Premio Strega Mixology 2018

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Un premio, e che premio, lo avevano già vinto semplicemente arrivando in finale, i cinque contendenti della quarta edizione del Premio Strega Mixology. Creare la drink list ufficiale del più importante premio letterario italiano, il Premio Strega, non è infatti occasione che capita tutti i giorni. Sfidarsi poi nella cornice unica di Villa Giulia, sotto le spoglie di un magnifico tempio, aggiungeva al tutto un sapore inimitabile. L’emozione per Ugo Acampora, Jonathan Bergamasco, Gianluca Di Giorgio, Solomiya

Concorrenti e giuria del Premio Strega Mixology 2018

Concorrenti e giuria del Premio Strega Mixology 2018

Grytsyshyn ed Edoardo Nervo dev’esser stata davvero grande, difficile da mascherare dietro al banco del bar. Davanti agli occhi attenti dei quattro giudici tecnici, Samuele Ambrosi, Alex Frezza, Leonardo Leuci e Antonio Savarese, amministratore di Strega Alberti, e di dieci esperti giornalisti, i bartender si sono così sfidati a colpi di shaker, mixing glass e Liquore Strega. Il primo a salire in pedana, in rigoroso ordine alfabetico, il napoletano Ugo Acampora, co-fondatore del Twins, cocktail, wine, coffee a Mergellina, che, con il suo “Testadura”, una variante del “Moscow Mule”, ha subito imposto il ritmo alla competizione. Dal sud al nord, con Jonathan Bergamasco del Caffè Imperiale di Vercelli, che ha proposto alla giura un suor con gin, succo di limone, miele e, ovviamente Liquore Strega. Per salire sull’“Ottovolante” di Gianluca Di Giorgio, bar manager del Bocum di Palermo, è stato necessario un biglietto che il bartender ha consegnato a tutti i presenti prima della gara; escamotage simpatico per attirare su di sé qualche attenzione in più. Il terzo cocktail in gara, forse il più estroso, si componeva, oltre che dell’ovviamente immancabile Liquore Strega, di fernet, ginger ale ed un curioso vermouth infuso al pop corn. Penultimo turno per l’unica barlady in gara, Solomiya Grytsyshyn del Chorus Cafè di Roma. Probabilmente ispirata dal celeberrimo torrone dell’azienda Alberti, questa giovane promessa del bartending capitolino ha portato un sour drink a base vodka (a sua detta però personalizzabile anche con base gin o tequila), succo di limone ed un intrigante torrone mix, creato con acqua di miele e fiori d’arancio; il tutto concluso, assai scenicamente, con una densa spuma al sambuco e

Ugo Acampora, il vincitore

Ugo Acampora, il vincitore

yuzu. Ultimo, ma solo in ordine di apparizione, Edoardo Nervo, de Les Rouges di Genova. “Il compositore stregato”, presentato dall’abile bartender, accostava l’aromatico liquore beneventano al whisky torbato, insieme ad un’acqua camomilla (ingrediente evidentemente molto gettonato) e menta, succo di limone e un uovo intero.
A trionfare, forse per la sua capacità di valorizzare il Liquore Strega, forse per la riconoscibilità al palato del suo drink, il “Testadura” di Ugo Acampora, che, visibilmente commosso, ha ricevuto il premio dalle mani dell’amministratore Antonio Savarese. Torna così a casa il Premio Strega Mixology, in quella Napoli che sta pian piano trovando una sua posizione nel panorama dalle miscelazione italiana.

Fabio

Iniziata la mia carriera bevendo sidro per tutti i pub del quartiere Prati di Roma, fatale fu un viaggio in Scozia che mi fece scoprire le gioie della birra e del Whisky, per poi consacrarmi al luppolo sulle strade del Belgio tra Trappisti e Lambic. Dal pub sottocasa al micro birrificio più sperduto, dal Manzanarre al Reno, dalla Gran Bretagna alla Scandinavia, in una costante ricerca della birra più introvabile; senza mai disdegnare un buon distillato o un ottimo cocktail. Birra preferita: La Duchesse de Bourgougne (una Flanders Red Ale della Brouwerij Verhaeghe Vichte) è stata per anni la mia compagna preferita; Cocktail preferito: MIlano – TOrino, in fondo siamo pur sempre italiani; Distillato preferito: Sarò uno dei pochi a dirlo ma…Scapa!

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