Farmily

copertina

Canna da zucchero, malto di cereali, agave; ognuna di queste materie prime richiama alla mente un particolare distillato. Un concetto a suo modo semplice, intuitivo, per chi frequenta il mondo del bar e della miscelazione. Eppure c’è chi, partendo proprio da questo assunto, ha deciso di cambiare le regole, di

Farmily

Farmily

stravolgerle questi assiomi, questi punti fermi del settore. Quando infatti ci è stato presentato Farmily, un innovativo “botanical spirit”, che, a detta dei suoi creatori, “non è né un gin, né un rum, né un whisky”, la nostra curiosità si è accesa. Dietro a questa invenzione, che sin dal nome manifesta la sua genialità, si nasconde una delle coppie d’assi del nostro bar: Flavio Angiolillo e Marco Russo. Farmily ha infatti una meravigliosa assonanza con Family, ovvero quella famiglia  professionale che i due bartender hanno saputo costruire intorno a loro, attraverso i molti progetti e i successi conseguiti nel tempo, ma richiama anche le iniziali dei suoi creatori (FARMily – Flavio Angiolillo Russo Marco) e, soprattutto, l’idea di farm, fattoria, centrale nel concept del prodotto.

Spinto dalla sua insaziabile voglia di innovare ed innovarsi, e da un’indiscutibile capacità imprenditoriale, questo dinamico duo, a cui si devono, fra le altre cose, tre dei più interessanti locali del nostro panorama (MAG, 1930, Backdoor43), ha realizzato un prodotto unico, tanto diverso da esser quasi difficile da raccontare. Proprio come in una farm, una fattoria, che compone

Marco Russo e Farmily

Marco Russo e Farmily

parte del nome di questo distillato, è il raccolto l’elemento essenziale di questa produzione. Un raccolto di botaniche ma anche di materie prime che varia di anno in anno, cambiando radicalmente i connotati dell’imbottigliamento finale. Per questo motivo, spiega lo stesso Flavio Angiolillo, “non può essere classificato in modo tradizionale. In quanto assemblaggio di diversi distillati non è né un gin, né un rum, né una tequila”. Tutto ha inizio quindi con un raccolto, una selezione di spezie, erbe ed altri ingredienti che il team di Farmily compie seguendo esclusivamente il proprio istinto. Non ci sono regole generali o paletti da seguire, se non il gusto e l’intuito dei suoi creatori. La scoperta di una nuova spezia o l’abbinamento riuscito di due o più botaniche porta alla nascita di questo prodotto, che, con il passare del tempo, acquista la sua ricetta definitiva. Ovviamente,

L'etichetta di Farmily

L’etichetta di Farmily

per non spiazzare pubblico e mercato, già “sconvolti” da un’idea tanto diversa, il “raccolto 2016” non poteva che essere il più semplice possibile. Così trovano largo spazio in questo primo Farmily i gusti mediterranei del rosmarino, dell’origano e della maggiorana, del pino mugo e dell’angelica, ma anche sapori ed aromi altrettanto familiari come quello della vaniglia. I distillati prodotti dalle singole botaniche vengono poi sapientemente miscelati, bilanciando il bouquet ed il sapore finale del raccolto. In questa prima annata, ad esempio, è stato aggiunto dell’alcool cerealicolo per ammorbidire ed allungare il tutto. Il risultato è un distillato decisamente profumato, con un buon tono alcolico (43°) che non si percepisce però al palato, risultando assai gradevole anche in degustazione. E’ però in miscelazione che questo prodotto trova la sua massima espressione. Circostanza non casuale vista la passione di Flavio Angiolillo e Marco Russo per questo particolare utilizzo. Il “raccolto 2017”, già vagamente anticipato dalle parole dei suoi creatori, sarà estremamente diverso, con un base di alcool provenite da canna da zucchero, una sorta di rum, ed una presenza di spezie e botaniche molto più ricercata e sorprendente. Questo non vuol dire però che il “Farmily raccolto 2016” uscirà di produzione. Proprio perché unico ed irripetibile ogni singolo raccolto resterà in commercio e verrà prodotto in base alla richiesta del mercato.

Giampiero

Dal cinema al whisky il passo può esser breve. Basta fare un viaggio in Scozia, perdersi magari nel cuore delle Highlands, e ritrovarsi a chiacchierare in un piccolo pub di Ullapool parlando di torbatura e imbottigliamenti. Nasce così una passione travolgente, girando l’Italia, l’Europa (e non solo) di degustazione in degustazione, di locale in locale... alla scoperta del meglio che questo universo può offrire. Cocktail preferito: Rob Roy Distillato preferito: Caol Ila 25 yo

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