Avere un barman diverso, ogni settimana, dietro ad un banco può regalare opportunità uniche. Varcando la porta di un locale, dello stesso locale, si può infatti attraversare il mondo, vivendo atmosfere di volta in volta differenti. Così può capitare, come accaduto nell’ultima Bartender’s Social Night, di entrare ne La
Moderna di Testaccio, a Roma, e ritrovarsi nel mondo, complesso e spesso difficile da decifrare, di Gegam Kazarian; un mondo che sa di Spagna ( Gegam Kazarian arriva infatti dal Kazaris Project di Alicante), ma anche di Italia, Giappone e America. Le sfumature che caratterizzano il lavoro di questo bartender, da molti considerato un profilo da “tenere d’occhio”, sono infatti davvero infinite, per uno stile, che, forse anche per questo, non è sempre facile capire. Le personalissime versioni dei quattro drink di Valentino Longo, che compongo, come sempre, il menù della serata, hanno infatti fatto discutere, suscitando interesse ma anche perplessità. Come ripercorrendo virtualmente lo scorrere delle stagioni il bartender di Alicante ha infatti pensato quattro cocktail che, oltre ad incarnare i gusti dei clienti prototipo, sembrano rapprensentare un clima, un mood appartenente proprio ai diversi periodi dell’anno. Come in un omaggio all’attuale autunno può essere così immaginato l’ “Ernesto” (Maker’s Mark, Molinari Coffee, aceto balsamico, olio d’oliva, limone), drink decisamente complesso dominato, al naso dalle note del caffè e dell’aceto, che in bocca rivela un animo aromatico, dalle note animiate a quelle spezzate, fino ad una chiusura acida e sapida data dal balsamico. Sicuramente non adatto a tutti i palati questo miscelato può comunque sorprendere i più arditi
amanti della mixology. Dai toni arancioni dell’autunno al freddo dell’inverno, riscaldato dal bollente (nel senso letterale del termine) “Thelma & Louise” (Dark rum, St. Germain, crema di castagne, Angostura bitter), cocktail stratificato con una crema di vaniglia in superficie, un cuore alcolico caldo e una densa pasta di marroni sul fondo; forse per le temperature romane ancora troppo miti il drink risulta davvero difficile da decifrare, più adatto magari ad un
gelido inverno che a queste ottobrate. Profumato e dolce come la primavera è invece il “Kama & Sutra” (Bombay Sapphire, melograno, Esprit de June, succo di lime, sherry, zenzero fresco), drink dal bel colore rosso e dalla texture setosa. In bocca si presenta ricco e gustoso, con note acide e zuccherine bilanciate ed un sapore che spazia dal melograno fino a sentori di ciliegie e frutti rossi, un tocco di frescezza e semplicità nel complicato menù di Gegam Kazarian. Infine il “Dr. Strangelove” (Martini rosso infuso al caffè, Sambuca Molinari, Cynar, limone, menta e basilico), un “Julep” , cocktail che richiama alla mente l’estate, in cui la Sambuca prende il sopravvento sovrastando quasi completamente tutti gli altri ingredienti.


