Izu: un viaggio da Milano al Giappone

Due esperienze uniche, vissute in un’unica sera, grazie alle specialità di un’ottima cucina e all’abilità di un grande bartender, Arturo Pappalardo. Non è infatti facile, in sola notte, attraversare il mondo, in un

Arturo Pappalardo

Arturo Pappalardo

viaggio che dall’elegante Izu, raffinato e raccolto ristorante giapponese di Milano, conduca direttamente alle atmosfere delicate e stuzzicanti del Giappone, e allo tempo stesso, sperimentare una cena creata, interamente, su abbinamenti fra drink e pietanze. Un lungo percorso che fra piatti prelibati e gustosi cocktail, magistralmente coordinati, ha attraversato in poche ore i quasi diecimila chilometri che separano l’Italia dalla terra del Sol Levante.

Può suonare strano, almeno per le abitudini italiane, pensare di sorseggiare, durante un pasto, al posto del canonico vino, un miscelato, un cocktail. Attraversati però i confini del nostro paese non è difficile trovare locali, ristoranti e cocktail bar che fanno dell’accostamento di queste due esperienze gustative uno dei loro punti di forza. Sarà forse anche per questo se, per provare a sperimentare anche a Milano questa particolare tipologia di cena, ci si debba rivolgere ad un ristorante etnico, più

La sala di Izu

La sala di Izu

esattamente giapponese. Grazie alle conoscenze di Arturo Pappalardo, noto bartender di lunghissima esperienza, Izu propone un menù di cocktail ideati proprio per sposarsi con i gusti e gli aromi di questa particolare cucina. Un abbinamento nato dal sapiente utilizzo del spezie, in primis il pepe, delle erbe, delle radici (su tutte lo zenzero) e della frutta che con i loro sentori freschi e pungenti creano un connubio ideale con i toni caratteristici della tradizione nipponica. Ne è un esempio l’accostamento fra i Ravioli di patate e salmone, con salmone crudo e salsa di soia aromatizzata e un particolare “Vodka Sour” con pepe e spezie, dai sentori vicini a quelli del “Moscow Mule”, prima tappa di questo lungo viaggio fra Italia e Giappone. La delicatezza dei sapori e delle consistenze nel piatto è infatti esaltata da un drink a basso tasso alcolico che, con le sue note profumate e leggermente piccanti, pulisce il palato e al tempo stesso arricchisce la degustazione. Per apprezzare ancor di più i piacevolissimi sapori di questo primo connubio la soluzione proposta da Izu è un piccolo cioccolatino, preparato anch’esso dal ristorate, arricchito da alcune

Il twist sul Garibaldi di Arturo Pappalardo

Il twist sul Garibaldi di Arturo Pappalardo

bacche di pepe di Timut. Appartenenti alla famiglia del pepe di Sichuan, queste bacche oltre ad essere estremamente aromatiche e non piccanti, con sentori che richiamano chiaramente il pompelmo ed il bergamotto, posseggono un’incredibile qualità, quella di amplificare i sapori. Una particolare molecola (Hydroxy alpha sanshool) presente in questa spezia ha infatti un effetto immediato sulle papille gustative, provocando, da un lato un’abbondante salivazione ed una sensazione di leggero intorpidimento sulla lingua, e dall’altro un aumento esponenziale delle capacità sensoriali. Sotto l’effetto di questa alchimia ecco arrivare la seconda tappa dell’itinerario, un twist sul “Garibaldi”, un classico Campari e succo d’arancia, con aggiunta di passion fruit fresco e pepe in abbinamento con un bis di fritture, delle chips fiore di loto e uno spiedino di gambero in pasta di fillo. Ancora una volta il gusto inteso ma delicato del fritto, davvero leggero come sa essere questo tipo di cottura in oriente, non viene affatto intaccato dalla bevuta che anzi, nei suoi toni acidi ed amari (dati in primo luogo dall’arancia), aiuta a stemperare quel pizzico di eccessiva grassezza presente. Giunti a metà del percorso non potevano mancare due grandi classici: il ramen e gli uramaki, presentati entrambi insieme ad una variante del “Mojito” preparato però con Rhum Rhum, l’agricole a 50° di Capovilla, ginder beer, zenzero fresco frullato e due tipi diversi di vaniglia (estremamente presente al naso). Non è un caso se i classici spaghetti cinesi,

Il Ramen Mojito

Il Ramen Mojito

preparati con una salsa di lime, menta e gamberi, fossero presenti in menù il nome di Ramen Moijto mentre più canoniche le tipiche polpette di riso e pesce, con tonno all’interno e salmone scottato all’esterno, ricoperte dal classico sesamo tostato e da rafano piccante. Proprio per bilanciare la piccantezza generata dall’incontro fra lo zenzero del cocktail e il rafano del sushi ecco un terzo cocktail, un’altra variante del “Vodka Sour” con un abbondate presenza passion fruit, da gustare insieme al piatto ed al primo drink. Il risultato finale è una complessa esperienza gustativa che inizia dalla variante del cocktail cubano, perfetto per preparare il palato al sushi, prosegue con gli uramaki e si conclude, quando l’anima piccante prende il sopravvento, con il Sour che, spegnendo le punte più accese, permette di assaporare fino in fondo tutti gli aromi e i sapori presenti. Poteva concludersi così il viaggio, con un triplice abbinamento, un salto mortale triplo della degustazione. Ma una percorso che si rispetti in terra giapponese non poteva chiudersi

Il Mojito proposto da Izu

Il Mojito proposto da Izu

senza assaggiare una personale rivisitazione di Arturo Pappalardo di uno dei distillati più noti ed importanti del Giappone: il whisky Nikka. Per rendere omaggio a questo prodotto il drink proposto da Izu altro non è che un blend, una miscela, fra Nikka From The Barrel, infuso alle ciliegie, Nikka Pure Malt White e Nikka Coffey Grain. Opaco e denso, con sedimenti di ciliegia, questa ultimo miscelato rappresenta una vera sfida per gli amanti del distillato di malto. Al naso l’intenso aroma di ciliegie e le complesse note fruttate e zuccherine, ingannano, richiamando alla mente i profumi del bourbon; un inganno che si smaschera però immediatamente portando alla bocca il bicchiere, che rivela tutte le note e la complessità del Nikka, dai sentori maltati a quelli ricchi e vegetali, dalla frutta (con una ciliegia ancora molto ben presente) fino a sentori salini. Un ricordo lontano di mare giusto approdo per un lunghissimo viaggio in Giappone.

Giampiero

Dal cinema al whisky il passo può esser breve. Basta fare un viaggio in Scozia, perdersi magari nel cuore delle Highlands, e ritrovarsi a chiacchierare in un piccolo pub di Ullapool parlando di torbatura e imbottigliamenti. Nasce così una passione travolgente, girando l’Italia, l’Europa (e non solo) di degustazione in degustazione, di locale in locale... alla scoperta del meglio che questo universo può offrire. Cocktail preferito: Rob Roy Distillato preferito: Caol Ila 25 yo

Be first to comment