Ripartono le nostre interviste ai protagonisti della Diageo World Class 2021 con Andrea Pomo del Jerry Thomas Project di Roma
Raccontaci la tua formazione professionale e, in primis, da dove arriva la tua passione per il bartending…
La mia formazione professionale è in continuo sviluppo, ma la mia passione per il bartending è nata, inconsciamente, già da piccolo, grazie al sacrificio dei miei genitori, professionisti nel settore dell’ ospitalità. Sono cresciuto tra tavoli di sale e fornelli di cucine, tra ristoranti e hotel, ma mai avrei pensato di intraprendere quello che oggi ritengo il lavoro più bello del mondo. Infatti, dopo svariate sollecitazioni da parte dei miei familiari per realizzare un futuro lavorativo diverso, mi diplomai come Perito Elettrotecnico e iniziai un’ottima carriera nel settore. Però, lo sappiamo tutti che quando viviamo il periodo adolescenziale tendiamo a fare l’esatto opposto di quello che i genitori ci dicono. E così è stato, decisi di lasciare il lavoro per partire verso una nuova avventura. La prima sfida che affrontai fu a Malta nel 2013, dove le feste sfrenate e il profumo del mare Mediterraneo
erano all’ordine del giorno e della notte. Trovai subito lavoro, grazie alla versatilità a cui mi avevano abituato i miei genitori, in un bar all’interno di una scuola d’inglese. Due piccioni con una fava insomma, lavoro e formazione, anche linguistica, cosa potevo volere di più? La risposta a questa domanda l’ho avuta tempo dopo: la mia più grande passione era nata proprio dietro quel bancone, tra i primi Mojito e Sex on the beach. Il bartending stava diventando parte integrante di me. Leggendo i primi libri e guardando i tutorial di come realizzare i drink, rimasi affascinato da uno in particolare, un video dei “ragazzi” del JerryThomasProject, in cui spiegavano la loro storia e il concetto che c’era dietro. Quella, signori, fu la scintilla che scatenò il tutto, il viaggio era appena iniziato. Mi spostai in Francia e in Spagna, per poi ritornare nel paradiso terrestre del Lago di Garda nel 2015. Qui ebbi la fortuna di incontrare il mio primo mentore, Veronesi Leonardo, che alimentò la mia passione per il bartending fino a farla arrivare alle stelle. Nel 2018 entrai nel nuovo team del JerryThomasProject, pensate, gli stessi che mi avevano ispirato a intraprendere questa strada, doveva essere destino!
L’edizione di questa WorldClass è stata inequivocabilmente unica. Esibirsi su una piattaforma online come ha modificato l’approccio alla gara?
Il nostro lavoro è in continua innovazione, per questo Diageo ha realizzato una sfida del genere. Una gara, secondo me, ben strutturata e organizzata. Ovviamente esibirsi dietro una piattaforma online, credo non abbia permesso di trasmettere al 100% il proprio modo di essere. Un’immagine o un suono non ricevuto in tempo reale o un fraintendimento nella comunicazione possono infatti aver disturbato il feeling ideale con il pubblico. Inoltre ricordo che alla base del nostro lavoro c’è e ci sarà sempre l’approccio diretto con l’ospite, rapporto che non potrà mai essere sostituito dal digitale.
Senza emozioni per l’esecuzione del cocktail – solo da presentare – la sfida è stata più sul concept e si affida molto alla narrazione. Quali sono state le difficoltà? Lo speech, la ricerca di informazioni, convincere la giuria?
Il nostro lavoro è in buona parte basato già sulla comunicazione a livello di marketing, quindi la presentazione del prodotto dovrebbe già essere di nostra padronanza. Ovviamente la narrazione dello speech è stata modellata in base all’epoca che stiamo attraversando, e per questo, secondo il mio parere, bisognava essere originali e innovativi. Le difficoltà sono all’ordine del giorno, è necessario per dei professionisti superarle e adattarsi di conseguenza a ogni imprevisto. E’ qui che troviamo la vera differenza tra un barman ed un altro con la sua capacità di trasmettere le stesse emozioni anche senza un bancone.
Quale è, secondo te, il segreto per un cocktail perfetto? Quando un nuovo cliente arriva al tuo bancone cosa noti subito che ti possa aiutare a capire gusti e preferenze per creare il drink cucito su misura?
Il segreto per un cocktail perfetto è così semplice quanto complesso. Tutto parte dal momento del primo approccio con l’ospite, che rimane da sempre l’attimo più difficile ma quello decisivo. Questa è la parte più complicata per quanto riguarda la realizzazione del drink cucito su misura, perché bisogna riuscire a creare in quell’istante un rapporto di fiducia che rimarrà per sempre. Il semplice sguardo nel momento giusto, una parola e una risata sono gli ingredienti perfetti. Senza nemmeno accorgetene avrai già in testa il drink perfetto per lui/lei.
Quale è il tuo spirito o ingrediente preferito e perchè? E quale il drink che preferisci bere e perchè?
Il mio cocktail preferito è la Caipirinha, che si realizza con tre, semplici ingredienti: zucchero, lime e una generosa dose di cachaca, il distillato di tradizione brasiliana, il mio ingrediente preferito.
Le storie legate a questo prodotto mi hanno da sempre emozionato e affascinato, rappresenta l’anima di intere popolazioni racchiuse in un liquido! Perché preferisco berlo mi chiedete? Beh! Venite a provarlo e poi capirete!
Tornando a questa edizione della world class chi vincerà secondo te? Quali sono i concorrenti che ti hanno impressionato di più?
Non ho la più pallida idea di chi possa vincere quest’edizione, perché ogni professionista è completamente diverso dall’altro e hanno tutti le carte in regola per conquistarsi il podio. Dovendo gareggiare online poi non ho potuto constatare il vero modo di essere dei partecipanti, quindi non riesco a definire chi mi ha impressionato di più o di meno. Ogni concorrente comunque mi ha trasmesso a suo modo insegnamenti diversi che porterò sempre con me, specialmente la giuria.
Il cocktail
Bee Cute.. Don’t Pollute
30ml Pan KetelOne Vodka
135ml Queen Bee_r
Method: Ready To Serve, Carboneted,
Bee Cute.. Don’t Pollute è il progetto sviluppato per la “Bee Positive Challenge” di WorldClass 2021.
La richiesta era di interpretare e promuovere un’idea di community, immaginandoci, di ricreare il lavoro svolto dalle api all’interno di un raggio ipotetico di 7km.
Crea il tuo viaggio per arrivare al tuo alveare..
..il tuo compagno sarà il miele..
Il viaggio di Bee Cute inizia all’interno della mia terra natale, il Trentino, tra ricordi e grandi eccellenze locali.
Non potendo viaggiare, considerando il periodo storico che stiamo vivendo, ho selezionato quei prodotti da quelle realtà che mi avessero trasmesso vere emozioni.
Ma questo non bastava! volevo dar continuità al mio progetto! volevo che tutto questo non finisse con WorldClass. Così, gli contattai uno per uno, scrivendoli, chiamandoli, riscrivendoli, addirittura riusciì a farli incontrare, creando così un vero e proprio rapporto di fiducia,
il risultato?
Vi presento RADICI.
RADICI nasce dall’interazione di realtà che hanno accettato di far parte a questo viaggio e che seguono tutt’oggi, quello che KetelOneVodka voleva trasmettere a tutti noi, con questa challange.
La salvaguardia dell’intero eco sistema.
Bee Cute è il nome del drink, ed è il risultato della sinergia di ogni singola parte della community.
Don’t Pollute invece rappresenta il nostro Claim, una tematica la quale Radici ha molto a cuore.
Ingredients, Tecnique:
Pan KetelOneVodka:
700ml KetelOneVodka
17gr Pan d’api
0.6gr Melitolo
Cottura SousVide a 52°C per 45min
Filtrare il tutto tramite SuperBag
Queen Bee_r( 5,4% abv):
3 litri estratto di mela Granny Smith (14/15° brix)
7 litri acqua minerale
1 kg Miele di Tarassaco
15gr Mix Erbe Aromatiche (Rosmarino, Menta Piperita, Fiori di lavanda, genziana)
6.2gr Lieviti da birrificazione (Dry Ale)
Fermentazione indotta
Rifermentazione in lattina
(5gr/litro saccarosio)



