Easy – Il nuovo menù di Officina Milano

E’ un progetto ambizioso ed importante quello che ha caratterizzato la ripartenza di Officina Milano. Dopo essersi consolidato come una delle realtà più interessanti del panorama del capoluogo lombardo il locale guidato da Giorgio Santambrogio ha deciso di rilanciare le sue ambizioni dopo il pensate lockdown

Officina

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con una drink list semplice ma al tempo stesso densa, imperniata, per stessa ammissione del manager, su uno dei cardini che da sempre caratterizzano l’intera struttura, la sostenibiltà. “Easy”, questo il nome della nuova lista, anticipa l’ancor più imponente progetto “Zero” (previsto per il prossimo inverno), ponendo le basi per una miscelazione dall’impatto ambientale prossimo, appunto, allo zero.
Dai menù realizzati in carta riciclata alla sostituzione dei prodotti monouso, fino alla quasi totale abolizione della plastica, tanto in sala quanto in laboratorio, il primo passo del team di Officina è stato quello di prediligere i materiali meno inquinanti, selezionando anche i propri fornitori con questo criterio. E’ però nella fase di creazione e realizzazione dei nuovi cocktail che meglio si concretizza l’idea di Easy/Zero. L’utilizzo di materie prime italiane, preferibilmente a chilometro zero, oltre a valorizzare e supportare i piccoli produttori, duramente colpiti da questa crisi, rappresenta, infatti, un passo importante verso la sostenibilità. Questa scelta di campo implica ovviamente l’impossibilità di impiegare materie prime non disponibili nel

Un drink del nuovo menù

Un drink del nuovo menù

mercato di prossimità, rinunciando così ad avvalersi di frutta come il lime, ingrediente da sempre centrale per il mondo della miscelazione. Quest’ultimo però è stato sostituto da un “green citrus” fatto in casa che restituisce un gusto simile all’originale ma con uno “spreco” decisamente minore.

In questa chiave il team di Officina ha rivisitato i grandi classici della miscelazione mondiale, dai sempreverdi Old-Fashioned e Martini, ai cocktail del momento, come il Paloma, fino a drink meno facili da reperire nei menù contemporanei come il French Connection o il Gin Basil Smash. Il risultato è una buona anteprima, che, vista la sua varietà (la carta conta più di 20 drink), appaga ogni tipo di clientela lasciando giusto lo spazio per la curiosità di provare qualcosa di più innovativo, sicuramente

Un cocktail di Officina

Un cocktail di Officina

presente nel futuro menù. La scelta di una lista tanto versatile si sposa appieno con la filosofia del locale, luogo di ritrovo tanto degli appassionati quanto di una clientela generica e variegata, le cui esigenze sono sicuramente assai diverse da quelle di noi barfly. Così, mentre ci diletteremo nello nostre dotte disquisizioni sulle proporzioni ottimali di un dry martini, magari sorseggiando un “Sazerac” (anch’esso presente nel menù), il tavolo accanto, nel confort dei magnifici divani della sala, potrà gustare un “mojito” o uno “spritz” senza che nessuno si senta fuori luogo.

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