Cinque domande per reagire alla crisi: Sother Teague

Il nostro viaggio sta volgendo al termine, attraversiamo però un’ultima volta l’Oceano per raggiungere gli Stati Uniti, approdando nuovamente a New York. Qui incontriamo Sother Teague di Amor y Amargo

Ciao Sother, grazie innanzitutto della tua disponibilità. Raccontaci brevemente chi sei.

Sono Sother Teague e sono beverage Director of Amor y Amargo, sono inoltre co-conduttore del podcast The Speakeasy in onda su Heritage Radio e autore di I’m Just Here For The Drinks

Sother Teague

Sother Teague

Puoi descrivere, in poche parole, il tuo bar, la sua atmosfera e la tua filosofia di bar?

Amor y Amargo significa letteralmente “amore e amari”. Il bar è molto piccolo, ma nei suoi 25 metri quadri raccoglie un enorme collezione di bitter (per intenderci come Angostura e Peychauds) e di amari. Non utilizzamo nessun succo nè ingredienti home-made. Tutti i cocktail si basano sui distillati, stirrati e arricchiti dagli amari. Non chiudiamo mai la porta ed incoraggiamo i clienti a riempire il locale finchè si sentono a loro agio.

Venendo alla crisi che stiamo attraversando, come hai reagito umanamente, psicologicamente alla diffusione del virus e alla successiva chiusura?

Questa crisi non può essere paragonata a nulla di ciò che abbiamo già vissuto per questo, all’inizio, è stato davvero uni shock. Una volta realizzata la situazione abbiamo preso la difficile decisione di chiudere il bar, ancor prima che arrivasse l’ordine dal governo. Il nostro locale è piccolo e quasi sempre affollato. Abbiamo pensato fosse nostro dovere interrompere il servizio per proteggere noi stessi ed i nostri ospiti dal virus.

Il prezzo psicologico da pagare è stato però pesante, noi siamo abituati ad essere vicino alla gente e a condividere conversazioni e cocktail. Ora posso dire che il distanziamento sociale ci ha alienato.

Quando ti è stata annunciata la fine del lockdown quali sono state le azioni concrete che hai messo in atto per far ripartire il tuo locale?

Amor y Amargo

Amor y Amargo

Stiamo pensando ad un solo tipo di prenotazione per la ripertura. Turni di due ore per un massimo di 32 persone divise in 16 coppie, solo tavoli da due.

Oltre a questo, per un po’:
QR code al posto dei menù
Misurazione della temperatura dei clienti all’ingresso
Marcherine e guanti per tutto il mio team
Disinfettante per le mani e salviettine disponibili per tutti
Pulizia e disinfezione totale del locale fra un turno e l’altro

Cosa suggerisci a chi dovrà affrontare la fase di riapertura a breve?

Create un’esperienza tale per cui possiate aumentare un po’ i vostri prezzi. Saremo tutti limitati sul numero di clienti che potremo ospitare. Ciò vorrà dire che avremo, necessariamente, un incasso limitato. Ricaricare un po’ i prezzi in cambio di un esperienza particolare sarà fondamentale per limitare almeno una parte delle perdite.

 

alin@blueblazer.it'

Alin Caracciolo

Alin for many years I worked in Hospitality, first as a Barista in SeaContainer formerly Mondrian Hotel and then as Bartender in different places , so after knowing and learning all the knowledge and by attending journalism school i applied to be Telegraph contributors behind the scenes. I never loved be in front of the scenes what I really loved and I still LOVE so so much is Hospitality which is part of my life, always. Be around the Bar and server all the people it’s very a wonderful job. Bar fan and i love cocktails, my favorite? Bloody Mary because I come from southern Italy where we have the spicy 'Nduja, so I love sip this spicy cocktail with Tabasco

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