World Class 2021: i protagonisti – Samuele Verri

Continuano i nostri incontri con i protagonisti della Diageo World Class 2021 con l’intervista a  Samuele Verri bartender del The Craftman di di Reggio Emilia.

Samuele Verri

Samuele Verri

Raccontaci la tua formazione professionale e, in primis, da dove arriva la tua passione per il bartending…

La mia formazione personale inizia quando ancora ero minorenne, tra una cambusa e il retro bar di una discoteca. Affascinato da tutte quelle miscele a me sconosciute, ho iniziato a studiare da autodidatta, tutto ciò che riguardasse la merceologia. Finiti gli studi in un istituto professionale, iniziai come molti che hanno poi scelto questo mestiere, a fare un doppio lavoro, la settimana in fabbrica. il weekend in discoteca a lavorare come barman facendomi le mie prime esperienze. Mi sono affascinato ed appassionato, deciso poi di affrontare dei corsi in drink factory a Bologna per poi mollare definitivamente il mio primo lavoro e dedicandomi al 100% al mondo della miscelazione. Ad oggi dopo svariate esperienza, tra discoteche, american bar, ed hotel , sono bartender al THE CRAFTSMAN di Reggio Emilia.

L’edizione di questa WorldClass è stata inequivocabilmente unica. Esibirsi su una piattaforma online come ha modificato l’approccio alla gara?

Esibirsi in questa WORLDCLASS è stata un esperienza unica, che rifarei mille volte, ma sperando di non doverla più ripeterla online, questa formula cambia completamente l’aspetto della prestazione in se, non tanto il concetto della gara, ma il modo di esibirsi e di esporre la propria competition, far capire ai giudici un drink senza che loro potessero assaggiarlo non è per nulla stato semplice, ma grazie a questa esigenza, ho potuto incrementare notevolmente il mio bagaglio personale di conoscenze.

Senza emozioni per l’esecuzione del cocktail – solo da presentare – la sfida è stata più sul concept e si affida molto alla narrazione. Quali sono state le difficoltà? Lo speech, la ricerca di informazioni, convincere la giuria?

La ricerca di informazioni, essendo limitati nel muoversi non è stata facile, mi ha dato modo di reinventarmi a 360° fuori e dentro la gara e quindi un ulteriore possibilità di crescita e di rinnovarsi

Samuele Verri

Samuele Verri

Quale è, secondo te, il segreto per un cocktail perfetto? Quando un nuovo cliente arriva al tuo bancone cosa noti subito che ti possa aiutare a capire gusti e preferenze per creare il drink cucito su misura?

Alla richiesta di un “fai tu” generalmente parte l’interrogatorio per capire la persona che si ha davanti, di cosa possa aver voglia in quel momento, allergie e non, poi a seconda dei suoi gusti inizio a creare il cocktail, con un distillato, un liquore, un frutto e qualsiasi cosa possa soddisfare il mio ospite cosi da avere sempre il drink giusto per il momento giusto.

Quale è il tuo spirito o ingrediente preferito e perché? E quale il drink che preferisci bere e perché?

Per mia fortuna e sfortuna, bevo veramente di tutto! E sono sempre alla ricerca di abbinamenti nuovi, ma non posso mai dire di no ad un classico, che sia un americano in aperitivo, o un daiquiri dopo cena, o perché no! anche il contrario.

Tornando a questa edizione della world class chi vincerà secondo te? Quali sono i concorrenti che ti hanno impressionato di più?

Per questa edizione di WORLDCLASS quando ormai sono rimasti solo 10 finalisti, vedo una gara ancora molto aperta. Tra i concorrenti rimasti in gara non ho preferenze, dopo che purtroppo è uscito il maestro Gabriele Zambelli, persona alla quale sono legato lavorativamente, e da un vero rapporto di amicizia, ha fatto un ottima gara mettendo in luce la sua esperienza e i suoi punti i forti! Quindi un grandissimo in bocca al lupo a tutti, e che vinca il migliore!

 

 

REBEE

REBEE

Il cocktail

REBEE

40 ml Ketel One Vodka

30 ml estratto pomodoro fresco

15 ml Balsamela Acetaia di San Giacomo

15 ml miele dell’Appennino tosco emiliano Api Libere

3 gocce tintura di pimento e peperoncino

Pizzico di sale

Milk Washing, e guarnito con una chips di pomodoro ottenuta dell’essiccazione, in modo di avere zero waste.

Il concept dietro al mio drink segue esattamente il sistema utilizzato dalle api di un alveare, ovvero 7km di raggio d’azione, e zero sprechi, unito alla tradizione, ed innovazione reggiana. Il cocktail nasce tra le montagne dell’appenino tosco emiliano, con un miele millefiori, robusto e allo stesso tempo fresco e balsamico prodotto dall’azienda Api Libere di Codemondo (RE), unito alla tradizione montanara di realizzare aceto balsamico utilizzando come prodotto di base le mele. Questo aceto, viene riproposto in chiave moderna riscoprendo le tradizioni, dall’Acetaia San Giacomo di Novellara (RE) il tutto unito dalla passione, per valorizzare e portare al massimo ogni materia prima, dall’estratto di pomodoro, alla vodka Ketel One, protagonista del drink, e tutte le spezie (il bello di un bloody mary è esattamente lo sbizzarrirsi con i propri gusti) il tutto andando a chiarificare con il latte tramite milk washing, e ricreare il drink dentro ad un vasetto di miele, riproponendo una garnish zero waste, essiccando lo scarto della chiarificazione, realizzando una chips

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