Chi sono i super esperti che hanno selezionato i locali per i Barawards, che regalano al pubblico/cliente la possibilità di scegliere il ‘migliore’? Diamo il giusto peso a una manifestazione degna di nota.
“And the winner is…”, come vuole il rituale della notte degli Oscar, durante la serata di gala delle stelle del cinema. È più o meno quello che è accaduto a fine novembre in quel di Milano, nella serata in cui sono stati consegnati i premi di Bargiornale in collaborazione con Ristoranti, i Barawards, ai protagonisti del
bartending nazionale. Una grande festa del Bar italiano, dove il pubblico è stato uno dei due protagonisti. Nel senso che i premi in questione sono stati consegnati sulla base del ‘voto da casa’. L’altra metà dei protagonisti, invece, sono stati loro, i locali, i bartender e i prodotti per il bar, selezionati da Bargiornale. La lista delle categorie è amplia. Nel ventaglio delle proposte, del resto, è compreso ogni aspetto della vita di un bar: food, beverage e attrezzature. Solo limitandoci al settore beverage, si va dal classico miglior bartender, al miglior cocktail bar, passando per il miglior locale polifunzionale, tanto per citarne alcuni. La partecipazione del pubblico è stata considerevole. Oltre 8 mila, infatti, i voti per i prodotti e 9 mila per i locali. Segno che i Barawards, per il settore, sono una felice iniziativa che merita la giusta attenzione. Il mercato del bar in Italia, giova ricordarlo, non è fatto solo dagli addetti ai lavori, anzi, tutto quello che ruota attorno a una coppetta da cocktail, come a una tazzina di caffè, è rivolto a loro, ai clienti. Sarebbe bene tenerlo a mente. E i clienti sono stati proprio quel pubblico che si è speso per regalare un voto al proprio beniamino. Non c’è, sottolineiamolo, una giuria di esperti che decreti

Da sinistra: tra i presentatori Stefano Nincevich e Dom Costa, Stefano Di Dio (Oscar 697 sponsor del premio), Stefano Agostino 2° classificato (The Doping Club, Milano), il vincitore Michele Zilio (Rita & Cocktail, Milano).
il migliore di turno. Per una volta tanto scelgono i consumers. Una novità e una particolarità che, piaccia o meno, rappresenta l’anima dei Barawards. Un modo, se si vuole, anche per misurare il polso della situazione: cosa piace alla gente? Dove sta andando il gradimento del pubblico? La mole di voti giunti alla redazione, basta da sola per capire che chi ha vinto è stato colui che ha saputo raccogliere più voti, che è stato in grado di intercettare più consensi, che, semplicemente, ha saputo anche farsi pubblicità. Perché no? Non è da considerarsi un errore. Anzi. E’ proprio il punto essenziale di chi lavora a contatto col pubblico, che dovrebbe avere nel cliente il miglior sponsor. Oltretutto, non ci hanno sempre insegnato che il sale della democrazia sono la libera partecipazione e i numeri? La maggioranza vince, è semplice. Ebbene da questo punto di vista i Barawards sono un esempio. Sono un premio ‘popolare’, democratico e come tale vanno intesi e interpretati.
Per rientrare nel lungo elenco dei candidati, ricordiamolo, si doveva essere segnalati da un pool di esperti

Da sinistra, il presentatore Dom Costa, Francesco Palma e Nicolò Zamboni del Tibi Bistrot Provençal di Milano (2° classificato), Leonardo Veronesi del Riva Bar, Riva del Garda-Tn (3° classificato), lo chef stellato Filippo La Mantia, Andrea Carlucci del Quanto Basta di Lecce (vincitore).
costituiti da importanti bartender, dalle principali società di consulenza alberghiera con cui Bargiornale collabora da anni, da ex bartender ora consulenti per vari locali, da esperti di marketing e dai principali presidenti delle associazioni di categoria. Un gruppo di personalità di spicco tra gli addetti ai lavori, 75 esperti cui è stato chiesto di indicare i migliori locali d’Italia, i migliori professionisti, i prodotti più innovativi. A garanzia di genuinità del voto, il sistema bloccava quelli doppi. Un altro elemento di valore per la premiazione, è la ‘italianità’ della vassoio delle proposte. Come ci ha detto Andrea Mongilardi di Bargiornale: “Il vantaggio di questa edizione è che abbiamo selezionato con cura ‘a chi chiedere’, abbiamo cercato di non sembrare ‘milanocentrici’. Perché è vero che Milano macina molta qualità e il rischio di far sembrare che l’Italia sia tutta qui è alto. Invece ci sono arrivate segnalazioni da tutte le regioni”.

Da sinistra, Domenico Federico 2° classificato, la vincitrice Cinzia Ferro (Estremadura Caffè, Verbania), Leonardo Veronesi 3° classificato (Riva Bar, Riva del Garda-Tn), Giuseppe Rabottini (Turin Vermouth sponsor del premio), i presentatori Dom Costa e Stefano Nincevich (accosciato).
In conclusione, i Barawards si sono ritagliati uno spazio di popolarità che sta spingendo gli organizzatori a pensare già alla nuova edizione, con alcuni miglioramenti.
A riprova di questa popolarità, a noi di BlueBlazer fa piacere constatare come buona parte dei locali selezionati da Bargiornale, facciano parte della nostra “Guida ai 100 migliori cocktail bar d’Italia”, di prossima uscita. Ciò significa che anche noi siamo stati in linea con quello che il mercato vuole sottolineare. Ecco, i Barawards sono esattamente questo, il trionfo ‘dal basso’, del cliente ‘vero’, inesperto quanto si vuole rispetto a un giudice titolato, ma ė pur sempre quello il motore reale di un settore che ha bisogno di comunicare con l’altra parte del bancone.
Riportiamo il podio di alcuni dei premiati per il settore beverage:
Cocktail bar :
1° – Quanto Basta, Lecce.
2° – Tibi Bistrot Provençal, Milano.
3° – RivaBar, Riva del Garda (Trento).
Bar d’albergo:
1° – Gin Corner, Hotel Adriano, Roma.
2° – Time Wine Bar – Jumeriah Grand Hotel, Roma.
3° – Locarno – Hotel Locarno, Roma.
Locale polifunzionale:
1° – Banana Republic, Roma.
2° – Dry Cocktails&Pizza, Milano.
3° – Loca Bar, Riccione (Rimini).
Locale rivelazione:
1° – Belludi Quarantadue, Riccione.
2 – Close, Palermo.
3° – Bevabbé, Riccione.
Miglior Barista:
1° – Maurizio Valli del Bugan Coffee Lab, Bergamo.
2° – Gianni Cocco del Vago di Erba (Como).
3° – Francesco Corona del Coffee and Good Spirits, Cuneo.
Miglior Bartender:
1° – Cinzia Ferro dell’Estremadura Cafe, Suna (Verbania).
2° – Domenico Federico della Terrazza Martini Expo.
3° – Leonardo Veronesi del Rivabar, Riva del Garda.
Miglior Bartender italiano all’estero:
1° – Matteo “Zed” Zamberlan di Del Posto, New York.
2° – Salvatore Tafuri del The Standard Hotel, New York.
3° – Claudio Perinelli del Seymour’s Parlour, Londra.
Miglior giovane talento:
1° – Michele Zilio del Rita & Cocktails, Milano.
2° – Michele Ferruccio del The Corner, Roma.
3° – Stefano Agostino del Doping Club, Milano.
Miglior F&B e bar manager:
1° – Massimiliano Prili del Four Seasons, Firenze.
2° – Sebastiano Pira dello Sheraton Diana Majestic, Milano.
3° – Andrea Cartapatti di Blu Hotels, Cunettone (Brescia).
Un premio particolare che ha suscitato nella platea presente alla premiazione una ventata di forte emozione, è stato quello dedicato a Franco Zingales, compianto caporedattore di Bargiornale, andato a Salvatore Bongionvanni, Rocco Fiorenza (Mister Mojito) e Lucio Tucci (il Bibliotecario di Bargiornale).
