Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora… Dream Whisky*

Che il progetto Dream whisky fosse affascinante ed ambizioso lo si era capito sin dal primo assaggio. Sin da quando Marco Maltagliati e Federico Mazzieri, ideatori e proprietari dell’etichetta, ci fecero degustare il loro primo imbottigliamento, Dream n.1, capimmo infatti la la portata della loro iniziativa. Ciò che ci sorprese infatti, al di là della qualità intrinseca dei distillati, fu la libertà di approccio ad una materia, quella del whisky, considerata quasi sacra, intoccabile dai propri appassionati. Il mondo di questo distillato, soprattuto per i grandi intenditori, è vissuto come una scienza esatta, fatta di postulati e dogmi. Assiomi e verità indiscusse che, per stessa ammissione di alcuni addetti ai lavori, hanno anche lo scopo di

Marco Maltagliati e Federico Mazzieri

Marco Maltagliati e Federico Mazzieri

mantenere chiusa la “setta” dei veri appassionati, ristretta solo a chi conosce i segreti dell’ “acqua di vita”. Ai nostri occhi risultò quindi quasi eretico l’approccio dei due fondatori che credono, citando le loro parole, che “il whisky, come tante altre eccellenze, riesca a esprimere tutta la magia che ha al suo interno se viene vissuto piuttosto che analizzato”. Un’affermazione ed un metodo che ci sentiamo di condividere pienamente.

Ma in cosa si distingue dunque “Dream”? Quello di Marco Maltagilati e Federico Mazzieri è, in primis, un lavoro di ricerca. Un viaggio continuo fra i land scozzesi per scovare le botti di whisky che più rispecchiano la loro idea di armonia ed unicità di gusto. Una volta individuate e selezionati questi barili vengono poi direttamente imbottigliati o lasciati ancora invecchiare fino al raggiungimento della loro “giusta” maturazione. Il risultato di questo lungo lavoro di indagine e

Un angolo di Scozia

Un angolo di Scozia

ritrovamenti sono delle collezioni, ovvero delle raccolte di imbottigliamenti realizzati per una, ed una sola stagione, legati fra loro da un fil rouge. Pezzi unici quindi, come uniche sono le botti da cui provengono. Così, esattamente come avviene per la moda, ci è stata presentata la collezione 2020/2021 di Dream Whisky: Metamorfosi.

Prima di addentrarci nella degustazione di questa nuova collezione è utile soffermarsi un momento sulle splendide etichette. Queste magnifiche illustrazioni, realizzate a mano da giovani disegnatori, rappresentano e anticipano, in modo allegorico, il gusto, gli aromi, le sensazioni e le atmosfere che ritroveremo nella bottiglia. Così, senza citare distilleria, anni di invecchiamento, o tipologia di botti impiegate (giusto per citare un altro aspetto poco ortodosso della visione di Dream whisky rispetto ai dogmi di questo distillato), l’intera esperienza del whisky viene trasfigurata in un’evocativa immagine. Un’operazione intrigante, che potrebbe facilmente condurci ad ulteriori affascinanti riflessioni, così come la scelta del nome di questa collezione, metamorfosi.
Il termine metamorfosi deriva infatti dal greco metamorphòo ‘trasformare’, ed indica, in letteratura  classica e mitologia, la trasformazione di un essere o di un oggetto in un altro di natura e forma differente. Un mutamento simile a quello che avviene al whisky, spirito che nasce schietto e trasparente ma che

Invenro

Invenro

assume il suo carattere solo alla fine del suo processo di invecchiamento. Certo, questo processo potrebbe essere facilmente ricondotto ad un altro tipo di “metamorfosi”, quella zoologica, ossia le trasformazioni di forma e di struttura che subiscono molti animali al termine del loro sviluppo embrionale. Il parallelo fra l’insetto che esce dal suo bozzolo ed il whisky che sgorga dalla botte è infatti immediato. Ma visto l’approccio eretico che, come detto, apprezziamo, ci piace essere romantici e legare anche l’acqua di vita al mito classico.

La collezione Metamorfosi si compone di cinque diversi imbottigliamenti, le quattro stagioni ed un curioso divertissement. Scrivendo questo articolo in gennaio non possiamo che partire dell’Inverno, distillato dai chiari sentori vegetali ma con un finale dolce e delicato. Passata la stagione più fredda ecco arrivare la Primavera, i cui bei fiori riportati nell’illustrazione rimandano al sentore che troveremo al palato, in una splendida miscela con frutta e note di miele. Immagini evocative come quella di Estate che sembra quasi emanare afa e calore, ma che riporta su di esse la pesca bianca, i fiori di gelsomino e la violetta che ritroveremo nel distillato, o come quella dell’autunno, la cui palette di colore ci fa stringere nei primi cappotti ammirando le foglie che cadono mentre degustiamo l’esplosione di sapori di questo whisky, dai frutti rossi al pepe fino alla cioccolata e all’uva candita. Il quinto

Autunno

Autunno

imbottigliamento, il 1990, è infine un gioco (quasi d’azzardo) di Marco Maltagilati e Federico Mazzieri. Il risultato (im)prevedibile di un lunghissimo invecchiamento (30 anni) di Single Grain Scotch whisky (distillato e imbottigliato da un’unica distilleria ma con una base di malto a cui si aggiungono altri cereali di solito utilizzato come componente dei blended whisky) è un distillato complesso che necessita di tempo anche solo per esser degustato. Questo whisky infatti continua la sua metamorfosi nel bicchiere passando da sentori leggeri di erba bagnata a gusti più ricchi e profondi.

*n.d.a. il titolo è un sentito omaggio al regista Kim Ki-duk, recentemente scomparso.

Giampiero

Dal cinema al whisky il passo può esser breve. Basta fare un viaggio in Scozia, perdersi magari nel cuore delle Highlands, e ritrovarsi a chiacchierare in un piccolo pub di Ullapool parlando di torbatura e imbottigliamenti. Nasce così una passione travolgente, girando l’Italia, l’Europa (e non solo) di degustazione in degustazione, di locale in locale... alla scoperta del meglio che questo universo può offrire. Cocktail preferito: Rob Roy Distillato preferito: Caol Ila 25 yo

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