Continuano i nostri appuntamenti con i protagonisti della Diageo World Class 2021 con l’intervista a Geanfranco Chavez
Raccontaci la tua formazione professionale e, in primis, da dove arriva la tua passione per il bartending…
Buongiorno mi presento sono Geanfranco Chavez ho 27 anni e sono di origini peruviane ma vivo in Italia da ormai più di 23 anni.
Ho frequentato inizialmente l’Istituto alberghiero dove mi sono diplomato a Monza per poi iniziare a lavorare in hotel, ristoranti, Lounge bar frequentando corsi di formazione a 360° dalla caffetteria, mixology e gestione.
La mia passione per il bar è nata dopo una stagione estiva in Puglia, inizialmente ero focalizzato sulla cucina, poi è sfociato la mia attitudine per quello che é la cucina liquida ovvero il bar, ma ad oggi ammetto che se non avessi avuto una base culinaria gastronomica mi sentirei incompleto. Conoscere persone, colleghi e addetti al settore scambiare chiacchiere e interagire con loro ha incentivato il mio interesse e volevo sempre più il mio bagaglio professionale.
L’edizione di questa WorldClass è stata inequivocabilmente unica. Esibirsi su una piattaforma online come ha modificato l’approccio alla gara?
Sì l’edizione di Wordclass di quest’anno è stata veramente diversa e insolita, Ma allo stesso tempo molto interessante ed entusiasmante. Sicuramente c’è stato meno bar pratico ma più parte imprenditoriale in ogni caso molto formativa e stimolante.
Senza emozioni per l’esecuzione del cocktail – solo da presentare – la sfida è stata più sul concept e si affida molto alla narrazione. Quali sono state le difficoltà? Lo speech, la ricerca di informazioni, convincere la giuria?
La parte più difficile in questa competizione è stata far capire la propria idea, il proprio concetto semplicemente a parole cose che per un barman spesso diventano più facile attraverso un drink, penso comunque che sia stata interessante approfondire e migliorare le nostre capacità interlocutive, ad oggi veramente fondamentali per comunicare un messaggio in ottica di vendita di un prodotto ma soprattutto nel intrattenere i propri ospiti nel proprio locale.
Quale è, secondo te, il segreto per un cocktail perfetto? Quando un nuovo cliente arriva al tuo bancone cosa noti subito che ti possa aiutare a capire gusti e preferenze per creare il drink cucito su misura?
Non esiste il cocktail perfetto ma solo momenti che lo rendono tale. Dobbiamo tener conto che lo stato d’animo delle persone incede tantissimo sul gusto e sul giudizio finale dell’esperienza del nostro ospite. In ogni caso ritengo che sia necessario mettere a proprio agio chi viene servito con cordialità, acqua di servizio successivamente passare a piccole e semplici domande su quello che desidera ed è abituato a bere (secco, dolce ecc) e solo da lì potremmo ottenere un identikit del drink ideale per il nostro ospite. Non dobbiamo aver paura di chiedere perché se azzecchiamo il primo drink con un nuovo cliente lui da lì in poi si fiderà di noi e di tutto quello che possiamo offrirgli.
Quale è il tuo spirito o ingrediente preferito e perché? E quale il drink che preferisci bere e perché?
Il mio spirito preferito è senza ombra di dubbio il mezcal me ne sono innamorato circa cinque anni fa ed allora tutto il resto è noia, scherzi a parte.
Mi piace provare scoprire sapori differenti dalla frutta alla verdura, provare abbinamenti impensabili o particolari.
Devo essere sincero berrei Tommy s’ Margherita con Mezcal dall’aperitivo al dopo cena in qualsiasi momento della giornata. Sono stato in Messico e penso che questo sia un mezzo per collegarmi a un contesto di completo relax e di festa tipico di questa terra. “El Mezcal te pone no te enborracha”
Tornando a questa edizione della world class chi vincerà secondo te? Quali sono i concorrenti che ti hanno impressionato di più?
Sinceramente non mi sento di sbilanciarmi su chi vincerà un po’ per scaramanzia. quest’anno è stato veramente difficile e duro per tutti e so bene che i 10 finalisti hanno tutti grande voglia di vincere e riscattarsi. Ho avuto il piacere di poter condividere la mia avventura con Simone Molè e Vincenzo Pagliara due grandi professionisti, con tanto carisma e veramente bravi tecnicamente, dal quale ho senza dubbio appreso molto e so che non mi deluderanno e che faranno del loro meglio per arrivare sul gradino più alto del podio!
Penso che da queste esperienze se non impari qualcosa dagli Altri sei uno sciocco, e devo dire che con WORLD CLASS ho preso diversi spunti sia tecnicamente che non.
Mi ha impressionato moltissimo Hannette per il suo carisma e la sua capacità d’intrattenere le persone, Pasquale Bergamo uno dei giovani più promettenti barman del panorama italiano e Marco Dongi.
Il cocktail
FLORCITA
45ml vodka Ketel One infusa al cioccolato salato
55ml chiarificato di lampone brianzolo
30ml decotto di rosmarino (ovvero la diluizione)
12g di miele di tiglio
Il mio drink si chiama FLORCITA, in spagnolo fiorellino perché penso il fiore sia un simbolo di rinascita. Ho pensato ad un drink semplice sia nella realizzazione che nella preparazione proprio come facciamo al Dive, locale dove sono il Responsabile. Ho tenuto conto di diversi aspetti allo spreco di energia come può essere l’acqua, a non buttare lo scarto delle lavorazioni e a facilitare quello che potrebbe essere un ipotetico servizio ma soprattutto sfruttando il tempo per spiegare e sensibilizzare il cliente a quello che è stato il focus della prima prova della competizione: Sostenere e salvaguardare l’apicoltura e tutto ciò che ne dipende.


