Ritorna la Bacardí Legacy Cocktail Competition (BLCC). Al Porto Fluviale di Federico Federico Tomasselli, la semifinale. In giuria anche Bruno Vanzan e lo chef Luca Molteni.
Era il mese di marzo 2015, quando Federico Tomasselli vinceva la finale italiana della Bacardí Legacy, volando in Australia in rappresentanza del nostro Paese, per giocarsi la finalissima (vinta poi dal francese Frank Dedieu). A distanza di qualche mese, nel ‘suo’ locale, il Porto Fluviale di Roma, si è svolta la
semifinale italiana della della Bacardí Legacy Cocktail Competition 2016. Penultima tappa in cui sono stati selezionati i tre bartender italiani che andranno a Lione per la finale. Con qualche leggera modifica – si è aggiunto uno step in più – è ripartito lo spettacolo della Legacy. Il lungo pomeriggio ha visto sfilare dietro al nuovissimo bancone del Porto – studiato da Tomasselli in persona – dieci bartender, tre dei quali, per provenienza di locale, romani; due milanesi, due emiliani (Bologna e Reggio Emilia); uno di Terni; uno di Rovereto; uno di Cosenza. L’Italia intera, insomma, era ben rappresentata (sotto in dettaglio l’elenco completo). A salire sul podio sono stati, alla fine, Livio Morena del Caffé Propaganda, Roberto Rossi del Mag e Gianfranco Cacciola del Barjonio Cocktails. Roma, Milano e Cosenza, dunque, saranno presenti per la finale italiana che quest’anno – è la novità della Bacardí Legacy Cocktail Competition 2016 – si svolgerà in terra di Francia. A decretare il responso definitivo, una giuria composta da un flair bartender, Bruno Vanzan, noto sui media nazionali; lo chef stellato Luca Molteni del Nhow Hotel di Milano e lo stesso Federico Tomasselli, head bartender del Porto Fluviale. Dei tre semifinalisti premiati dalla giuria, a Lione a marzo si sceglierà l’unico rappresentante per l’Italia che andrà a giocarsi la finalissima a San Francisco in Aprile.
Lo svolgimento
Durante la gara romana, ognuno dei dieci competitors ha dovuto innanzitutto realizzare un ‘perfect Daiquiri’, quindi, di seguito, ha potuto cimentarsi nella ricetta del proprio signature cocktail che ovviamente contenesse il Bacardí Oro o il Bacardi Carta Blanca. Il tutto in inglese. Questo ci teniamo a sottolinearlo, perché da più parti ci è stato confermato che i nostri ragazzi, rispetto a molti colleghi stranieri, che hanno partecipato alle altre tappe semifinaliste, hanno mantenuto una buona ‘parlata’, oltre che aver raggiunto un livello di qualità elevata del cocktail. A confermarlo è lo stesso Manuel Greco, Advocacy Manager Martini: “I nostri hanno una media molto elevata. Sono tra i più bravi. L’unico difetto, se vogliamo, è il traguardo finale. Nel senso che poi, a vincere la tappa finale spesso sono gli altri'”. Una verità che speriamo possa essere ribaltata quest’anno. La tendenza degli ultimi mesi potrebbe far pensare che i tempi siano maturi. Già l’anno scorso il bravo Tomasselli ha ben figurato con il suo “Cuban Saint”, con cui, ribadiamolo, ha vinto la finale italiana. E poco più di un mese fa, Walter Gosso è salito sul podio più alto del Bacardí Martini Grand Prix. Dunque non resta che incrociare le dita.
I tre finalisti
Partiamo dal calabrese
, del Barjonio Cocktails di Villapiana, in provincia di Cosenza. L’unico a provenire da una realtà sicuramente più ‘difficile’, dove la diffusione del ‘buon cocktail’ è meno frequente. In realtà Gianfranco si divide tra la capitale del bere miscelato, Londra, dove lavora all’ Amaranto Bar del Four Seasons Hotel e la Calabria. Nella sua terra di origine Cacciola ha avviato un progetto di bar itinerante, “con lo scopo di proporre drink in chiave calabra, utilizzando prodotti locali”. Per questo partecipa ad eventi e gira quando può come guest bartending. Il suo “The Roots / Le Radici”, sposa questa filosofia: “Combina i classici ingredienti per un Cuban drink, il Bacardi Carta Blanca, lime, menta e zucchero di canna con un liquore alle radici di liquirizia di Calabria Dop. Il nome gioca sul significato di Roots, Origini e Radici, fondendo appunto le radici cubane del Bacardí, prodotto tradizionale della miscelazione e le mie origini calabresi”.
Livio Morena è attualmente al Caffè Propaganda di Roma, insieme a Patrick Pistolesi che non ha certo bisogno di presentazioni. Prima lavorava al Micca Club, ai tempi di Daniele Gentili, con un gruppo davvero incredibile. Parliamo di gente che in seguito avrebbe fatto strada da sola (Lela Ernandes, Valentina Bertello, Daniele De Fazio detto “Sugar” – anche lui in competizione per questa Legacy – e Francesco Pirineo). Ieri Gentili, insomma, oggi Pistolesi, due grandi maestri per Livio che riguardo al suo “El Especialista” ci dice: “Ho voluto fare una ricetta semplice che rispecchiasse il mio modo di fare drink e il mio gusto. E ho provato a raccontare una storia (come mia ha insegnato Patrick, tra le tante cose)”. Questa storia parla di viaggi e di ‘specialisti’, ovvero di “coloro che ci hanno preceduto e ci accompagnano oggi” nel mondo della miscelazione. Quel tocco di sale, poi, serve proprio a ricordare il mare e il viaggio per le sue acque. Di più non diciamo per non rovinare la magia di tutta la storia che dovreste vivere per bocca dello stesso Livio.
Infine, Roberto Rossi, modenese di nascita ma milanese di adozione. A Modena Roberto ha gestito una sorta di secret bar “dove ho potuto sperimentare le mie ricette”. Finché non ha saputo dire di no all’offerta di entrare nella famiglia di Flavio Angiolillo: Mag, 1930 e da poco il neonato Backdoor 43. Il cocktail pensato per la Legacy, il “B – Side”, è, a suo dire, “facilmente riproducibile, adatto a tutti, potrebbero prepararlo persino a casa senza difficoltà”.
Continueremo a seguire le avventure di questi ragazzi, anche perché buona parte del successo della competizione si basa proprio sulla condivisione sui social del cocktail presentato. E speriamo che uno dei tre bartender raccontati, possa trionfare a San Francisco. Una vittoria che sarebbe un grande traino per tirar dentro il ‘giro’ dei ‘famosi’ qualche giovane talento nascosto. Le gare, in fondo, dovrebbero servire anche e soprattutto a questo.
I dieci partecipanti
Alberto Catalani – The Craftsman (Reggio Emilia)
Cocktail: “Bacardí Oculto”
Roberto Rossi – Mag Cafe (Milano)
Cocktail: “B-Side”
Livio Morena – Caffé Propaganda (Roma)
Cocktail: “El Especialista”
Cristiano Cardoso – D’istinto Lounge Café (Terni)
“Cocktail: El Conquistador”
Lorenzo Rocci – Time Wine Bar (Roma)
Cocktail: “Home Sweet Home”
Daniele De Fazio – To New York Restaurant & Cocktails (Rovereto – Trento)
Cocktail: “El Ronero”
Mattia Romani – Chiringuito (Milano)
Cocktail: “Spiced Bacardí”
Gianfranco Cacciola – Barjonio Cocktails (Villapiana – Cosenza)
Cocktail: “The Roots – Le Radici”
Matteo Nicolì – Dulcamara Restaurant Bar (Roma)
Cocktail: “Juana de Oro”
Erick Munguia – Piedra del Sol (Bologna)
Cocktail: “1862”






