Da Londra voliamo fino in Libano per la nostra prossima intervista a Jad Ballout dell’Electric Bing Sutt
Ciao Jad, grazie innanzitutto della tua disponibilità. Raccontaci brevemente chi sei.
Sono Jad Ballout e sono il co-fondatore dell’Electric Bing Sutt
Puoi descrivere, in poche parole, il tuo bar, la sua atmosfera e la tua filosofia di bar?
Electric Bing Sutt è un all-day bar in stile asiatico-mediorientale nel cuore di Beirut dalle atmosfere funky. E’ un locale popolare (e pop) grazie ai suoi cocktail innovativi, che utilizzano le più moderne tecnologie della cucina, e ai suoi gusti esotici. Cocktail in stile asiatico-mediorientale, una vera cucina asiatica, vini naturali e caffè di qualità unito ad un tocco di funk newyorkese, questo è ciò che ci distingue. Electric Bing Sutt è il locale preferito dagli artisti, dagli intellettuali e dai creativi, ed è senza
dubbio il locale più alla moda di Beirut, un luogo dove vivere pienamente le sottoculture asiatiche e globali con l’esperienza di cocktaile e cibo unici.
Solo dopo un anno dalla sua apertura Electric Bing Sutt ha vinto il premio come The Best Bar in the Middle East and Africa nel 2019, piazzandosi al 16 posto della classifica dei The World’s 50 Best Bars 2019. Nello stesso anno è anche entrato a far parte della Top 10 Best New International Cocktail Bar, Tales of the Cocktails 2019.
Venendo alla crisi che stiamo attraversando, come hai reagito umanamente, psicologicamente alla diffusione del virus e alla successiva chiusura?
Subito dopo l’annuncio del lockdown abbiamo dovuto chiudere la nostra attività. Ma il nostro spirito è rimasto comunque alto. Abbiamo continuato a fare quotidianamente ricerche a casa per nuovi cocktail, nuovi distillati e nuovi piatti in vista della riapertura. Ci siamo poi tenuti impegnati, singolarmente e come team, attraverso un lavoro di brainstorming. Abbiamo pagato regolarmente i salari a tutti i nostri dipendenti a partire da marzo e, per aiutare chi affronta maggiori difficoltà economiche, abbiamo fornito dei food voucher ai supermarket locali.
Quando ti è stata annunciata la fine del lockdown quali sono state le azioni concrete che hai messo in atto per far ripartire il tuo locale?
Attualmente abbiamo riaperto con circa il 30% del nostro volume abituale. Oltre alla crisi per il Covid-19 il Libano sta affrontando una violente crescita del tasso d’inflazione in conseguenza del lockdown, per questo abbiamo dovuto pensare con creatività per ridurre i nostri costi mantenendo sempre gli stessi alti livelli di qualità tanto in cucina quanto nei drink. Abbiamo cambiato il 40% del nostro menù focalizzandoci su distillati fatti in casa con ingredienti locali, un’idea che ci permette di ridurre la nostra dipendenza dai distillati importati e ci consente di offrire sapori stagionali ai nostri clienti. Abbiamo
sostituito gli ingredienti importati con quelli locali anche in cucina, utilizzando, ad esempio salmone locale o lime kaffir. Stiamo anche sperimentando alcune fermentazioni home-made per dare un tocco in più ai nostri piatti. Accanto a queste attività garantiamo un’attenzione sempre maggiore all’igiene, indossando sempre le mascherine ed i guanti. E’ importante che i clienti tornino ad avere fiducia nel nostro mercato.
Cosa suggerisci a chi dovrà affrontare la fase di riapertura a breve?
Ricontrollate bene i vostri costi e riduceteli. Nei periodi di difficoltà mantenere un margine di profitto idoneo è cruciale per sopravvivere e mantenere il passo dei competitors

