World Class 2021: i protagonisti – Gioacchino Cinque

Continua la nostra carrellata di interviste ai protagonisti della Diageo World Class 2021 incontrando Gioacchino Cinque

Gioacchino Cinque ad una degustazione di sakè

Gioacchino Cinque ad una degustazione di sakè

Raccontaci la tua formazione professionale e, in primis, da dove arriva la tua passione per il bartending…

Salve popolo di blueblazer, sono Gioacchino Cinque ho 29 anni, sono di Positano. Il mio percorso comincia formandomi alla scuola alberghiera, diplomandomi in tecnico dei servizi della ristorazione. Io all’inizio lavoravo nelle cucine ma essendo una persona molto estroversa, soffrivo la mancanza di socialità, perciò cambio lavoro a 23 anni, e guardando un video di un breakfast martini di Salvatore Calabrese, vedevo la sua faccia felice mi sono rispecchiato e nella mia mente è partito un solo pensiero: voglio fare il bartender. Mi specializzo tramite scuole salernitane (flairstudio, oz academy e bartenders bar academy) e poi intraprendo un percorso con Campari Academy (barmaster 5) un percorso che ti dà contatto con tante personalità del bartending eccellenti e nel frattempo divento anche sakè sommelier nel 2017. Comincio a lavorare in bar diurni e in bar di ristoranti finché un anno fa, divento bar manager del faro bar, cocktail bar serale della struttura dell’albergo Montemare (famiglia Cannavaciuolo). Positano è un paese che ha tante influenze per la varietà di clientela, la maggior parte (USA) perciò ti insegna tantissimo la mentalità di molti paesi esteri e di conseguenza ti porta ad avere un bagaglio culturale senza viaggiare.

L’edizione di questa WorldClass è stata inequivocabilmente unica. Esibirsi su una piattaforma online come ha modificato l’approccio alla gara?

Per prima cosa un grandissimo grazie al team Diageo (Andrea Gasparri, Manuel Cesandri, Gian Paolo di Pierro [Gian scusami per tutti i vocali di un’ora mandati😁😁😁] e Riccardo Branetti) non era facile organizzare una cosa normale, immaginatevi una competizione, per questo veramente meritano un grandissimo applauso per questo evento che ha messo in mostra cinquanta biodiversità del nostro territorio. Un altro grandissimo grazie al coach Tommy Colonna mi ha guidato in una tempesta tortuosa che era davvero difficile affrontarla, mi ha dato una visione a 360 grandi nel mondo del beverage si è messo in gioco insieme a noi sembrava quasi che il suo spirito guida era sempre presente. Dulcis in fondo i ragazzi del team Colonna (Sossio Del Prete, Giacomo Albieri, Lucas Kelm, Hannetta Lee, Daniele Salviato, Daniele Macciò, Edoardo Miotti, Erick Munguia e Giovanni Torre), abbiamo condiviso emozioni, ansie, esperienze e diversità che ci hanno completato a vicenda, alla fine abbiamo collaborato come in un alveare in tutto modo naturale. Tutte queste cose alla fine mi hanno aiutato approcciare sicuramente in modo più sicuro la mia gara.

Gioacchino Cinque

Gioacchino Cinque

Senza emozioni per l’esecuzione del cocktail – solo da presentare – la sfida è stata più sul concept e si affida molto alla narrazione. Quali sono state le difficoltà? Lo speech, la ricerca di informazioni, convincere la giuria?

Sai noi positanesi siamo bravi storyteller, perciò mi viene naturale raccontare storie e far emozionare le persone, informazioni ed aneddoti sono all’ordine del giorno, cose molto fondamentali per il nostro lavoro. Forse la difficoltà più evidente è la mancanza di creare un legame emotivo o di non riuscire a trasmettere le emozioni giuste, questo è il lato della medaglia più sgradevole dell’online, unisce nella distanza ma non riesce a trasmettere il 100% di te.

Quale è, secondo te, il segreto per un cocktail perfetto? Quando un nuovo cliente arriva al tuo bancone cosa noti subito che ti possa aiutare a capire gusti e preferenze per creare il drink cucito su misura?

Io penso che i drink sono importanti ma non devono essere il centro dell’universo del beverage, l’importante è mettere ad agio le persone e farle sentire come a casa, che poi il drink sarà buono è una normale conseguenza .La mia clientela di solito è americana perciò tendono a bere più dolce e drink corposi e strutturati, ma il dialogo e la comunicazione sono importanti per capire l’ospite che hai di fronte e il suo stile di bevuta, i miei clienti la maggior parte sono turisti che poi ritornano ogni anno perciò non vorrei mai rovinare le vacanze o la giornata a miei ospiti😂😂😂

Quale è il tuo spirito o ingrediente preferito e perché? E quale il drink che preferisci bere e perché?

Beh ho visitato varie nazioni (USA, Danimarca, Norvegia, Messico, Spagna, Uk, Francia, e Turchia ) ma il mio spirito preferito è sicuramente lo sherry fino o palo cortado, un prodotto leggero e secco, in Jerez viene bevuto soprattutto in compagnia, perciò conviviale e di festa, cosa che mi piace moltissimo, ma non disdegno anche dell’aquavita onestamente
Il mio drink preferito è il Fernet Brancamenta e cola, il drink del fine servizio, soprattutto in estate che fa caldo bestia, una goduria, mi ricorda i momenti di pace tra i membri dello staff dopo il lavoro, perciò ero super felice 😁😁😁

Tornando a questa edizione della world class chi vincerà secondo te? Quali sono i concorrenti che ti hanno impressionato di più?

Il vero vincitore sono io, grazie a questo percorso… Ah non vale?😳😂 Ok perfetto adesso vi dico secondo me i vincitori. 😎😎😎Sono tra Sossio Del Prete, Erica Rossi e Gabriele Tammaro, qualsiasi persona vinca sono sicuro che ci farà fare una bellissima figura a Madrid.
Le persone che mi hanno impressionato di più: Hannetta Lee; dimostrazione di integrazione culturale e amore verso il nostro paese, Edoardo Miotti; umile, gentile e la dimostrazione che non per forza bisogna essere delle rockstar per dimostrare il proprio valore, Vincenzo Pagliara; una persona molto dedita alla sua terra, soprattutto in un contesto molto particolare e complicato, lui si fa forza e parla delle cose belle, in una terra martoriata.

 

Il cocktail

Ketepolitan

Ketepolitan

Ketepolitan

60 ml Ketel One Vodka

30 ml vermouth belsazar white

30 ml honey mix (miele di millefiori scuro e sciroppo di centinodio)

15 ml succo di mirto

2 dash succo di lentisco

garnish: honey bomb (sesamo, miele di millefiori scuro, foglia di lentisco)

bicchiere old fashioned di ceramica

tovagliolo di lino

tecnica: shake and double strain
Il mio drink è un journey su Positano, lo sapete benissimo che al popolo mainstream siamo famosi per il limoncello perciò la mia sfida era raccontare le cose più underground di Positano, dalla ceramica positanese, alla moda mare Positano e il verde sconfinato e la macchia mediterranea che ci circonda (sentiero degli dei e monte lattari) e produttori artigianali che producono prodotti controtendenza alla massa.
Alla fine il mio progetto non si ferma solo nel liquido ma è un drink pensato per un’esperienza sensoriale a 360 gradi per tutte le persone che vogliono conoscere un lato sconosciuto di Positano.

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