The gin master class

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Il Gin Corner apre le porte della miscelazione ai non addetti ai lavori.Dario Araneo: “Nessun nozionismo. Saranno lezioni aperte a tutti. Perché chiunque, a casa, in fondo, potrebbe fare da bere per sé e i propri amici. Noi insegneremo come”. Con questa filosofia, le nuove gin master class avvicineranno gli appassionati al mondo del bere miscelato. Il bar dell’ hotel Adriano di Roma, più noto come il Gin Corner, inaugura martedì 19 maggio una serie di 5 appuntamenti

Dario Araneo al Gin Corner

Dario Araneo al Gin Corner

settimanali dedicati al buon bere. Si parte col botto, con una serata dedicata al “Martini cocktail”. Ospite e intrattenitore sarà un decano dei barman come Mauro Lotti, del St. Regis Grand Hotel di Roma e Ambassador Martini. Ovviamente si parlerà e si degusterà un ottimo ‘martini dry’. “Non solo uno”, dice Dario Araneo, barman del Gin Corner, “faremo anche un oyster martini, la cui presentazione, però, non voglio svelare per non rovinare la sorpresa. Per l’occasione verrà presentata la nuova bottiglia del Gin Bombay Dry”. Ogni master class, infatti, sarà legata a un brand. La prima serata sarà incentrata sul Bombay Dry e sul cocktail martini. La seconda racconterà il “gin tonic”. “Alex Frezza lo declinerà in cinque modi diversi, usando il Bombay classico”. Frezza è un barman napoletano, una garanzia e una avanguardia nel Sud, dove la qualità è ancora rara. Nel terzo appuntamento, con l’Hendrix, si farà conoscere il punch. L’ospite in questione non poteva che essere

Dom Costa

Dom Costa

Dom Costa, altro decano e ambassador per la Velier. Nel penultimo martedi il programma prevede Bull

Patrick Pistolesi nuovo bar manager del Caffé Propaganda

Patrick Pistolesi

dog gin e cocktail “Negroni”, con ospite un brand ambassador ancora da confermare. A chiudere il ciclo ci sarà Patrick Pistolesi e la Schweppes tonica, di cui Pistolesi è da poco divenuto ambassador. Dario Araneo tiene a precisare che “Non si tratterà di lezioni tecniche. È un avvicinamento al bar per i non addetti ai lavori. Un “Gin Tonic”, ma pure un “Negroni” o un “Martini”, in fondo sono cocktail che potrebbe fare chiunque, a casa propria”. La missione del tempio romano del gin, dunque, sembra proprio quella di far piacere al grande pubblico un distillato spesso ritenuto dai più al quanto ostico. “Vi faremo fare pace con il gin”, è lo slogan con cui Dario Araneo sintetizza il progetto, che non si fermerà qui. Perché in programma, nel prossimo futuro, sono previsti altri cicli legati a nuovi brand. Oltretutto, l’occasione dei master consentirà al pubblico esterno di superare la diffidenza che in Italia esiste nei confronti dei bar degli hotel, percepiti spesso come un mondo a parte e inavvicinabile. Quando il mondo del bar, specie in questo momento in cui sembra essersi posto da solo su un piedistallo, si apre alla grande clientela, evitando di parlare a se stesso, ogni iniziativa in tal senso andrebbe messa in rilievo. “Gli stessi marchi ci hanno contattato perché sono molto interessati a partecipare alle prossime master class”. Conclude Araneo: “Tra i neofiti c’è più diffidenza nei confronti del distillato in sé, che dell’etichetta, come nel caso dei barman”. Il futuro del buon bere, per chi non lo avesse capito, passa solo da qui. Allargare il più possibile la conoscenza, le informazioni al grande pubblico dei fruitori. Un consumatore informato vale quanto, o forse più, di un barman preparato.

The Gin Master Class.

Gin Corner, presso l’hotel Adriano, via di Pallacorda 2, 00186 Roma.

Per partecipare, anche solo a una lezione: [email protected]

Calendario gin masterclass

 

19 maggio: Cocktail Martini – Mauro Lotti

26 maggio: Gin & Tonic – Alex Frezza

9 giugno: Summer Punch – Dom Costa

16 giugno: Negroni – Ospite da confermare

23 giugno: Tonic & Botanicals – Patrick Pistolesi.

*da confermare

Gaetano Massimo Macrì

Martiniano. Bartender/giornalista. Insegnante di quello che – seppur in molti sembrano esserselo dimenticato – va sotto la voce di “American Bar”. Tradotto significa: esigente bevitore al bancone e miscelatore ignorante, perché, come scriveva un ‘collega’ degli anni ’30 del secolo scorso (Elvezio Grassi in “1000 misture”) l’essere un buon barman è “sapere quanto poco noi sappiamo”. Mi sembra un ottimo punto di partenza. Per questo motivo vado in giro per locali, alla ricerca del mio perfetto martini cocktail, nonché del mio bartender di fiducia. Un po’ Ernest Hemingway, un po’ David Embury, un giorno scriverò anche io una ‘bartender’s guide’ o qualcosa del genere. Infine, ma assolutamente non da ultimo per importanza, ecco alcune disposizioni per chi fosse interessato a farmi da bere. Colui che mi preparerà un buon Americano, avrà la mia simpatia. Colui che saprà costruirmi un Boulevardier degno di nota, otterrà la mia riconoscenza. Se, poi, non solo non disdegnerà un Old Pal, ma sarà in grado di equilibrarmelo nella coppetta, godrà di tutta la mia più profonda stima. Il martini, tuttavia, è un’altra faccenda.

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