Make Your Own Vermouth: Martini e l’importanza delle radici

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Un momento della giornata con Martini

Un momento della giornata con Martini

Casa Martini, che da oltre 150 anni mette ‘il Piemonte in bottiglia’, ha portato il suo Caffè Torino ad Aperitivi & Co Experience, all’interno del Fico Eataly World di Bologna. Ad accoglierci è l’ospitalità familiare di alcuni dei noti professionisti dell’azienda di Pessione. Sin da subito veniamo introdotti nel programma ‘Make Your Own Vermouth’, una masterclass full immersion nell’arte di fare il vermouth; un vero e proprio racconto di quella che è la preparazione e l’uso di estratti e distillati, un assaggio visivo ed olfattivo della loro ‘botanical room’, raccolta in barattoli. Piante aromatiche, fiori, frutti, corteccia e radici. L’importanza delle radici… Quindi, dalla teoria alla pratica. La fase della sperimentazione in provetta: in questo caso in bicchieri di vetro con il prodotto finale versato in deliziose bottigliette griffate Martini – al fine di meglio comprendere come la sincronia ricercata tra note aromatiche, unitamente ad estratti e distillati, crei il sapore e l’equilibrio di ogni singolo vermouth. Ognuno degli invitati ha preparato il proprio mettendo alla prova gusto e olfatto con la supervisione e la voce narrante degli ambassador della Casa.

Make Your Own Vermouth

Make Your Own Vermouth

La giornata, nel suo complesso, assume i contorni di un quadro ben rappresentato che narra la storia di un’azienda italiana, ormai internazionale, attraverso uno sguardo al passato. Le prime bottiglie, le prime etichette, alcuni tra gli oggetti e i documenti presenti nel museo d’impresa della Martini & Rossi in Pessione di Chieri (Torino). La prima parte, dunque, dedicata agli storici vermouth Martini & Rossi: in ordine di tempo, il rosso, l’extra dry, il bianco e il rosato, per poi approdare ai prodotti Riserva Speciale Rubino, Ambrato e Bitter – quindi, infine, al China Martini. Una cavalcata dalle radici fino “al futuro” dell’azienda e dei suoi prodotti più recenti. L’approfondimento su questi ultimi è avvenuto soprattutto nella parte della masterclass svoltasi all’interno dello spazio dedicato a Caffè Torino, dove è stata rappresentata a tutti gli effetti l’arte del cocktail, l’arte della mixology.

Un cambio di scena per dire: ‘altro giro, altra corsa’, con cui siamo passati dall’atmosfera tipica delle Langhe a quella che si respira nelle Terrazze Martini e nei lounge bar di tutto il mondo. Prima un veloce assaggio di ognuno dei tre prodotti Riserva Speciale con una accurata descrizione dei medesimi. Quindi, dulcis in fundo, il momento che preferiamo, quello dell’aperitivo, celebrato dalla miscelazione, che ci ha condotti in una delle possibili versioni del classicissimo del conte ‘Cammillo’, con un “Martini Negroni” (Riserva Speciale Rubino, Riserva Speciale Bitter, Bombay Sapphire Gin, fetta di arancia); ma anche un

Al lavoro dietro al banco

Al lavoro dietro al banco

“Negroni Ambrato” (Riserva Speciale Ambrato, Riserva Speciale Bitter, Bombay Sapphire Gin, fetta di arancia); e gli ormai immancabili “Martini e Tonic” (Riserva Speciale Ambrato o Rubino, acqua tonica, cappero). Tre signature cocktails hanno impreziosito lo speciale menu: l’ “Americano alla bolognese” rivisitato da Daniele Dalla Pola del Nu Lounge di Bologna (Riserva Speciale Rubino, Riserva Speciale Bitter, Angostura Bitters, acqua tonica, fetta di arancia/limone); il prezioso “Milano-Torino Raffinato” di Francesco Cione del The Stage di Milano (Riserva Speciale Rubino, Riserva Speciale Bitter, Barolo Chinato, bitter arancia & mandarino) e per finire, direttamente dal Martini Bar Bistrot Dolce & Gabbana di Milano, il “Sartoria” (China Martini, St. Germain, top Prosecco Martini, zest di limone).

Caffé Torino: una esperienza dove tradizione e futuro viaggiano ‘a braccetto’ e dove ci si ricorda che il nome Martini è sempre e ovunque sinonimo di aperitivo.

 

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