Avrà anche compiuto dieci anni ma il Milano Whisky Festival resta, ad oggi, una delle più interessanti e ricche manifestazioni di settore organizzate in Italia. Ricca, per il vasto numero di aziende, imbottigliatori e prodotti, interessante perché popolato da veri appassionati che, forse più degli addetti ai lavori, colorano e accrescono il valore di questa manifestazione. Fra la folla di degustatori, nel piacevole caos chiassoso del Marriott Hotel, passeggiare fra gli stand alla ricerca della novità da provare o della bottiglia più rara, rappresentava di per sé una bella esperienza. Ma una così vasta disponibilità di marchi e distillati non poteva non attrarre la nostra attenzione. La prima sorpresa di questa edizione arriva direttamente da casa nostra, più precisamente dalla provincia di
Bolzano, esattamente da Glorenza, dive l’azienda Puni, dopo tre anni di invecchiamento ha finalmente imbottigliato il suo primo vero whisky. A differenza dei dei primi due prodotti, uno spirito bianco e un giovane (sei mesi in botti ex-Marsala) invecchiato, il nuovo distillato può contare su trentasei mesi passati in botti ex-bourbon e un mese di finitura in una di rovere americano vergine. Fresca e morbida la new entry di Puni brilla immediatamente per un gusto che, seppur ancora evidentemente giovane, lascia intravedere già delle splendide note, in cui i malti e i sentori di boulangerie dominano. Rimanendo sempre nel sud Europa, terra non certo nota per la produzione di whisky, una nota di merito va riservata a Nomad, distribuito in Italia da OnestiGroup, distillato lavorato in terra di Scozia ma affinato per un anno a Jerez, in Spagna. I dodici messi passati nella penisola iberica (con un
angel share pari circa la 20%), in botti ex-sherry, trasformano completamente il prodotto originario donandogli sentori morbidi e dolci, dalla cannella alla confettura, fino alla frutta matura e alle ciliegie. Un discorso a parte va riservato allo splendido lavoro del Whisky Club Italia che, oltre a diffondere la cultura di questo meraviglioso distillato, realizza alcuni imbottigliamenti di primissimo livello. Non a caso, fra i prodotti più interessanti assaporati nel Milano Whisky Festival 2015, non si può non citare il Kilchoman Single
Bourbon Cask, un cask strength disponibile in esclusiva per il Whisky Club Italia. Proveniente dalla più giovane delle distillerie di Islay questo whisky sopraffino mantiene le caratteristiche tipiche della produzione di questa farm, arricchendole con delle note ancor più intriganti; l’anima della piccola isola delle Ebridi interne si mantiene infatti intatta, con la piacevole e ben presente torbatura, ma si unisce a toni ed aromi più morbidi e dolci, che ricordano marmellata e frutta matura. Ancor più sorprendente, sempre fra gli imbottigliamenti del Whisky Club Italia, è però il Balblair Single Cask WhiskyClub Original, tale è la sua
complessità, profondità e ricchezza. Basta infatti avvicinarlo al naso per cogliere una varietà enorme di aromi, da quelli spezziati a quelli floreali, fino a sentori più caratteristici come il cuoio, in bocca poi esplode con tutta la sua forza ed un gusto che mantiene tutte le aspettative: vaniglia, pasticceria, cuoio e agrumi scivolano man mano sul palato con un finale lungo ed intenso.
Il vero tesoro, la perla rara, si nasconde però, proprio lì dove meno te l’assetti. In un festival dominato dalla Scozia e dai suo whisky è infatti un Rye Whiskey l’imbottigliamento più particolare assaggiato. Sfidando le consuetudini di questa orami storica manifestazione Michter’s, distilleria del Kentucky, ha infatti deciso di portare a Milano un piccolo stand per far conoscere i propri prodotti. Prodotti di quantità limitata, lavorati con maestria partendo da materie
prime di grande qualità, che, già nei due imbottigliamenti base, US 1 Kentucky Straight Bourbon e US 1 Kentucky Straight Rye, dimostrano un’ottima qualità. Ma per scovare il tesoro bisogna guardare sotto la superficie, in questo caso sotto al banco. E’ infatti qui, protetto da occhi indiscreti, che Michter’s nasconde due imbottigliamenti davvero magnifici. Il Michter’s 20 years Kentucky Straight Bourbon sarebbe, già di per sé, una vera rarità, disponibile in pochi esemplari al mondo, con un gusto accattivante ed intenso. Dolce e profondo, come sa essere un Bourbon, si caratterizza per le note intense di amarena, di melassa e caramello, ma anche sentori floreali profumati e delicati. Ma
non basta, dallo scrigno di questa distilleria, ecco il Michter’s 25 years Kentucky Straight Rye, che conta solo ventotto bottiglie al mondo, praticamente unico. Secco e al tempo stesso ricco e complesso, questo Rye Whiskey rappresenta una scoperta continua, sorso dopo sorso; alle note tipiche di vaniglia e caffè si uniscono quelle spezziate e piccanti, come pepe bianco e peperoncino, ma anche di agrumi, fra cui spicca evidentemente l’arancia, frutta secca e noci. Una vera perla rara.






