The Woodford Reserve Global Bar Exchange

Un Brand per unirli tutti

Metti due realtà diverse, due angoli opposti nel mondo, insieme per quattro giorni. È quello che è successo nella prima tappa della seconda edizione della Woodford Reserve Global Bar Exchange, con i ragazzi del Society di Melbourne, ospiti al Locale Firenze, guidati da Fabio Fanni. Una occasione per conoscersi e scambiarsi idee. 

Agostino e Jarryd del Society Melbourne
Agostino Schiavo e Jarryd Bryant del Society Melbourne

L’obiettivo finale è quello di far conoscere ai talenti australiani i pregi di una italianità fuori dai luoghi comuni. “Non è una guest come le altre, l’Italia è stata scelta come prima tappa di questa seconda edizione della Woodford Reserve Global Bar Exchange,” dice con orgoglio Francesco Spenuso, advocacy manager di Brown Forman e deus ex machina dell’evento. “Con Locale Firenze abbiamo un ottimo rapporto, quindi la scelta è stata quasi naturale. Volevamo creare un’esperienza all’altezza delle aspettative, anche considerando che Locale è uno dei World’s 50 Best Bars. Abbiamo costruito una situazione declinata in modo insolito, non un momento in cui si preparano drink in un bar famoso, ma un vero scambio tra talenti”.

Fabio Fanni nel laboratorio del Locale

Talenti del bar messi al cospetto dei talenti della Toscana e del Bel Paese. I primi convenevoli, dopo il lungo viaggio, si svolgono in una situazione informale e rilassata, alle terme. Fabio Fanni, bar manager di Locale Firenze, ci accoglie con il suo solito savoir-faire, regalando agio a tutti.

“È stato fantastico uscire dagli schemi e far vivere ai nostri ospiti la vera Toscana, tra cibo, bevande e cultura. Credo sia importante per rafforzare la nostra community del settore”, spiega Fabio.

Il rientro a Firenze prevede un tour delle meraviglie in città, la voce guida è di una nota influencer del luogo, che svela interessanti segreti sul Duomo e sul campanile di Giotto, da cui ha preso nome la nota pizzeria, in cui si fa tappa, per la prima esperienza gastronomica. Nella cornice di Piazza di Santa Maria Novella il tempo scivola veloce e il passaggio dalla tavola al bancone è un attimo. Il Woodford Reserve Sour bevuto al Santa Cocktail Club è l’antipasto liquido della serata ancora lontana dalla sua conclusione. Per una felice combinazione di eventi al Santa si sarebbe inaugurato il nuovo menù, ci godiamo l’anteprima e riprendiamo il tour per concludere tra vini fermentati, ospiti del Locale.

Ago, Fabbio e Jarryd nei vitigni del casale Le Cinciole

Non apprezzi veramente il Made in Italy, finché non metti le mani in pasta. Cuciniamo, sotto la guida delle Cesarine: bruschette con burrata e broccoletti, gnocchi al ragù e tiramisù.

Una prova di sostanza, da semplici conoscenti, siamo diventati complici di un menù. Siamo ormai un gruppo di amici, quando ci sediamo al Four Seasons per l’aperitivo serale. I mini martini con Fords Gin all’Atrium Bar, sono una serie di fortunati eventi che vorremmo non finisse mai.

L’ultima chicca è la cena al Locale, dove Fabio, insieme allo chef Simone Caponnetto, ha selezionato i vini da abbinare ai piatti. Una cucina raffinata che rielabora le materie prime, un altro modo per dire agli australiani che ci piace prendere la vita con gusto. 

2 dei drink del Society con Woodford Reserve

Lasciamo Firenze il mattino seguente. Si va per degustazioni di vini e oli, al casale Le Cinciole. Una passeggiata tra i filari della vigna, un po’ di storia locale, il racconto orale di quello che poi andremo a bere. Una verticale, dal Cinciorosso al Petresco, fino al Camalaione e il palato ringrazia. E lo farà ancora, davanti a sua maestà la bistecca fiorentina. Uno spettacolo gastronomico andato in scena alla Antica Macelleria Cecchini. 

E alla fine, sul palcoscenico si apre il sipario anche per Agostino Schiavo, bar manager del Society e del suo braccio destro, Jarryd Bryant, che impugnano il Woodford Reserve per costruire quattro drink. La serata finale si chiude così. Tra sorsi e sorrisi, il melting pot è servito, ma la sintesi migliore è quella di Agostino e Jarryd: “Esperienza intensa, bene organizzata, le location erano stupende e il team italiano è stato fantastico. Mi sono sentito a casa, a Firenze c’è una cultura pazzesca, il guest shift é stato emozionante. Lo scambio che Woodford ha permesso tra Australia e Italia e stata un esperienza non solo di mixologist, ma anche proprie di culture. Spero di rifarlo ancora.”. 

Per il gioco delle parti, adesso toccherà al Locale vivere una esperienza australiana, ospite del Society. Sui social dei due locali e di Woodford le prossime notizie. Stay tuned.

Photo credits: Sam Milner
Image rights: Woodford Reserve

Be first to comment