Elegante e raffinata, l’atmosfera del Hotel Marriott di Milano ha accolto i molti appassionati giunti, nonostante la pioggia torrenziale, per la 9° edizione del Milano Whisky festival. La ormai storica manifestazione milanese ha visto crescere, negli anni, il proprio pubblico, diventando un punto di riferimento tanto per i cultori quanto per gli addetti ai lavori. Fra una degustazione e un assaggio, la due giorni dedicata a questo distillato di malto è stata l’occasione per sperimentare e conoscere ancora meglio un mondo variegato ed affascinante. Enorme, infatti, l’elenco delle bottiglie a disposizione, con oltre 60 distillerie rappresentate, e innumerevoli gli imbottigliamenti proposti. Il nostro personalissimo tour degustativo ha inizio con l’assaggio di un prodotto decisamente particolare: The Girvan Patent Still 25yo. Questo “single grain” (whisky prodotto da un singolo cereale), distillato attraverso Coffey Stills a distillazione continua e invecchiato in botti di Quercus Alba (quercia bianca americana), si presenta molto delicato al palato, con note dolci di vaniglia, caramella mou e una leggera speziatura (cannella). Proseguendo la nostra passeggiata all’interno del salone del Hotel Marriott una bottiglia di Glenfarclas 105 Cask Strength 60°,
presente al Milano Whisky festival con la storica azienda di importazione e distribuzione dei Fratelli Rinaldi (di cui segnaliamo anche il Clynelish 17 yo Douglas Laing Old Particular), attira la nostra attenzione. Completamente diverso dalla prima bottiglia degustata questo distillato, proveniente da Ballindaloch nello Speyside, appare complesso, robusto, caldo, con un forte ricordo di quercia e persistenti note di frutta matura. Una breve sosta diviene per noi una buona occasione per soffermarci su un marchio a cui siamo particolarmente legati: Kilchoman. La giovane farm-distillery situata nella parte nordoccidentale dell’isola di Islay presenta infatti la sua ultima creatura, Kilchoman Original Cask Strength. Pur non raggiungendo le vette del Single Cask o del Loch Gorm, questo prodotto non deluderà le aspettative dei molti appassionati che seguono ormai da anni lo sviluppo e la crescita di questa azienda. E’ ancora lo stand di una società specializzata nella selezione, importazione e distribuzione di vini e distillati a condurci verso un altro assaggio, la Pellegrini S.p.A., rappresentante della distilleria Benriach e di Adelphi, imbottigliatore fra i più importanti al mondo. Ed è proprio a questo marchio che ci rivolgiamo provando il Mortlach 1987 27 yo, bottiglia da meditazione con finitura in botte di sherry dalla decisa speziatura che, come tutti i “cask strength” (53,4°), con una piccola aggiunta di acqua si apre, perdendo il suo impatto aggressivo al palato e rivelando un bouquet di sapori delicati. La vera sorpresa di questa edizione la riserva però una famiglia di imbottigliatori, presenti sotto vari nomi, la cui etichetta Hepburn’s Choice, è, a nostro avviso, la regina del festival. Fra i molti prodotti di questa linea assaporati spicca in particolare il Talisker 6yo. Single cask salvato dal blending questo distillato mantiene tutte le caratteristiche tipiche del prodotto di Skye ma, al tempo stesso, si arricchisce di note morbide, con un leggero profumo di malto e torba, ed un gusto rotondo e bilanciato. Nello stand limitrofo, sempre rappresentati dalla Aritrade, un altro imbottigliamento cattura il nostro interesse: il Linkwood 18yo Bordeaux Finish. Invecchiato in botti di Bordeaux questo distillato arricchisce il suo bouquet di forti note aromatiche che non prevalgono però sulla natura e sul carattere del single malt originale.
Un whisky però non è solo una bottiglia, è anche storia e tradizione. Una tradizione ben rappresentata da Glengoyne, distilleria che dal 1833 non ha mai cessato la sua attività mantenendosi, al tempo stesso, indipendente dai grandi colossi multinazionali. Anche in questo caso, fra le molte proposte presenti, è un cask strength il prodotto che ci ha maggiormente convinto. Glengoyne Cask Strength è infatti un imbottigliamento ricco e gustoso, con note di marmellata ed un ricordo di legno arso che, con l’aggiunta di qualche goccia d’acqua (parliamo sempre di 58,7º) rivela una straordinaria complessità che vira dall’uva passa alla cioccolata. Basta girare un angolo, spostandosi allo stand del Whisky Club, per cambiare ancora una volta atmosfere e sensazioni. Nato con lo spirito di “divulgare cultura e conoscenza per i distillati di qualità” questo club, oltre ad organizzare eventi e degustazioni, propone, con una propria etichetta, alcuni imbottigliamenti davvero interessanti. Oltre ad una curiosa edizione Laphroaig “La Pagoda” 19yo, segnaliamo in particolare Blair Athol 1993-2014 20 yo, distillato proveniente da Pitlochry, nelle Highland, dal gusto caldo e intenso, con forti note di uvetta e mandorla. Chiudiamo il nostro intenso e interessante tour scoprendo un’altra bella realtà italiana, Hidden Spirits. Questa azienda, che si autodefinisce una piccola bottega artigiana che ricerca, scopre e seleziona botti di pregiato Single Malt Scotch Whisky, propone infatti poche ma interessantissime bottiglie. Pregevoli sono infatti gli imbottigliamenti di Auchroisk 21yo, Caol Ila 14 yo e Arran 17 yo. Superiore a tutti è però, certamente, il Bowmore Highproof 13 yo, distillato dal carattere deciso con torbatura intensa, punte di piccante e un finale lungo, tipico di questa produzione di Islay, che lascia in bocca un ricordo di sottobosco, con note di fumo, tabacco e pepe.
Milano Whisky festival