Martini Grand Prix 2016

Si sono ritrovati a Milano, nella splendida Terrazza Martini, a due passi dal Duomo, i sei semifinalisti nazionali del prestigioso Martini Grand Prix 2016. Dalla Spagna alla Francia, dal Portogallo alla Grecia, dall’Olanda all’Italia, dopo aver superato una già severa selezione nel proprio paese, sono giunti qui, in tre per ogni nazione, per guadagnarsi un posto nella finale globale e la possibilità di conquistare questo prestigioso riconoscimento. Il terzetto di casa nostra, composto da Luca Angeli (Four Season di Firenze),

I finalisti del Martini Grand Prix 2016

I finalisti del Martini Grand Prix 2016

Francesco Cione (Octavius at The Stage di Milano) e Roberto Pellegrini (Tacco11 di Spinea in provincia di Venezia), lo avevamo lasciato al Chorus di Roma, festante per aver appena ottenuto il diritto di partecipare a questa due giorni milanese. Una due giorni di gare, fra semifinali nazionali e finale globale, ma anche di gusto ed amicizia, di cultura (del bere e non solo) e convivialità. Un ambiente caldo e familiare, ben rappresentativo dalla “famiglia Martini”, con Daniele Pons e Elena Delmagno splendidi padroni di casa, ha infatti accolto i concorrenti e gli ospiti, in un clima assai diverso da quello freddo e distaccato di molte altre competizioni. Dopo una prima sessione di gare, le finali nazionali, sei abili bartneder hanno ottenuto il pass per sfidarsi nell’ultima grande prova. Francesco Cione, Matteo Pedico, Rafael Silva, Manolis Lykiardopolous, Roxanne Remmery e Danil Nevsky si sono così dati virtualmente appuntamento per la prova decisiva.

La finale del Martini Grand Prix 2016

Sotto gli occhi attenti della giuria, composta da Walter Gosso, vincitore del Martini Gran Prix 2015, Anistatia Miller, nota giornalista e co-autrice insieme al marito Jared Brown di best-seller di settore, Ignacio Vasquez, Global

Il logo del Martini Grand Prix 2016

Il logo del Martini Grand Prix 2016

Martini Brand Director, Davide Oldani, chef di fama internazionale e Jacob Briars, Global Advocacy Director del Gruppo Bacardi, i sei sfidanti hanno mostrato, raccontato, descritto e preparato le loro personalissime rivisitazioni del classico aperitivo. Sfruttando al massimo le potenzialità della gamma di prodotti Martini i bartender in gara hanno dimostrato, ancora una volta, la versatilità e l’internazionalità dell’idea stessa di “aperitivo”.

Ad aprire le danze il portoghese Rafael Silva con il suo “Monik” (Martini Bianco, Martini Extra Dry, Ancho Reyes, Ginger beer reduction, rosmarino), cocktail in coppetta, servito con una splendida iceball, ricco di gusto e aromi (zenzero, rosmarino, peperoncino). Restando sempre nella penisola iberica, secondo a calcare il palco della Terrazza Martini, lo spagnolo Matteo Pedico ha presentato  invece il “Ginger Ruby” (Martini Riserva Speciale Rubino, Banks 5 Island blend, succo di lime, Menta, Ginger beer), un cocktail intenso e à la page, subito seguito dalla concorrente francese Roxanne Remmery, unica barlady in gara, con il suo “Belle époque” (Martini Riserva Speciale Rubino, Star of bombay, Earl Grey Tea, Schweppes Tonica, Martini Bitter), dal gusto più delicato. Dopo una breve pausa, impreziosita dallo spettacolo di Bruno Vanzan e Daniele dalla Pola, ecco il turno da noi più atteso, quello di Francesco Cione. Oste elegante, da vero gentiluomo del banco non poteva che presentare un “Torino-Milano raffinato”

Manolis Lykiardopolous durante la prova

Manolis Lykiardopolous durante la prova

(Martini Riserva Speciale Rubino, Martini Bitter, Barolo chinato, orange and mandarin bitter), una semplice quanto efficace rivisitazione di uno dei grandi classici dell’aperitivo all’italiana. Dalla sempre più sorprendente  Grecia, il cui panorama in fatto di miscelazione sta scalando le vette continentali, arriva il penultimo concorrente, Manolis Lykiardopolous, ed il suo “Ameritino” (Martini Riserva Speciale Rubino, Martini Bitter, caffè Espresso, Masticha liquor, acqua tonica), un cocktail che unisce al gusto dell’ “Americano” i sentori del Masticha, un liquore greco a base di resina. Ultimo ma non ultimo la wild card della gara, selezionata in collaborazione con Simon Difford, celeberrimo fondatore dell’omonima Difford’s Guide, Danil Nevsky del Tales & Spirtis di Amsterdam. Spigliato come nessuno dietro la pedana, anche grazie ad un’indubbia conoscenza della lingua inglese, il bartender di origine russa ha presentato il “Fibonacci” (Martini Riserva Speciale Ambrato, Gonzalez Byass Nectar Pedro Ximenez Sherry, Fernet, acqua tonica, sale), cocktail sorprendentemente gustoso

Il vincitore, Manolis Lykiardopolous

Il vincitore, Manolis Lykiardopolous

anche grazie all’utilizzo del sale, impiegato come esaltatore di sapidità. Il tempo di un “Martini & Tonic” e la stessa Elena Delmango, sempre accompagnata da un presentatore d’eccezione, Bruno Vanzan, ha annunciato trionfalmente il vincitore del Martini Grand Prix 2016: Manolis Lykiardopolous.

L’intervista al vincitore del Martini Grand Prix 2016

Abbiamo incontrato Manolis Lykiardopolous, bartender del Odori Vermuteria Di Atene, per commentare a caldo la sua vittoria.

Manolis, com’è nata l’idea di questo cocktail?

Ho pensato che in questa competizione si dovesse realizzare un drink classico con un tocco di modernità, per questo la mia ricetta è nata come una variante dell’“Americano”. Per prima cosa ho sostituito la soda della ricetta originale con l’acqua tonica, perché mi piace molto l’effetto che la tonica fa con con il vermouth. Ho inserito poi alcuni ingredienti del mio paese, la Grecia. Il Martinti Grand Prix è una competizione globale e mi sembrava giusto portare qualcosa di mio, in questo caso il Masticha. Per la stessa ragione ho voluto inserire qualcosa che ricordasse quello che facciamo nel mio locale. All’Odori Vermuteria Di Atene abbiamo un cocktail con vermouth, caffè e tonica… ho fatto un blend di tutte queste

L'Ameritino

L’Ameritino

idee de è nato il mio “Ameritino”.

Per il Martini Grand Prix 2016 hai dovuto creare un’aperitivo. Che significato ha per te l’aperitivo?

L’Odori Vermuteria Di Atene, il locale in cui lavoro, è un Vermouth Bar, con moltissime etichette di vermouth. Per noi quindi l’aperitivo è un momento importante, forse il più importante. E’ il momento in cui il cliente si rilassa, può stare tranquillo, chiacchierare. In Grecia l’aperitivo non è ancora molto diffuso, come qui da voi, in Italia, ma sta iniziando a svilupparsi, anche seguendo il trend di altri paesi.

A questo proposito, qual è la situazione della miscelazione in Grecia?

La miscelazione in Grecia sta crescendo molto, di anno in anno. Aprono molti locali e cresce il numero di barman. Abbiamo già due cocktail bar nella world’s 50 best bar e anche per questo, molte persone, anche dall’estero, vengono a trovarci.

Giampiero

Dal cinema al whisky il passo può esser breve. Basta fare un viaggio in Scozia, perdersi magari nel cuore delle Highlands, e ritrovarsi a chiacchierare in un piccolo pub di Ullapool parlando di torbatura e imbottigliamenti. Nasce così una passione travolgente, girando l’Italia, l’Europa (e non solo) di degustazione in degustazione, di locale in locale... alla scoperta del meglio che questo universo può offrire. Cocktail preferito: Rob Roy Distillato preferito: Caol Ila 25 yo

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