Intervista a Gian Paolo di Pierro – vincitore Tequila Patrón The Perfectionists Italy

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Abbiamo incontrato Gian Paolo di Pierro, bar manager del Club Derriere di Roma, a margine della sua vittoria al Tequila Patrón The Perfectionists Italy.  “Ho unito al mito azteco il mio amore per Lynch”, così
è nato il “Patecatl”, che porterà Di Pierro alla Global Final Patrón 2017 in Messico. Dallo studio per i miti aztechi alla passione per il regista David Lynch. Il cocktail di Di Pierro è un omaggio al Messico e al cinema del famoso cineasta

Gian Paolo di Pierro, complimenti per questo risultato. Com’è nato questo drink che hai

Il vincitore Gian Paolo di Pierro

Il vincitore Gian Paolo di Pierro

presentato, il “Patecatl”?
“Il drink nasce dallo studio della storia dell’agave e delle leggende ad essa collegate. Avevo bisogno di creare un drink che si basasse su una tematica mitologica e appena arrivati all’agave sono subito cominciate le ricerche. Diciamo che l’approccio è: i personaggi sono questi, dobbiamo costruisci qualcosa sopra”.

E sei riuscito a far entrare anche Laura Palmer e David Lynch in questo racconto?
“Sono un patito di David Lynch e a forza di guardare tutti i suoi film e tutte le sue serie, mi sono ritrovato a guardare la storia di questa divinità azteca e mi sono detto ‘ma è lei, è Laura!’”.

Quali sono state le difficoltà più grandi che hai incontrato nel preparare e presentare questo drink?
“Sicuramente la recitazione. Nella mia idea originaria la presentazione doveva assomigliare ad un monologo teatrale, infatti all’inizio avevo pensato di entrare con delle tende che facessero da sipario, ma alla fine mi è sembrato un po’ troppo, per cui ho preferito mantere solo la parte recitata che per me, non

Gian Paolo di Pierro durante la gara

Gian Paolo di Pierro durante la gara

essendo un attore, è stata molto impegnativa”.

Quale il drink degli altri partecipanti che ti ha colpito maggiormente?
“Il Viva la vidal”.

Ultima domanda: cosa farai appena arrivato in Messico?
“(Ride) Shot e peyote!”

Giorgio Morino

"L'incapacità di stare fermo e il desiderio di scoprire sempre cose nuove mi ha portato a scrivere. Il cinema è stata la mia prima casa, il mondo era la luce del proiettore in una sala buia e affollata. Fuori dal cinema c'era Springsteen e il rock 'n' roll, immagini di un'America che forse non esiste più a bordo di una Chevelle decappottabile. Un giorno ho scoperto il whisky, e da quel momento la mia vita non è stata più la stessa. Perché non scrivere anche di questo in fondo? Cocktail preferito: whisky sour Distillato preferito: Talisker 10 anni"

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