Un Perfetto Stile Italiano frizzante e carnascialesco. Dietro al bancone del Banana Republic insieme a Paolo Sanna e i suoi ragazzi c’è Livio Morena (del Caffè Propaganda di Roma) a miscelare con le bollicine di Rotari Trentodoc, la storica casa
vinicola, con le sue vigne a pergola doppia trentina, nel cuore delle Dolomiti a Mezzacorona. Qui lo Chadonnay e il Pinot Nero riescono a crescere per esprimere al meglio le loro proprietà e il loro carattere. Una convergenza di fattori ambientali e culturali fanno si che Rotari trentodoc riesca a eccellere nella produzione di spumante Metodo Classico, seguendo con cura tutte le fasi topiche diquest’ultimo: il vino base (assemblaggio di Chardonnay e Pinot Nero ), il remuage (il momento in cui le bottiglie passano dalla posizione orizzontale a quella verticale) e la sboccatura. La sboccatura, in particolare, è la complessa fase che chiude il processo di produzione dello spumante Metodo Classico; una procedura che consiste nel far passare il collo della bottiglia, tenuto sempre verso il basso, in una soluzione refrigerante a meno 25-30 gradi. In questo modo i lieviti lì raccolti si fissano nella parte congelata. E’ sufficiente a questo punto eliminare il tappo corona per espellere, grazie alla pressione interna, i depositi, lasciando il vino perfettamente limpido. A questo punto viene delicatamente aggiunto il liquore della casa, una miscela di zucchero e vini pregiati affinati in barriques, quindi le bottiglie vengono chiuse con il tradizionale tappo in sughero e la gabbietta metallica, etichettate e confezionate. Lo spumante riposerà ancora per qualche mese, affinché tutti i preziosi elementi si possano amalgamare al meglio, acquistando caratteristiche proprie, fragranze irripetibili ed estrema finezza.
Il menù della serata
La carta presenta cinque drink in cui una parte sostanziale della miscelazione è costituita dagli spumanti Rotari trentodoc. Essendo a carnevale ogni scherzo vale, così ci viene presentato lo “Spumantini” (gin infuso alla camomilla, Vermouth dry, Alperegis metodo classico millesimato rosè), un twist sul “Martini cocktail” con note evidenti di camomilla. Un drink Fin troppo leggero e morbido in cui si percepisce appena la forza dell’alcool. Il secondo cocktail ha un nome che è tutto un programma, “Hai presente un Supradin” (Gin, Biancosarti, Sciroppo di zucchero, Alperegis metodo classico brut millesimato). Aromatico e sour, con un apertura dal forte sapore di gin, un corpo in cui si sentono tutte le note del Biancosarti e un finale in cui spuntano le bollicine, il tutto ammantato da un bilanciato sentore acido. Il “Mi.Ca.Mi.Pe.Sa.” (Ananas, arancia, Zucchero, Maraschino, Rotari cuveè 28) appare invece il drink perfetto per un palato più gentile, grazie ad una gradazione ed un sentore alcolico molto poco marcato. Gli ultimi due cocktail della carta sono due perfetti twist on classic, il “33 Newyorkesi entrarono in Trento” (Bourbon whiskey, Limone, sciroppo di lamponi, Egg white, Alperegis metodo classico millesimato rosè) un twist sul “New York sour” (Rye o Bourbon, succo di limone, sciroppo di zucchero, vino rosso) con l’aggiunta delle bollicine il cui tono emerge prepotentemente nel finale del drink, dopo un’apertura citrica al 100%, e il “La Bella, Il Carciofo e Il Campari” (Campari, Carpano classico, Cynar, Rotari cuveè 28), praticamente un “Negroni sbagliato”.

