Il nuovo menù di Federico Pouchain di Casa Mia

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Alcuni locali hanno un’anima propria. Basta entrare anche una sola volta per sentire, senza forse neanche capire appieno, quella particolare sensazione, quell’atmosfera, che fa parte del DNA, dell’essenza più pura ed intima del locale stesso. Così, passano gli anni, cambiano i barman, i camerieri, i menù, ma l’aria di casa, di accoglienza, di familiarità che si respira a “Casa Mia”, rimane immutata. Le luci calde e soffuse, gli

Casa Mia - Cocktail Bar & Bistrot

Casa Mia – Cocktail Bar & Bistrot

spazi accoglienti e raccolti, i divani, l’ospitalità di Luigi, il proprietario, che, come un oste, riceve sempre con un sorriso: tutto concorre a ricreare la stessa, splendida atmosfera. Non è un caso se, nonostante i cambiamenti, chi ha scoperto o conosce questo cocktail bar torni sempre, anche per un semplice saluto agli “amici”. In un contesto così anche le novità più radicale, come la presenza del nuovo barman Federico Pouchain, vengono assimilate più facilmente, diventando rapidamente parte di questa realtà. Basta sedersi una volta o due al banco, ritrovare le belle abitudini, riscoprire i prodotti di sempre (come al cachaca, le cui molte varietà sono un vanto per Casa Mia) in nuove ed interessanti versioni, ed il gioco è fatto

Il nuovo menù di Casa Mia

Scopriamo così, al banco di Federico Pouchain, il nuovo menù di Casa Mia, un viaggio twist on classic e invenzioni che sfrutta la vastità di una bella bottigliera per cercare di assecondare ogni palato, ogni tipologia di gusto e ogni momento della serata. Per iniziare, all’ora dell’aperitivo,magari accompagnati da  uno dei piatti da bistrot tipici di questo locale, si potrebbe provare un “Wrong Again” (Campari, liquore alla ciliegia, liquore all’arancia, bitter aromatico, prosecco) rivisitazione del “Negroni Sbagliato” e al tempo stesso omaggio al maestro Stocchetto, creatore di questo cocktail. Il gusto leggero, piacevole e profumato è perfetto per iniziare la serata, così come quello del “Rosephine” (sciroppo ai fiori di sambuco, liquore alla rosa, bitter aromatico, champagne) variante di uno “Champagne cocktail”, che unisce i sentori della rosa a quelli dei fiori di sambuco, sempre più presenti nella miscelazione contemporanea. Se i palati più morbidi possono trovare Il nuovo menù di Casa Miasollievo alla loro sete di gusto in queste proposte, gli avventori più avvezzi al bere o gli sperimentatori, avranno pane per i loro denti con proposte come lo “Yamagata’s way”. Prova d’autore di Federico Pouchain questo cocktail unisce il Sake, altro prodotto quantomai a la pagé, con liquore all’arancia, succo di cramberry e Peychaud’s bitter, per bilanciare il sapore leggero, ma caratteristico e deciso, del prodotto giapponese. Se si è amanti del classico “Old-Fashioned”, il “Lucky Luke” (Scotch whisky, mezzala, zucchero, bitter Campari, tabasco) è invece ciò che si stava cercando; utilizzando il Campari al posto del classico Angostura bitter, il batender di Casa Mia realizza un drink a cui Scotch whisky e mezcal restituiscono piacevoli profumi affumicati, per un variante magari meno aggressiva dell’originale, ma sicuramente gustosa. Una capitolo a parte va poi riservato alla caçhaca, distillato brasiliano da sempre amatissimo a Casa Mia. La caçhaca in questione, in particolare, è la Magnifica, presentata proprio in questo locale al mercato italiano lo scorso anno e divenuta nel tempo un vero “pallino” del proprietario Luigi Ferrario. Per dare il giusto risalto a questo magnifico (è proprio il caso di dirlo) prodotto, oltre al più semplice “Daddy’s Car” (Caçhaca Magnifica, liquore alla pesca, Pimento Dram, spremuta di pompelmo), la fantasia del barman ha creato il “Boa Viagem” (Caçhaca Magnifica invecchiata, liquore al fico, ananas grigliata, spremuta di lime). Il viaggio richiamato dal nome è un vero e proprio tuffo nella cultura e nel gusto del grande paese sudamericano, che affianca, al distillato tradizionale della zona uno dei piatti più caratteristici, l’ananas grigliata. Un mix fra

Una delle proposte della nuova carta

Una delle proposte della nuova carta

cucina e cocktail, tradizioni e sapori, davvero indimenticabile. Nei sedici drink che compongono questa nuova carta, molto attesa dagli amanti del bar, ben tredici sono stati creati appositamente ex novo, mentre tre sono gli omaggi, agli stili o ai bartender, pensati da Federico Pouchain. Omaggi ad un idea di cocktail bar e di miscelazione a cui, forse, tendere, come nel caso del “Mata Hari” (cognac, vermouth infuso al te, spremuta di limone, succo di melograno, zucchero), preso in prestito direttamente dal prestigioso Employees Only di New York, o magari ad un personaggio, come Salvatore Calabrese, con il suo “Mr. Simon” (Genever, spremuta di limone, Campari, sciroppo di agave), in grado, a detta dello stesso Federico Pouchain, di miscelare come quasi nessuno, una materia delicata e complessa come il  Genver

Giampiero

Dal cinema al whisky il passo può esser breve. Basta fare un viaggio in Scozia, perdersi magari nel cuore delle Highlands, e ritrovarsi a chiacchierare in un piccolo pub di Ullapool parlando di torbatura e imbottigliamenti. Nasce così una passione travolgente, girando l’Italia, l’Europa (e non solo) di degustazione in degustazione, di locale in locale... alla scoperta del meglio che questo universo può offrire. Cocktail preferito: Rob Roy Distillato preferito: Caol Ila 25 yo

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