Il Pinch in tour a Roma

Pinch da Spirito

Li avevamo lasciati lì, uno in una piovosa serata milanese, nel nostro piccolo tuor della Milano da bere, l’altro ospite dietro al banco del Banana Republic in uno splendido Perfetto Stile Italiano targato Bordiga: Mattia Lissoni e Marco Giuridio.

Il logo del Pinch di Milano

Il logo del Pinch di Milano

Liritroviamo oggi, bartender di uno dei locali più interessanti del panorama italiano, il Pinch di Milano, guest, insieme, in un breve itinerario romano. Se la nota caratteristica del cocktail bar sui navigli è però l’innovazione e la sperimentazione, la due giorni capitolina ha visto come protagonisti due menù incentrati sull’equilibrio e sulla rotondità del gusto.

In perfetto stile italiano con il Pinch e Turin Vermouth

La prima tappa di Mattia Lissoni e Marco Giuridio nella Capitale non poteva che essere in quel Banana Republic che, per primo, ha dato il via al trend delle guest bartending. Insieme a loro, per la creazione di uno dei menù fin ora più apprezzati dei lunedì in Perfetto Stile Italiano, un importante brand torinese: Turin Vermouth. La presenza di un marchio come quello di Giovanni Negro ha ovviamente influenzato in maniera decisa le scelte dei due bartender nella creazione di una lista caratterizzata dalla presenza

Marco Giuridio dietro al banco de Banana Republic

Marco Giuridio dietro al banco de Banana Republic

massiccia dei vermouth Drapò e dell’amaro Black Note. E’ proprio dalla crasi dei due nomi che nasce il “Drapò Note” (Drapò rosso, Black Note, orange bitter, Lemonade J-Gasco), drink fresco e beverino, dal bassissimo tono alcolico, ideale tanto per un pomeriggio d’estate quanto per un piacevole dopocena. Il cuore della carta è però dedicato ai twist on classic, dal “Turin Manhattan” (Drapò bianco, Drapò rosso, brandy, caffè espresso) al “Mexican Negroni” (Tequila, Drapò rosso, Campari, limone e arancia), una variante in cui le note erbacee e quelle amare si bilanciano magnificamente, lasciando che queste ultime si posino delicatamente sul palato, fino al “Black Fashion” (zolletta di zucchero, Black Note, whisky, mezcal, vaporizzaizione di Drapò), variazione sull’ “Old Fashioned”, dal profumo meraviglioso che richiama alla mente le note del mezcal e una bevuta molto gradevole, con un’entrata affumicata e un corpo dolce e persistente. Rimanendo nell’ambito dei distillati di agave ecco il “Sombrero di Velluto” (Tequila, Drapò rosso, Drapò dry, velluto di Black Note e Drapò bianco), cocktail molto bello alla vista, servito in coppa con una densa e scenografica schiuma bianca, che, una volta in bocca, può essere descritto come una grande carezza sul palato. Il nostro cocktail preferito della serata è però, certamente, il “Perfect Spank” (Drapò rosso , Drapò bianco, Black Note, gin, zest di arancia), drink di piacevolissima bevuta, molto aromatico tanto al naso quanto in bocca. Nel complesso bouquet di questo miscelato dominano le note erbacee dei vermouth e dell’amaro, rafforzate dal tono alcolico del gin. Un cocktail davvero perfetto per ogni palato.

Lo Spirito del Pinch

A sole ventiquattro ore di distanza dalla prima serata Mattia Lissoni e Marco Giuridio bissano la loro guest per un piccolo tour de force romano, accompagnati, questa volta, da uno storico e notissimo brand italiano, Branca. Ad accogliere il duo milanese Valentina Bertello e Lela Ernandes, padrone di casa di Spirito. Le nuove sei proposte, seppur completamente diverse dalle prime, condividevano con quelle del Banana Republic la stessa tensione verso l’equilibrio, il bilanciamento dei sapori e la piacevolezza

Il menù del Pinch da Spirito

Il menù del Pinch da Spirito

al palato. Cocktail come il “Keep calm and…” (Botanist, camomilla, Campari, Edelflower J-Gasco), un apparente rivisitazione del “Campari gin” addolcito dalla camomilla e arricchito dalla nota aromatica dell’Edelflower J-Gasco, che pur tendendo all’amaro, appare privo dell’aspetto scorbutico del più rustico “Campari gin”. Rimanendo nelle stesse atmosfere ecco il “Sunset Boulevard” (Botanist, Cointreau, limone, zucchero, pompelmo, soda, Fernet Branca), long drink estremamente gustoso e beverino, in cui l’alcool, appena percepibile, viene sovrastato dai molti gusti agrumanti presenti (arancio, limone, pompelmo) tutti percepibili. Decisamente per altri palati è invece il  “Bridgestone Break” (Mount Gay Scuro, sciroppo d’acero, Fernet Branca, velluto di Caffè Borghetti), che si presenta, all’occhio, come una birra scura dalla schiuma molto densa, mentre al naso e in bocca richiama le note di un tiramisù, con evidenti sentori di cioccolato e, soprattutto, caffè. Una lista molto complessa quella proposta per Spirito, che contava anche il “The Sting” (Botanist, Carpano Antica Forumula, Rabarbaro Zucca, Fernet Branca), miscelato articolato in cui sono chiaramente percepibili le note del Rabarbaro e del Fernet ma anche quelle botaniche del gin e dell’Antica Formula, e il “Gold Damn’it” (zolletta di zucchero, Fernet Branca, dry curaçao, Glenmorangie), twist sull’ “Old Fashioned” dall’entrata dolciastra e un corpo caratterizzato dalle note di malto e lievito proprie dello scotch whisky.

Giampiero

Dal cinema al whisky il passo può esser breve. Basta fare un viaggio in Scozia, perdersi magari nel cuore delle Highlands, e ritrovarsi a chiacchierare in un piccolo pub di Ullapool parlando di torbatura e imbottigliamenti. Nasce così una passione travolgente, girando l’Italia, l’Europa (e non solo) di degustazione in degustazione, di locale in locale... alla scoperta del meglio che questo universo può offrire. Cocktail preferito: Rob Roy Distillato preferito: Caol Ila 25 yo

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