Cinque domande per reagire alla crisi: Jean Trinh

Il nostro viaggio attraverso i migliori cocktail bar del mondo arriva in sud America, più precisamente in Colombia. Abbiamo rivolto le nostre “cinque domande” a Jean Trinh fondatore di Alquímico a Cartagena.

Ciao Jean, grazie innanzitutto della tua disponibilità. Raccontaci brevemente chi sei.

Sono Jean Trinh e posso dire di esser nato nell’industria dell’ospitalità.
Sono di origini Franco-vietnamite ed i miei genitori avevano qualche ristorante in Francia. Iniziai così a 5 anni a lavare i bicchieri e a mettere i piatti in ordine in cucina. Mi sono trasferito poi da Parigi a Cartagena de Indias (Colombia) nel 2013, dove ho aperto un Pop-Up bar nel quartiere bohémien di

Jean Trinh

Jean Trinh

Getsemani dove approcciai per la prima volta al mondo dell’ospitalità in Colombia.
Arricchito da questa esperienza, aprì, nel marzo del 2016, Alquímico nel centro storico di Cartagena. All’apertura lavoravano con me solo cinque persone. Ora è cresciuto tantissimo e, nel 2020,  ho aperto un nuovo spazio in una villa a tre piani , arrivando ad un team di oltre 60 persone (di cui 16 barman).

Puoi descrivere, in poche parole, il tuo bar, la sua atmosfera e la tua filosofia di bar?

Alquímico è composto da tre bar in uno: 3 piani, 3 bar, 3 menù, 3 atmosfere tutte molto cariche.
Oggi Alquímico è considerato tra i migliori bar team e tra i migliori High Volume Bar delle Americhe secondo il Tales of the cocktail, con una media di 850 ospiti ogni giorno dell’anno.
Io ed il mio team  viaggiamo ed impariamo dai migliori al mondo, per creare e far scoprire la diversità e la ricchezza della Colombia.

Alquímico

Alquímico

Venendo alla crisi che stiamo attraversando, come hai reagito umanamente, psicologicamente alla diffusione del virus e alla successiva chiusura?

Abbiamo cercato di comportarci come una squadra. Il mio primo pensiero è stato di aiutare il personale, i piccoli produttori, gli agricoltori locali per “mantenerli in vita”.
Quindi la mia squadra ha frequentato lezioni e workshop, studiando insieme sei giorni a settimana.
Qui in Colombia, non ci sono stati aiuti dal governo: dobbiamo continuare a pagare lo staff (non si può licenziare il personale perché lo stato ci multerebbe), pagare l’affitto (se il padrone di casa non decide di aiutarci), le tasse, la luce, etc..
Continuamo a pagare il 100% dello stipendio al nostro staff e grazie ad altri partner, abbiamo comprato 3,8 tonnellate di frutta e verdura con cui abbiamo realizzato dei cestini che sono stati distribuiti a 450 delle famiglie meno fortunate di Cartagena.
In tutto ciò non sappiamo ancora quando apriremo. Ripartiremo con quasi la metà del personale nella nostra “Alquimico’s Farm” nella regione del caffè (900km da Cartagena). Da lì ricominceremo dalle radici: dalla permacultura, progettando quello che dovrebbe essere l’Alquímico Post-Covid-19, lavorando con i nostri prodotti e supportando le industrie

Petronio

Petronio

colombiane.

Quando ti è stata annunciata la fine del lockdown quali sono state le azioni concrete che hai messo in atto per far ripartire il tuo locale?

L’idea è di inizare lavorare prima con i clienti locali e, passo dopo passo, speriamo di poter accogliere gli stranieri. Una parte del team lavorerà nella fattoria, torneremo piano piano a Cartagena e avremo un business più solido.

Cosa suggerisci a chi dovrà affrontare la fase di riapertura a breve?

Dovremo lavorare di più con i clienti locali non dimenticandoci mai di cos’è fatta la nostra industria: ospitalità.
E BUONA FORTUNA!!!!! #KeepItalyAlive

 

Giampiero

Dal cinema al whisky il passo può esser breve. Basta fare un viaggio in Scozia, perdersi magari nel cuore delle Highlands, e ritrovarsi a chiacchierare in un piccolo pub di Ullapool parlando di torbatura e imbottigliamenti. Nasce così una passione travolgente, girando l’Italia, l’Europa (e non solo) di degustazione in degustazione, di locale in locale... alla scoperta del meglio che questo universo può offrire. Cocktail preferito: Rob Roy Distillato preferito: Caol Ila 25 yo

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