“Un Americano a Torino” regala a Walter Gosso l’emozione di vincere il Martini Grand Prix 2015. Una bella gara, tra l’ospitalità e il gusto italiani e il ricordo di una dolce vita che ci ha resi celebri nel mondo
Il 13 ottobre si è svolta a Milano la finale del celebre Martini Grand Prix, il concorso in cui sette paesi (Italia, Francia, Spagna, Belgio, Regno Unito ed Est Europa) si sono sfidati per reinterpretare i classici dell’aperitivo all’italiana. Una lunga competizione che nell’ultima sfida , ha visto darsi battaglia
quattro super finalisti: Miguel Perez Munoz dalla Spagna; Nicolas Lasjuiriallas dalla Francia; l’inglese Dominic Whisson e, last but not least, Walter Gosso da Torino. Proprio quest’ultimo ha trionfato con il suo “Un amricano a Torino”, rivisitazione del classicissimo americano. Walter “Murcielago” Gosso, che lavora al The Mad Dog Social Club, speakeasy della capitale sabauda, aveva vinto la finale nazionale lo scorso luglio a Roma, a Milano, nella cornice del Nhow Hotel (il mal tempo ha costretto gli organizzatori all’abbandono della Terrazza Martini, all’interno dell’ Expo, com’era invece in programma) ha portato a casa il titolo di una storica manifestazione. Il Grand Prix, infatti, nasce nel lontano 1966, a Pessione, sede del brand piemontese. Inizialmente si chiamava Pensiero Paissa, mutato nel 1982 nella denominazione attuale.
Le Terrazze Martini sono sempre state un luogo privilegiato, una vista incantevole sulle città, un luogo di incontro della cultura del tempo, “erano salotti che guardavano e si guardavano nel segno della nostra prima società dei consumi”, come ebbe a definirle anni addietro il sociologo Alberto Abruzzese. Eventi in cui il brand non è fine a se stesso, ma si fonde con l’atmosfera che fa respirare, divenendo esso stesso parte dei costumi sociali. E quale aria si poteva respirare a Milano, per la finale, se non quella della Dolce Vita? La musica del film di Fellini è andata in onda come una continua sottotraccia tra una sfida e l’altra. Spot anni Sessanta ricordavano l’Italia del Boom. In fondo, Mastroianni, Gassman, la Dolce Vita, Martini, sono un connubio molto consolidato di un’italianità nel mondo che ormai non c’è più. La più internazionale, forse, delle gare ‘italiane’ tra barman, gioca proprio su quei luoghi comuni, sull’immagine di un Belpaese che ci scorre davanti attraverso i suoi cartelloni pubblicitari, i suoi celebri spot (indimenticabile anche se più ‘giovane’, quello con Charlize Theron a cui si sfila il vestito di lana come un gomitolo). Un enorme
pannello a parete, ripercorre tutte le tappe del Grand Prix, da quel lontano ’66 fino all’ultima gara, nel 2009. Date e foto di barman storici o meno. Qualcuno lo si riconosce, ma a vederli tutti insieme, uno dopo l’altro, si percepisce come, piaccia o meno, Martini rimane una importante fetta di storia del Bar del nostro Paese.
Venendo alla gara attuale, tutto è molto fashion, l’atmosfera è perfetta, la competizione fila liscia come l’olio. Non ci sono più né la Dolce Vita (di cui resta appunto il ricordo in musica) né i suoi protagonisti. Ormai Martini è un brand che guarda all’estero, la sua lingua è l’inglese, la presentazione sul palco di Elena Del Magno, brand Ambassador per il Sud Europa – stupenda nel suo abito bianco – avviene nella lingua di Shakespeare. L’unico ‘italian style’ duro a morire è lui: l’ aperitivo. Immersi come siamo tra protagonisti di altri paesi, ‘aperitivo’ è la sola parola che resta immutata per tutti. E’ ciò che più ci appartiene, che meglio sappiamo fare e che possiamo contrapporre alla cultura del bere miscelato oltre i nostri confini. Noi siamo questa roba qui, signori. Giusto menarne vanto.
E allora, nell’atmosfera appena descritta, Walter Gosso da Torino trionfa, con il benestare della giuria,
composta da Peter Dorelli, icona del bar, italiano trapiantato a Londra, dove ha lavorato nei migliori locali della città; Rosanna Marziale, chef stellata Michelin del ristorante “Le Colonne” di Caserta; Giacobbe Briars, responsabile dell’advocacy Bacardi e Mar Calpena Ollè, famosissima giornalista di food & beverage spagnola. Ospite d’eccezione il mitico Simon Difford ideatore della Difford’s Guide, sito tra i più consultati al mondo riguardo ai cocktail, le ricette e la loro storia.
La ricetta del cocktail vincente, “Un American a Torino”: 5 cl Martini Rosato, 5 cl Martini Bitter, 2 dash Bitter Plums Fee Brothers, 10 cl Chinotto Lurisia, Zest Orange


