“Non v’è più bellezza, se non nella lotta”. E dunque che lotta, seppur amichevole, sia. Non confonda l’atmosfera natalizia, il clima augurale o la benevola accoglienza, quella del Jerry Thomas è competizione, competizione vera! Davanti allo sguardo attento dei
sapienti Fulvio Piccinino e Roberto Bava i più generosi mescitori si sono affrontati in puro stile futurista, con italiche ricette che esaltino il coraggio, l’audacia e la ribellione riecheggiando le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne. Figlie del ben noto
ingegno dello stivale nascono così polibibite magnificenti, ardite e patriottiche. Plastiche come la cingomma, come nel preparato di Yuri Gelmini al miele di favo, o rivoluzionarie, come il Bloody Mary (Maria la Sanguinaria era oltremodo eccessivo) di Giuseppe Prosperi (quale ardimento portare il vituperato distillato di patate nel quisibeve Jerry Thomas), adatte per un “fuoco nel letto”, canonico genere futurista cui appartiene la polibibita di Damiano Balzerani e la sua ardente composta di peperoncini di Paola, o “pertuttoilgiorno”, novella categoria forgiata da Alessandro Serrani per il suo “Riacchiappina” (a lui, oltre che il secondo gradino del podio va il plauso per aver recuperato una bottiglia dell’ormai introvabile Amaro Cora e per aver creato un’etichetta che avrebbe entusiasmato anche Fortunato Depero). Nonostante il notorio astio futurista verso biblioteche e le accademie d’ogni specie, molto è stato lo studio da parte degli agguerriti mescitori, pronti a declamare brani di Marinetti o a sciorinare esaustive descrizioni del suo movimento. Come l’abile Gianluca Nicoli,
trasformatosi da miscelatore caraibico in studioso futurista, in grado di mutare in polibibita le otto anime letterarie: l’eroismo spensierato in grappa di vinacce, il genio rivoluzionario in vermut, l’italianità in Campari, la nostalgia sentimentale in il rosolio, la potenza artistica in assenzio, la purezza in ghiaccio, la lussuria in cioccolato fondente e lampone e l’allegria seduttrice in vino. Nessuno però ha saputo interpretare lo spirito futurista quanto Dario Paolucci vero cantore del “volo scivolante degli aereoplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta”. La sua “motocarrozzetta spiritosa in divenire”, un autarchico miscelato di arzente, ha sbaragliato la concorrenza. Zang, tumb, tuuuuum… Atterrato sul vassoio dell’incredula giuria quest’inno alla velocità, questa polibibita travestita da aereo, carburante futurista nella fusoliera del velivolo Campari di deperiana memoria, ha sconfitto ogni avversario, aggiudicandosi la contesa. Noi, gaudenti e beati rendiamo grazie al Jerry Thomas e alla sua compagine, alla pregiatissima giuria e ai baldanzosi concorrenti, fieri di esserci stati e divertiti dell’averlo così raccontato.
La competizione amichevole futurista del Jerry Thomas Project