Nella bellissima location di Spazio Cernaia a Milano, abbiamo provato in anteprima la nuova Limited Edition di Bombay Sapphire: English Estate.
Anne Brock, master distiller di Bombaby Sapphire da soli 18 mesi, ci ha presentato questo nuovo gin, realizzato in collaborazione con Ivano Tonutti, master botanicals.
Durante il processo di creazione, ci racconta, si sono ispirati direttamente ai luoghi che circondano la suggestiva distilleria di Laverstoke, e ai profumi della campagna inglese d’estate. Così hanno selezionato 3 botaniche da far convogliare in questa limited edition, che rappresenta, per altro, la prima Limited Edition di Bombay Sapphire. La nocciola tostata, la rosa canina, e la menta Pennyroyal conferiscono cremosità e freschezza che vanno ad aggiungersi alle tipiche note agrumate del Bombay Sapphire classico.
L’obiettivo? riprodurre in un bicchiere di gin la sensazione che si prova camminando nei sentieri della campagna inglese d’estate, quando il sole splende e i raggi filtrano attraverso le foglie degli alberi.
Si tratta sempre di un London dry, per cui il gusto base di Bombay Sapphire rimane inalterato, ci tiene a precisare Anne; mentre Manuel Greco, advocacy manager per Bacardi Martini Italia, ci racconta come questo gin possa essere servito al bar. Per l’occasione, infatti, è stato presentato un cocktail studiato ad hoc, al fine di valorizzare queste 3 botaniche. A prepararlo Marco Aldo Gheza, nuovo brand ambassador di Bombay Sapphire per l’Italia.
L’evento è stato arricchito dall’allestimento realizzato da Elena e Giulia Sella, fondatrici dello studio DesignbyGemini. Lo spazio di via Cernaia è stato così arricchito da una splendida installazione a sua volta in tema campagna inglese.
Di seguito la nostra intervista ad Anne Brock
Nell’immaginario comune, quando si pensa a un master distiller, si pensa a un uomo. E invece master distiller di uno dei brand di gin più venduti al mondo è una donna. Hai avuto difficoltà nel tuo percorso?
Bombay Sapphire fa parte del gruppo Bacardi, un gruppo che ha una politica fantastica nei confronti delle donne, infatti si tratta di una realtà in cui numerose donne occupano una posizione manageriale importante. Per questo motivo mi ritengo di essere stata molto fortunata e di aver ricevuto un grande sostegno nel mio percorso, nonostante è vero che ancora oggi nell’immaginario comune il ruolo di master distiller è un ruolo tradizionalmente maschile. Io posso dire di non essere stata discriminata.
A questo riguardo, spesso si sente parlare di cocktail adatti a un palato femminile, in contrapposizione a cocktail prettamente maschili. Cosa ne pensi di questa distinzione? È qualcosa di cui tenere conto anche nella strategia di lancio di un prodotto?
Ho sentito anch’io fare spesso questa distinzione, e devo ammettere che non mi fa impazzire. Penso che le persone apprezzino determinati gusti semplicemente perché sono migliori di altri, al di là di qualsiasi distinzione di genere. Il gin è una bevanda molto apprezzata sia da donne che da uomini, indistintamente.
Prima di cominciare a lavorare nel settore beverage, eri già appassionata di gin?
Sì. Adesso mi piace anche il whisky, mio padre lo beveva a casa, ma io mi sono dovuta abituare al gusto. Invece la passione per il gin c’è sempre stata.
Come ci si può differenziare in un mercato come questo in cui la produzione di gin è cresciuta in maniera esponenziale?
È vero che il mercato del gin è cresciuto moltissimo, sono nati prodotti interessanti, ma sono nati anche prodotti di scarsa qualità che rischiano di rovinare il settore. Per questo, per noi è importante restare fedeli ai nostri valori: alta qualità, london dry, nessun additivo, colore, o zucchero aggiunto.
Qual è il tuo cocktail preferito?
Di solito dipende dal momento, ma in generale direi il gin and tonic, perché è un cocktail semplice, che posso fare da sola anche a casa, e con cui posso essere creativa. Più che il cocktail è l’esperienza a fare la differenza, come ad esempio, andare a bere un Martini cocktail al Savoy, a Londra. Ricordo precisamente la sensazione di lusso e perfezione provata un pomeriggio, quando dopo aver visitato un museo, ho portato mia madre a bere un Martini cocktail all’America Bar. Esperienza unica.
Quale bar suggeriresti di andare a visitare oggi a Londra?
Direi l’Artesian, che da poco ha inaugurato un menu minimalista, con cocktail composti da solo due ingredienti. Non ci sono ancora stata, ma l’idea del less is more mi affascina, e sicuramente andrò a provarlo presto.


