Il 1930 incontra il Milano Whisky Festival

Glenfarclas,

Sabato 11 e domenica 12 novembre torna uno degli eventi più importanti per gli appassionati di whisky: il Milano Whisky Festival, alla sua dodicesima edizione. Evento che si rivolge tanto agli addetti al settore che ai consumatori curiosi di scoprire tutto intorno al mondo del whisky.

Ad anticipare il Festival, che l’anno scorso ha raggiunto una quota di partecipazione record, un evento particolare ospitato sabato 4 novembre dal salotto più esclusivo di Milano, il 1930, all’interno di un progetto che da tre anni vede impegnati Marco Russo, proprietario e barman del famoso Speakeasy, e

La locandina della serata

La locandina della serata

Marco Maltagliati; un ciclo di incontri intitolato non a caso l’Alchimia del whisky. L’obiettivo è indagare come la conoscenza e la passione per il single malt possano felicemente sposarsi con la miscelazione di qualità.

L’incontro ha visto come ospiti d’eccezione Giorgio D’Ambrosio, storico collezionista e proprietario del celebre Bar Metro a Milano, e Giuseppe Gervasio Dolci, detto “Il Gerva”, organizzatore del Milano Whisky Festival, che in modo informale ci hanno accompagnato lungo la storia del whisky.  L’hanno fatto chiacchierando a ruota libera mentre ci proponevano una selezione di 3 bottiglie: il Glenfarclas imbottigliato dal Milano Whisky Festival nel 2014, il Lochindaal selezionato da Giorgio D’Ambrosio, e il Caol Ila scelto e imbottigliato da Giorgio D’Ambrosio e il Milano Whisky Festival nel 2016.

La degustazione è cominciata in realtà con una sorpresa: Marco Russo ha preparato il cocktail preferito da Giorgio D’Ambrosio, non uno a base whisky, ma il cocktail per eccellenza: il “Martini Cocktail”, in coppa, senza oliva, perché “l’oliva la mettono

Il "Martini cocktail" della serata

Il “Martini cocktail” della serata

gli americani”, dice Giorgio. Ottimo.

Si è poi passati al primo whisky della serata: il Glenfarclas. Come ci ha spiegato “Il Gerva”, la bottiglia proviene dallo Speyside, da una distilleria molto particolare perché una delle poche in Scozia a utilizzare la fiamma diretta invece delle serpentine a vapore. Dal 1865 in mano alla stessa famiglia, the Grant Family, il cui vanto principale è proprio quello di essere rimasta fedele alla tradizione. Glenfarclas, inoltre, è forse l’unica distilleria in Scozia che fa un uso molto intenso di botti di ex sherry spagnolo, non affidandosi mai a botti vergini americane.

Seconda bottiglia ad essere stata messa sul banco di prova è stata il Lochindaal, una sorpresa. Il nome è quello di una vecchia distilleria di Islay non lontana da Bowmore, chiusa per crisi nel 1929. La Bruichladdich ne ha ripreso la produzione grazie al master distillers Jim McEwan, che guarda caso è stato storico Ambassador di Bowmore e che quest’anno sarà ospite al

Glenfarclas,

Glenfarclas, Lochindaal e Caol Ila

Milano Whisky Festival.  McEwans, utilizzando proprio uno dei magazzini della vecchia distilleria, ha riportato in vita il Lochindaal, splendido whisky dal gusto torbato. Il Gerva ha sottolineato come in questo caso si possa a pieno diritto parlare di un single malt dell’isola di Islay.

E lo ha fatto perché subito dopo ci è stata invece proposta la bottiglia di Caol Ila, single cask, fatta imbottigliare proprio dal Milano Whisky Festival a 46 gradi, perché a volte i whisky torbati esprimono meglio il loro carattere quando la gradazione alcolica è più bassa.  Caol Ila è sì un prodotto di Islay ma in realtà vede pochissimo l’isola, perché il whisky uscito dall’alambicco viene portato a maturare sulla terra ferma, vicino a Glasgow. Possiamo dunque definirlo a pieno titolo un whisky di Islay?

Lungo la serata abbiamo partecipato ad una conversazione scorrevole, ricca di aneddoti, stimoli e riflessioni su temi importanti come il legame tra whisky, storia, e territorialità. O ancora, su come si possa mantenere la tradizione e la qualità delle materie prime di fronte a una richiesta di produzione in forte espansione che vede un sempre maggiore interesse e potere d’acquisto provenire dall’Asia. L’ultima riflessione è un consiglio su come ci si debba accostare a un bicchiere di whisky. Senza timore, perché, come dice Il Gerva, bisogna avere un approccio amichevole al bicchiere: “se dà delle buone sensazioni

Lo storico bicchiere del Milano Whisky Festival

Lo storico bicchiere del Milano Whisky Festival

all’olfatto, se soddisfa il palato, se lascia un bel ricordo, quello è un buon whisky”. 
“Bisogna essere semplici”, rincara Giorgio, contro quelli che si dilettano a usare discutibili paroloni.

Serata istruttiva, divertente, e accompagnata da ottimi whisky, in un luogo che fa viaggiare indietro nel tempo, e che ci ha reso ancora più curiosi di scoprire le sorprese di questo Milano Whisky Festival 2017.

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