Tre giorni all’Elba per l’evento Bacardi, col trionfatore della “Bacardi Legacy Global Cocktail Competition 2015”, Franck Dedieu, insieme anche a Federico Tomasselli e Xaris Darras, vincitori rispettivamente della Legacy italiana e greca
“Eravamo io, Fidel, Raul…”, chiosava Fiorello alla radio, imitando Gianni Minà, giornalista noto per i suoi reportage e le interviste con famosi personaggi del latinoamerica. Magari un giorno potremo raccontare anche noi, alla Fiorello/Minà, di quella volta in cui siamo stati sull’Isola d’Elba, in compagnia di tre rinomati bartender dell’epoca. Federico Tomasselli, Franck Dedieu e Xaris Darras. Un italiano di Roma, un francese di Lione e un greco di Atene. Tutti e tre hanno vinto nei rispettivi paesi la Bacardi Legacy, poi “Le Latin”, il cocktail di Dedieu, ha avuto la meglio su tutti nella finalissima mondiale nella terra dei canguri. Da vincitori sono sbarcati sull’Elba. Erano le “guest bartender” tanto attese. Bacardi li ha prelevati dai banconi dei loro bar, catapultandoli per qualche giorno nel Chiringuito della piccola e
‘giovanilissima’ spiaggia di Cavoli. Ha spiegato loro che dovevano (in)formare la gente, insegnare a chi ne avesse voglia, come si prepara un mojito, un cuba libre, un daiquiri. E divertirsi, ovviamente. Divertirsi e far divertire. Perché questo dev’essere lo spirito della festa. Il Rum Bacardi variamente declinato, è stato il sottile filo conduttore dei giochi. Miscelato, nascosto all’interno dei cocktail, ha scandito il tempo della movida elbana per due settimane, impiantandosi nell’isola dal primo di agosto per chiudere i battenti il quindici. I numeri ufficiali parlano di un successo (+5% di visitatori dovuto all’ evento), a noi, però, della Bacardi Summer Wave 2015, importa raccontare lo spirito che ci ha fatto vivere, in compagnia dei tre bartender. Con loro abbiamo girato lungo le strade dell’Elba, sotto la guida perenne dei due brand ambassador del gruppo Martini Bacardi: Natalia Garcia e Francesco Pirineo (attualmente brand ambassador per Compagnia dei Caraibi – Gin Mare). Ciò che segue è il racconto di com’ è andata.
La partenza, l’arrivo e il driver tutto fare
“Vieni a farti tre giorni?”, aveva detto a bruciapelo Federico Tomasselli. “A fare?”, “Ci divertiremo”, era stata la risposta, tanto vaga, quanto allettante. In fondo lasciava in sospeso un mistero che avrei risolto soltanto se avessi accettato. Mi fidavo, e quando anche l’ok dei ‘capi’ si era manifestato, non mi restava altro che prendere quella nave da Piombino. “Sono ospite di Bacardi, signorina. Dovrebbe esserci un biglietto a mio nome”. C’è sempre della tensione, quando ci si rivolge a qualcuno in quel modo. Ti sfiora il dubbio che la risposta potrebbe essere poco confortevole. “Prego, questo è il suo biglietto, la nave parte a breve dal molo 19. Benvenuto”. Il viaggio di tre giorni sembrava essere incominciato col verso giusto. L’Elba, vista da Piombino, rovescia il rapporto tra isola e penisola, tanto appare grande all’orizzonte. A Portoferraio un autista mi attende per condurmi in hotel. Salito sulla vettura color grigio metallizzato, brandizzata Bacardi, il driver mi spiega come funziona ‘la cosa’, in pochi minuti. “I ragazzi sono splendidi, un gruppo affiatato. Ti troverai bene. Il problema, semmai, sono i ‘nostri’: magari fossero tutti
sempre così professionali!”. La solita fotografia del mondo della miscelazione in Italia, divisa tra due, tre grandi realtà metropolitane e la miriade di paesini di periferia. Le guest, e tutto questo ambaradan – mi chiedo e spero – serviranno anche a piantare il seme del buon bere. Il percorso verso la destinazione è una strada asfaltata a due corsie, sovraccarica di curve, che gli elbani però affrontano come se fosse un rettilineo. “A proposito, io ho tre stili di guida: quello calmo; quello intermedio e quello sportivo”, mi spiega con cortesia il driver. Procediamo nella via di mezzo, il tipo è dell’isola, mi illustra dove sono situati i vari punti Bacardi, i bar aderenti all’iniziativa, in cui i ragazzi vengono distribuiti quotidianamente per lavorare. La sera, a tarda ora, si ritrovano tutti al Club 64, la più nota discoteca della zona, che ha da poco compiuto mezzo secolo. Anche lì si trova un punto Bacardi. A quanto pare, ovunque andremo, saremo di casa. Benché sia il 6 di agosto, tutti attendono l’evento musicale di maggiore attrazione della Bacardi Summer Wave 2015: Bob Sinclar. “Ci aspettiamo decine di migliaia di giovani per quella serata. Vedi, quello è il terreno che fungerà da parcheggio. Ci stanno ancora lavorando le ruspe per spianarlo”. Mentre mi chiedo se finiranno mai in tempo (oggi si può dire di sì), il driver è continuamente connesso in viva voce, tramite il Bluetooth dell’automobile, con gli altri membri dell’organizzazione. Nomi che pian piano identificherò con dei volti. Il suo compito – non è il solo – è quello di scorrazzare per l’isola i bartender, facendo la spola tra l’hotel e i vari luoghi di lavoro. Li prende, li riporta, incastrando recuperi e orari tra le varie location. Ora, considerando che l’isola è sì piccola, ma ha vie di comunicazione abbastanza tortuose, oltre che attraversate dal traffico estivo, e che questo lavoro lo si inizia in mattinata fino alle 4 di notte, è facile intuire l’elevata dose di stress di quell’uomo. Guida, mi racconta, trova persino il tempo per una telefonata con la moglie/fidanzata. Compie tutto questo con lo stesso tono di voce, neutro, calmo, cortese. Il suo sguardo è però sempre rivolto a ‘vedere’ in avanti quello che dovrà compiere di lì a breve. “Ecco, questo è il tuo hotel. Ti lascio, così intanto ti sistemi, fai una doccia. Io tornerò tra una mezz’ora abbondante per poi lasciarti a Cavoli. Intanto vado a prendere uno dei ragazzi, lo porto al suo hotel e poi scendiamo tutti insieme”. Ignoro cosa sia Cavoli, ma mi chiedo quanto durerà il driver. Quando esploderà. Sono in stanza con Federico, che onore. Ho il tempo di salire, intuire quale lato del letto mi spetti, fare una doccia e sentirmi chiamare dall’autista, il quale mi attende di sotto. Quell’uomo esploderà prima o poi, mi ripeto. Altro che mezz’ora buona, nemmeno la metà del tempo!
Al Chiringuito di James Pons, il ‘Santo Cubano’ fa i miracoli
La spiaggia di Cavoli è un lembo lungo la costa sud-ovest, vicino alla piccola frazione di Seccheto e poco distante dal capoluogo Marina di Campo. Insieme a Fetovaia, è la spiaggia più gettonata. I suoi trecento metri, visti dall’alto, mentre si scende lungo la costa, sembrano una piccola striscia di colori che cercano di mescolarsi al mare cristallino. La visuale all’orizzonte offre allo sguardo l’isola di Pianosa, poco sulla destra. Sulla sinistra si scorge l’isola di Montecristo e addirittura il Giglio. Per i più curiosi, basta
prendere un pedalò per andare alla scoperta di una deliziosa grotta azzurra nelle vicinanze. A Cavoli sono tutti ragazze e ragazzi, ciò la rende il luogo ideale per diventare il ‘centro operativo’ della Bacardi Summer Wave. Il bar ristorante Il Convio ospita Radio 105 che sponsorizza l’evento. Lo speaker anima la folla di teenagers, lancia magliette Bacardi con la scritta “Dal tramonto all’ Elba” o viceversa, a secondo della tinta delle t-shirt. Adamo Spinetti, patron del Convio, ha colto al volo l’occasione della Bacardi Summer Wave 2015. Il Chiringuito, davanti all’entrata dello storico locale, è inequivocabilmente il punto di riferimento dell’ ‘onda dell’estate’. La piccola casetta di legno è la prima immagine che si ha di fronte, appena si mettono i piedi sulla sabbia. “Lui è il nuovo arrivato”, mi annuncia il driver. Un ragazzone dal sorriso contagioso mi viene incontro. Si chiama James, James Pons. Tutti i ragazzi del bar fanno capo a lui, sono i bartender reclutati per l’occasione, direttamente dalla Bima di Alex Frezza. James è il trainer della scuola e socio. Oltre al sorriso perenne, ha la battuta facile, un’allegria insita e una naturale predisposizione a far sentire ‘a casa’ chiunque. E’ un veterano della Bacardi Summer Wave, se così si può dire. L’anno scorso era allo stesso evento alle Tremiti. Lo spazio è piccolo dentro al Chiringuito. A parte un cassiere, ci sono sempre due o tre ragazzi che servono i clienti. Mojito e Cuba Libre a gogò, ma è il “Cuban Saint” il cocktail più apprezzato. L’invenzione di Federico Tomasselli riscuote successo. Il suo daiquiri con alone di santità è celebrato come una messa da tutti. Lui, Federico, Franck Dedieu e Xaris Darras spuntano all’improvviso col fotografo ufficiale della manifestazione, Federico Repetto. E si mettono all’opera. Ognuno prepara il proprio cocktail della Legacy, ma dai commenti esternati è lampante come il Santo Cubano abbia compiuto il vero miracolo. Ne chiedo uno alla bartender di turno. “Non so se posso”. Intende dire che quella è roba di ‘Fede’. James Pons l’aiuta nella ricetta, è il suo primo ‘miracolo’ cubano. Promossa, amen. Finalmente riesco a salutare Federico e gli altri ragazzi. C’è anche Natalia Garcia, brand ambassador responsabile di Bacardi per il Sud Est Europa. Con lei Francesco Pirineo, l’altro ambassador e ‘padrone di casa’ per ovvi motivi geografici. Mi aggrego alle guest per un tuffo. Nelle successive ore dipenderemo da Natalia e Francesco. Sono loro che organizzano e pianificano tutti i nostri spostamenti. Pirineo è bravo a saper ritagliare quegli spazi vuoti, tra un impegno ‘istituzionale’ e l’altro, trasformandoli in relax marchiato ‘Belpaese’. E la Bennet è un’autentica scoperta. Sa comportarsi da perfetta mamma chioccia che protegge i suoi ragazzi. La prima parte della serata inizia con la cena al molo. Un ristorante di fronte alle barche ormeggiate nel porto. Un ambiente tranquillo, informale. Pirineo sembra di casa, è evidente che lo conoscano già, come conferma lui stesso. Si siede a capotavola e sovrintende a tutto: ordina e organizza le portate, serve i piatti quando arrivano i vassoi, preoccupandosi che tutti assaggino ogni ben di dio, ma non lesina il cibo per se stesso. Anzi, è ciò che si definirebbe una buona forchetta. Se qualcuno si è mai chiesto in cosa consista il ruolo di un brand ambassador, a vedere lui si direbbe che si tratti di un impegno a 360 gradi, un lavoro in cui si richiede di tutto e di più. Il vino scorre nella norma, la serata è ancora lunga. I ragazzi allentano la cinghia e non solo quella. Si aprono,
come spesso accade quando ci si siede a tavola. Xaris, a dispetto della sua mole da gigante greco, è un ragazzo bene educato e molto incline alla risata. Mi mostra le foto del suo locale ad Atene, il Mr Peacock e di alcune sue ‘creazioni liquide’. Più che un greco, dall’aspetto sembrerebbe un latinoamericano, in effetti tradisce le sue origini portoricane di San Juan. Usa spesso lo smartphone, ama condividere i momenti ‘italiani’ tra amici, vecchi e nuovi. In questo è un perfetto ‘nativo digitale’ e sembra corrispondere al target ricercato ultimamente da Bacardi. Non è affatto un vanitoso, però. Nessuno dei tre vincitori lo è. Con Federico c’è amicizia da più tempo, quindi nessuna novità. Scopro con piacere che anche gli altri, nonostante la condizione, ‘non se la tirino’. In fondo, potrebbero giocare a fare i vip della situazione. Le loro foto, i loro cocktail, compaiono nei manifesti pubblicitari della Bacardi Summer Wave e sono sparsi ovunque. Spesso sono seguiti dal fotografo per foto e filmati. Mi chiedo quanti colleghi invidiosi sputeranno sentenze per il fatto che si sia piegata la testa a un brand. Accuse patetiche che non è il caso di prendere sul serio. A tavola siamo tra perfetti amici, anzi, la miscelazione, che da noi in Italia sembra esaltare un po’ troppo gli animi, ultimamente, è la principale assente nelle conversazioni. Abbiamo al servizio una simpatica cameriera. Viene di continuo a fare irruzione per rimpinguare la brocca di vino bianco e appena ne ha possibilità, di brindare in nostra compagnia. Il refill è più che altro per lei. “It’s tipical”, commenta serafico Federico, per giustificare lo stupore con cui gli stranieri osservano la situazione. Sembra quasi – anzi, togliamo pure il quasi – che la cosa non lo disturbi affatto. Una risata esplode e ‘benedice’ quella anomalia. La cena ‘all’italiana’ ha soddisfatto tutti. E’ ora di andare al Club.
Nella parte successiva, la vita da vip al Club 64, Federico si laurea campione di ping pong, Natalia è matta per il “Daiquiri” (non solo lei) e Pirineo è il fenomeno dei tuffi dal trampolino. Tutto questo e tutte le foto dell’evento nella prossima puntata.



