World’s 50 Best Bars 2018

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The WorldÕs 50 Best Bars 2018, held at Camden Roundhouse, London, on Wednesday 3rd October 2018
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E’ una classifica rivoluzionata, e per certi versi sorprendente, quella emersa durante la cerimonia dei World’s 50 Best Bars 2018. Meno solenne e liturgica, nella nuova location del Roundhouse di Londra, questo serata rappresenta comunque un momento unico per fare il punto sul panorama mondiale del bartending e per sondarne le correnti future. Che le tendenze ed i punti cardine del mondo della

Un momento della serata

Un momento della serata

wmiscelazione siano ormai mutati è una constatazione indiscutibile; un cambiamento ancora in atto e dai risvolti in gran parte da comprendere. Ancor prima del lungo conto alla rovescia, che ha sancito il nuovo numero uno del bar mondiale, era infatti sufficiente soffermarsi sulla seconda parte della graduatoria, le posizioni dalla 51 alla 100, per rendersi conto di questa trasformazione.

Con ben diciannove new entry infatti il volto di questa seconda metà della lista appariva quasi completamente rinnovato. Un segnale evidenziato anche dalla presenza, in queste posizioni, di cocktail bar e bartender che hanno fatto la storia di questa graduatoria (e del settore) e che, per diverse ragioni, sono stati scavalcati da mode o proposte più innovative. Ed è sempre in questa seconda parte della classifica che si posiziona l’intera compagine italiana. Il 99° posto del Nottingham Forest di Dario Comini rientra

Benjamin F. Cavagna e Marco Russo del 1930 di Milano

Benjamin F. Cavagna e Marco Russo del 1930 di Milano

probabilmente in quel clima di globale cambiamento appena citato, così come lo scivolamento del Jerry Thomas Speakeasy di Roma, sceso alla 52° posizione. Diverso il discorso per il 1930, il cui complesso equilibrio fra stravaganza e ricerca, eleganza e savoir faire, è valso al locale milanese l’ingresso in questa sempre prestigiosa graduatoria, con un lusinghiero 80° posto.

Ma quali sono dunque queste novità? quali le tendenze del futuro? La grande ascesa di Singapore, ed il complessivo interesse (anche economico) messo in campo dalle potenze asiatiche, ha proiettato un immagine dell’oriente come vera nuova superpotenza del mondo del bar. Il quadro che esce però dai World’s 50 Best Bars 2018 è ben diverso. E’ infatti di gran lunga ancora l’Europa la patria del bere miscelato con il 50% dei locali in classifica (24 su 50) e ben dieci nazioni rappresentate. Se poi di Capitale si vuol parlare questa non può che essere Londra che, già primatista della classifica nel 2017,

Carnaval di Lima, Campari One to watch 2018

Carnaval di Lima, Campari One to watch 2018

guadagna altri tre cocktail bar, con dieci bar fra i primi cinquanta. Chi probabilmente soffre della (relativa) crescita del far east sono dunque gli Stati Uniti, agganciati dall’Asia come numero complessivo di locali. New York rimane così faticosamente seconda in questa speciale classifica (6 cocktail bar), incalzata, ad un solo bar di distanza, proprio dalla città-stato Singapore. L’attenzione ad un mondo del bar più globale, che sappia guardare a latitudini diverse dal solito, è però sottolineata dal Campari One to Watch, vinto dal Carnaval di Lima.

Fatte queste debite premesse ripercorriamo velocemente i cinquanta gradini che compongono questa importante classifica. Fra new entry e “vecchie glorie”, le ultime cinque posizioni sono ricche di spunti per gli appassionati, con locali Bar Benfiddich di Tokyo, scivolato in 49° posizione, il rientrate Buck and Breck di Berlino (48°), il madrileno Salmon Guru di Diego Cabrera (47°) e l’elegante salotto di Soho, il londinese Swift (46°).

Salmon Guru

Salmon Guru

Quarantatreesimo posto per uno dei grandi della miscelazione contemporanea, Charles Schumann con l’omonimo Schumann’s di Monaco, preceduto dalle calde e divertenti atmosfere del Candelaria di Parigi. La Capitale francese, insieme a Barcellona, rappresenta uno degli ambienti in maggior fermento della vecchia Europa, con cocktail bar diversi per stile e anima. Appena un gradino sopra trova spazio il secondo progetto di Sean Muldoon e Jack McGarry, già artefici del Dead Rabbit Grocery & Grog (sceso a sua volta in 16° posizione), il tropicale BlackTail di New York. Quarantesimo posto e grande rientro per uno dei bartender più amati, Julio Bermejo ed il suo Tommy’s di San Francisco. Solare e sorridente con il suo storico cocktail bar rappresenta un caposaldo della miscelazione contemporanea, una storia che non può essere trascurata. Dagli Stati Uniti alla Russia con El Copitas di San Pietroburgo che si

Il Paradiso di Barcellona

Il Paradiso di Barcellona

guadagna una meritata 39° posizione preceduto di un paio di passi dal Paradiso di Barcellona. Il locale, già vincitore del One to Watch 2017, sale di ben trenta posizioni entrando, anche grazie alla bravura e all’attivismo del suo manager Giacomo Giannotti, nella tanto ambita best 50. Il centro della classifica è dominato da locali quasi immutabili, il cui lavoro, negli anni, si è evidentemente mantenuto costante, al di là della fama e delle attività di marketing. Bar magri meno noti, come La Factoria di San Juan in Portorico (36°), il Linjie Tio di Stoccolma (32°) ed il Tales and Spirits di Amsterdam (31°), trovano costante alloggio in questa parte della lista. Chi invece vede le proprie ambizioni ridimensionate è il Little Red Door, sceso dall’11° posizione  del 2017 alla 33° piazza di quest’anno. L’addio di Remy Savage (ora manager dell’Artesian Bar di Londra) ed i conseguenti cambiamenti hanno evidentemente condizionato il piccolo locale parigino, che, grazie al lavoro del nuovo manager Rory Shepherd ha comunque mantenuto una posizione nella parte alta della graduatoria. Con la metà della classifica arrivano anche i primi premi, al 30° posto si piazza infatti il Black Pearl di Melbourne, unico locale australiano e, di

Central Station di Beirut

Central Station di Beirut

conseguenza, vincitore del Tanqueray  Best Bar in Australasia. Una sorte simile a quella del Central Station di Beirut (27°) che viene incoronato come Botran Best Bar in Africa and the Middle East. Il locale di Jad Ballout rientra così da trionfatore, dopo esser crollato in 54° posizione nel 2017. Intorno a loro due locali simbolo della nuova Londra, le new entry Three Shits (29°) e Scout (28°). Il quartiere di Hackney, periferia nord-est della Capitale inglese, sta infatti diventando pian piano uno dei nuovi paradisi del bere miscelato. Non è un caso se Matt Whiley abbia deciso di trasferire il suo Scout da Shoreditch in questa zona. Un’area delimitata a nord proprio dal Three Shits, cocktail bar che ha saputo fare di

Three Sheets di Londra

Three Sheets di Londra

necessità virtù, trasformando i suoi spazi stretti in un nuovo concetto di bere. Risalendo la classifica si incontrano molti volti noti del bartending mondiale, dall’Employees Only di New York (26°) al Lost & Found di Nicosia (25°), da Luke Whearty, 23° con il suo Operation dagger di Singapore a Thanos Prunarus, un gradino sopra con il Baba au rum di Atene. Ventesimo posto per uno dei globe-trotter del mondo del bar, Shingo Gokan ed il suo Speak Low di Shangai, preceduto, dall’Himkok di Olso, vincitore del Ketel One Sustenible bar award, e da Coupette, Thomas Henry Best new opening del 2018. Ispirato alla cultura

Himkok di Oslo,

Himkok di Oslo, Ketel One Sustenible bar award

francese, con un menù celebre per il suo “Champagne Piña Colada”, questo locale di Bethnal Green, altro quartiere in perenne ascesa della periferia londinese, unisce alla perfezione la ricercatezza delle sue influenze con il clima pop della capitale inglese. Si piazza invece al quattordicesimo l’Asahi Best Bar in South America, la Floreria Atlantico di Buenos Aires. Il locale della capitale argentina, nascosto all’interno di un negozio di fiori, grazie al lavoro di Aline Vargas e Renato Giovannoni, racconta delle diverse culture che hanno arricchito e contaminato la storia di questo paese. Si posiziona invece al tredicesimo posto uno dei

Native, Nikka Whisky Highest Climber Award

Native, Nikka Whisky Highest Climber Award

cocktail bar rivelazione della scena asiatica, il Native di Singapore, guadagnandosi il Nikka Whisky Highest Climber Award. L’incredibile scalata di questo locale (34 posizioni guadagnate rispetto al 2017) si deve infatti alla sua particolare idea di miscelazione che utilizza esclusivamente materie prime provenienti dall’Asia, (ri)scoprendo ingredienti divenuti popolari anche alle nostre latitudini. Presenze fisse dei World’s 50 Best Bars, quest’anno rispettivamente al 12° ed 11° posto, l’High Five di  a Tokyo e la Licoreria Limantour di Città del Messico, confermano, qualora ce ne fosse bisogno, la loro importanza nel panorama della miscelazione mondiale.

La top ten dei World’s 50 Best Bars 2018 si apre con il vincitore del Torres Highest New Entry Award, The Old Man di Hong Kong. Il lavoro del bar manager Agung Prabowo, ispirato ai gusti di

The Old Man, Torres Highest New Entry Award

The Old Man, Torres Highest New Entry Award

Ernest Hemingway, rispecchia quella volontà di ricerca e sperimentazione che orami da anni caratterizza la gran parte dei bar più blasonati del mondo. Un’idea completamente diversa da quella di Naren Young e del suo Dante di New York (9°), che, così come il Bar Termini di Londra (6°), fonda il suo successo sulle atmosfere di un tipico bar italiano. Lo sfarzo e la ricchezza dell’ATLAS non bastano invece al cocktail bar di Singapore per andare oltre l’ottava posizione, preceduto dal Clumsies di Atene, orami abitué dei gradini più nobili.

Le prime posizioni della classifica manifestano infine, in modo quanto mai evidente, una tendenza di questi World’s 50 Best Bars 2018. I primi cinque gradini sono infatti tutte occupati da hotel bar (tre dei quali londinesi). SI ferma infatti in quinta posizione, ma riceve il Heering Legend of the list, il Connaught bar di Agostino Perrone. Lo storico locale dell’omonimo hotel di Mayfair festeggia con

The Connaught

The Connaught Bar, Heering Legend of the list

questo premio i dieci anni dalla sua riapertura, celebrati anche da un menù straordinario, esempio di classe e gusto. Quarta posizione, e Michter’s Best Bar in North America, il NoMad Bar di New York, si conferma, per il terzo anno consecutivo, nella top 10. Si aggiudica invece la medaglia di bronzo, ed l’Hennessy Best Bar in Asia, il Manhattan Bar di Singapore. L’Elegante e raffinato l’hotel bar di Philip Bischoff, è il simbolo della straordinaria vitalità di Singapore; un locale in grado di miscelare insieme quanto di meglio possono offrire la cultura del bar e dell’ospitalità di oriente ed occidente. Scende in seconda posizione, lasciando il primato dopo

L'American Bar del Savoy di Londra

L’American Bar del Savoy di Londra

solo un anno, l’American Bar del Savoy di Londra. La Storia del bar in un bar, senza aggiungere altro. L’addio di Erik Lorincz ha probabilmente inciso in questo avvicendamento al primo posto, ma la classe, l’eleganza, lo stile di questo tempio della miscelazione mondiale restano unici ed inimitabili. Dopo un terzo ed un secondo posto, dopo aver vinto e stravinto in ogni sorta di

competizione internazionale, a pochi mesi dalla sua definitiva chiusura, riesce così a salire sul gradino più alto dei World’s 50 Best Bars 2018 il Dandelyan. Adagiato sulla riva del Tamigi, il cocktail bar del Mondrian Hotel di Londra, creato dalla fantasia di Ryan Chetiyawardana e Iain Griffiths, è un mix di alta miscelazione e cultura pop, atmosfere ovattate

Il Dandelyan di Londra

Il Dandelyan di Londra

e decibel alti, colori pastello e clima da club metropolitano. Il Dandelyan rappresenta il tentativo, evidentemente riuscito, di conciliare l’hôtellerie con i gusti popolari, e di avvicinare ad un pubblico più giovane al mondo, spesso un po’ âgée dei bar d’hotel.

Giampiero

Dal cinema al whisky il passo può esser breve. Basta fare un viaggio in Scozia, perdersi magari nel cuore delle Highlands, e ritrovarsi a chiacchierare in un piccolo pub di Ullapool parlando di torbatura e imbottigliamenti. Nasce così una passione travolgente, girando l’Italia, l’Europa (e non solo) di degustazione in degustazione, di locale in locale... alla scoperta del meglio che questo universo può offrire. Cocktail preferito: Rob Roy Distillato preferito: Caol Ila 25 yo

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