Ritorno alla Madre Terra – Pachamama

Un tuffo nella normalità. Dopo questi mesi di lockdown, il distanziamento sociale e un clima che è degenerato spesso in una caccia all’untore di manzoniana memoria, l’arrivo dell’estate rappresenta non solo la possibilità di ritornare a godersi le splendide coste della penisola, ma anche la voglia di rituffarsi pienamente in un clima di serenità, un ritorno ad una situazione più semplice e amichevole. E proprio cavalcando questa voglia di normalità che ha riaperto da poco sul litorale di Ostia, il Pachamama.
Nato tre anni fa dall’impegno di Riccardo Tuttolomondo, Eleonora De Santis, Gianluca Ruffino ed Elisa Bonafede, il Pachamama (Madre Terra in lingua quechua) si è imposto nel panorama delle aperture estive del lungomare della capitale con un’offerta decisamente fuori dagli schemi che ha conquistato sia chi è alla ricerca di spensieratezza e divertimento dalle serate estive, sia gli amanti della miscelazione più raffinata e creativa.

Il Pachamama

Il Pachamama

“L’inizio di questa nuova stagione ci sta regalando delle grandi soddisfazioni” ci raccontano Riccardo ed Eleonora “dopo questo periodo di chiusura abbiamo riscontrato una voglia di ritorno alla normalità e un desiderio di tranquillità che fortunatamente possiamo soddisfare potendo usufruire di importanti spazi aperti. La risposta alla riapertura è stata più che positiva e non abbiamo registrato una grande flessione nonostante le norme e gli ingressi contingentati che facciamo rispettare”
Un angolo di paradiso tropicale a pochi km dalla capitale, dove i tramonti sono incantevoli e la brezza serale garantisce relax e la giusta predisposizione d’animo per gustare i cocktail ideati dai ragazzi del bar, che riservano grandi sorprese, in bilico tra miscelazione classica e tropicale con un innesto inaspettato proveniente direttamente dal Perù.
“Il menu ha tre sezioni” racconta Riccardo Tuttolomondo mostrando la lista scaricabile in QRCode “una è quella dei nostri signature che strizzano l’occhio alla miscelazione esotica, non necessariamente tiki, cercando di ricreare in bicchiere i mari del sud, come il Pachamama Punch o il twist su El Presidente con il nostro bitter al cocco e banana; la seconda sezione è dedicata ai drink che ci hanno accompagnato dall’apertura nel 2017 e che sono diventati ormai il nostro biglietto da visita, come ad esempio il ‘Mamacita’, una bevuta rinfrescante al gusto di albicocca e menta; la terza parte è dedicata esclusivamente al Pisco, cercando di proporlo sia in modo tradizionale ma anche testando strade un po’ più inusuali come nel ‘Latte menta e Pisco’, un dejavu delle estati di quando eravamo piccoli”.
Una scelta, quella di puntare su un prodotto ricercato e particolare come il Pisco, con ben 30 referenze diverse cui attingere, che sembra in controtendenza con quella che è l’immagine del litorale romano, troppo spesso accusato di trascurare la qualità in favore della quantità.

Latte Menta e Pisco

Latte Menta e Pisco

“All’inizio poteva sembrare un azzardo” prosegue Riccardo “ma abbiamo riscontrato un crescente apprezzamento per questo prodotto magico, che noi abbiamo cercato anche di incoraggiare con il ‘brindisi alla Pachamama’, un’usanza peruviana per cui una parte di quello che si prende dalla Madre Terra viene fatta ritornare alla Terra stessa; è solo un piccolo rituale che consiste nel versare un po’ di Pisco a terra al momento del brindisi. Può sembrare uno spreco, ma è qualcosa di molto importante per la cultura peruviana e abbiamo voluto riproporla, trovando e stimolando la curiosità dei clienti”.
Stupisce, ma neanche troppo arrivando al bar, la gran quantità di persone che si vogliono godere una giornata al mare accompagnata da un buon drink. Una vista che spegne in certo modo le paure che tutti gli addetti ai lavori avevano avuto durante la quarantena di un sensibile calo della domanda e dei flussi.
“Fortunatamente come dicevamo non abbiamo rilevato una significativa riduzione degli introiti” spiega Eleonora “però ovviamente sono aumentati i costi, dal momento che abbiamo dovuto assumere persone in più per rispondere alle esigenze di sicurezza, personale preposto a contingentare gli ingressi e le prenotazioni, oltre ovviamente a più personale di sala dovendo gestire un ambiente molto grande”.

Giorgio Morino

"L'incapacità di stare fermo e il desiderio di scoprire sempre cose nuove mi ha portato a scrivere. Il cinema è stata la mia prima casa, il mondo era la luce del proiettore in una sala buia e affollata. Fuori dal cinema c'era Springsteen e il rock 'n' roll, immagini di un'America che forse non esiste più a bordo di una Chevelle decappottabile. Un giorno ho scoperto il whisky, e da quel momento la mia vita non è stata più la stessa. Perché non scrivere anche di questo in fondo? Cocktail preferito: whisky sour Distillato preferito: Talisker 10 anni"

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