoco Bitters. In un menù così c’è da perderci la testa, ma la vita di Morrissey non è ancora arrivata al suo apice. Con la crescita della sua fama e la sua rivalità con altre gang newyorkesi cambia ancora l’ispirazione per gli uomini del Dead Rabbit pronti a creare la selezione più delicata denominata “low-spirited”. Drink come il Dead rabbit (Aperitif wine infuso al chinino, manzanilla sherry, pesca, arancia, camomilla, Bittermens Boston Bittahs) o il semplicissimo Traitor (Fino sherry, bitter orange, limone) sembrano più adatti ai palati meno abituati alle alte gradazioni. Per quelli che amano i sentori più amari la presenza della genziana nella sezione “bitter” potrebbe rappresentare una piacevole sorpresa; parliamo di cocktail come il Misfire, realizzato con Rémy Martin VS Cognac, Amaro Sibilla, genziana, anice, Dead Rabbit Orinoco Bitters, o il Kings of the newsboys, una miscelazione di Tyrconnell Single Malt Irish Whiskey, peated Scotch Whisky, genziana, limone, miele, acqua ai fiori d’arancio. Con le ultime scelte del menù si arriva ovviamente anche alle svolte conclusive della vita di John Morrissey. dead_rabbit_3Dopo aver definitivamente sconfitto la gang rivale “Battle of Paradise Square”, Old smoke può infatti avviare la sua carriera politica. Una vittoria ispiratrice per Jack McGarry le cui creazioni “ambitiuos” ne riprendono lo spirito. Ricette come il Gang riot (Connemara Peated Irish Whiskey, Galliano L’autentico, Pernod Absinthe, sweet vermouth, Dead Rabbit Orinoco Bitters) o il Rabbit punch (Jameson Black Barrel Irish Whiskey, Del Maguey Vida Mezcal, cherry, limone, ananas, lampone, Bittermens Burlesque Bitters), rappresentano alcune delle sfide più interessanti, vista la complessità della miscelazione in cui i sapori e gli aromi dei vari ingredienti si mescolano perfettamente pur mantenendo le loro caratteristiche distintive. L’ultimo gruppo, che chiude la storia personale di “old smoke” Morrissey e la carta del Dead Rabbit, i “cultivated”, contiene variazioni su drink classici sofisticate e inebrianti. E’ il caso, ad esempio, del Benecia Boy (Powers Gold Label Irish Whiskey, caffè, demerara sugar, heavy cream, noce moscata) e Long Point (Redbreast Cask Strength Irish Whiskey, Rémy Martin 1738 Cognac, Jamaican rum blend, limone, acqua calda, Dead Rabbit Orinoco Bitters), due cocktail serviti caldi in grado di immergervi con un solo sorso nella New York di fine ‘800.

Giampiero

Dal cinema al whisky il passo può esser breve. Basta fare un viaggio in Scozia, perdersi magari nel cuore delle Highlands, e ritrovarsi a chiacchierare in un piccolo pub di Ullapool parlando di torbatura e imbottigliamenti. Nasce così una passione travolgente, girando l’Italia, l’Europa (e non solo) di degustazione in degustazione, di locale in locale... alla scoperta del meglio che questo universo può offrire. Cocktail preferito: Rob Roy Distillato preferito: Caol Ila 25 yo

Be first to comment