Dry Away: volando sulla luna

Il nuovo progetto del Dry Martini di Sorrento, 12 cocktail, 12 bottiglie disegnate appositamente per far rivivere a distanza la vera esperienza del locale

Un pezzo di Dry, da portare lontano, ma per rimanere vicino rispetto alla ‘base’, alla casa madre italiana. Parliamo del nuovo progetto del Dry Martini di Sorrento, nato sotto quarantena e pensato per offrire la possibilità, soprattutto a enoteche e ristoranti che vogliono offrire un servizio da cocktail, ma fino a oggi non ne avevano la possibilità o le conoscenze, di poterlo fare. “Abbiamo pensato di offrire in questo modo un pizzico di Dry, sia nel pre che nel post dinner”, spiega Lucio D’Orsi, bar manager del Dry Martini d’Italia, è giusto specificare, dato che il capostipite è a Barcellona, nato sotto la guida di Javier De Las Muelas. Solitamente i vari locali sparsi nel mondo si muovono all’unisono, i progetti si condividono. In questo caso, però, il Dry Away è unicamente sorrentino. Un punto d’onore per il gioiellino del Majestic Palace di Sant’Agnello di Sorrento, in via Crowford 40, dove si trova.

E allora, vediamo cosa offrono queste speciali 12 bottiglie, presenti in 3 formati da 100, 200 e 500 ml. La base alcolica è fatta da prodotti premium. Le bottiglie sono idealmente divise in 3 gruppi da 4. Le prime sono destinate alla famiglia dei martini. I classici “Martinez” e “Dry Martini” a base gin, coi più moderni vodka-style, l’”Apple-Tini,” se volete fare un’esperienza profumata e il “Wasabi Martini”, una bevuta decisamente stimolante, per palati abituati a gusti intensi. Seguono: il 2Boulevardier Fruits Rouges”, con un bitter infuso col the nero e i frutti rossi; il classico “Hanky Panky”, con nuove note

La selezione Dry Away

La selezione Dry Away

balsamiche e affumicate derivate dall’ Oak Smoke Droplets by Javier De Las Muelas; un “Old Fashioned” con doppio bitter (Old Fashioned e Orange); l’intramontabile “Negroni”, qui “Scented Negroni”, profumato al rosmarino proveniente dal Mediterranean Rosemary Droplets by Javier De Las Muelas. Viriamo decisamente verso la modernità con il “Gin Basil Smash”, classico, ma attenzione, il limone della ricetta, come tutti i limoni del Dry, provengono dal giardino curato da Lucio; per gli amanti delle tequile, c’è il” Tommy’s Margarita”; ai nostalgici degli anni ’90 consigliamo il “Wild Cosmopolitan”, dove la differenza col classico, che lo rende ‘wild’ è regalata dallo sciroppo di lamponi; chiudiamo la lista con un’invenzione che trasuda napoletanità dalla testa del collo alla base della bottiglia. Già il nome è significativo:” Tesoro e Miracoli”. Dentro c’è bourbon Maker’s Mark, caffè, vaniglia, cardamomo. L’etichetta ha una storia particolare. Per le ricette, visitate il sito https://www.dryaway.it/.

Le bottiglie sono piccole ma dotate di tutte le informazioni necessarie e non solo. Ingredienti, valore alcolico, persino le calorie, dettaglio da non sottovalutare per chi conduce uno stile di vita sano, ma vuole trasgredire ogni tanto, innocentemente, con un buon drink. Non essendoci lo spazio sufficiente, previo rimpicciolimento della scrittura, molte informazioni sono contenute altrove, si estrapolano col QR Code. Etica ed estetica trovano così il giusto connubio. Le informazioni sono importanti, ma l’occhio vuole la sua parte.

Dietro quest’idea davvero ben realizzata, si cela lo zampino di Giulia Rossano, l’altra metà del Dry Martini e di Lucio, che ha curato le grafiche, il packaging e i dettagli.  “Abbiamo seguito il progetto con attenzione, in fondo è pur sempre il tuo brand che va in giro, è giusto fare le cose per bene”, ci tiene a sottolineare Giulia. “Anche se si tratta di un ready to serve, non per questo va preso sottogamba. Chi acquista le bottiglie deve vivere un’esperienza in linea con il nostro stile. Abbiamo voluto rappresentare il brand per com’è ‘a casa’ da noi in hotel”, precisa Lucio.
Per esempio, nel Tesoro e Miracoli, sulla coppetta d’orata c’è la mitra disegnata da Giulia, come

Dry Away

Dry Away

richiamo di Napoli. Oltretutto la doratura rimanda alla teca d’oro che custodisce il teschio di San Gennaro (la connessione al tesoro). Uno degli ingredienti è il caffè Kimbo. Non è solo un drink,  ma un intreccio napoletano, un ‘napoletanesimo’, una filosofia liquida di Napoli, la vedi, assaggi e ti viene in mente qualcosa di pseudo-biblico divertente andante come si usa tra persone di spirito, tipo: dalla parola di Lucio D’Orsi ai suoi bevitori. E ci sembra di sentirlo, Lucio, che ti spiega la ricetta e tutti i significati connessi, l’amorevole cura e il piacere nel realizzarla.

C’è poi una chicca per gli appassionati del famoso “Dry Martini cocktail2, che consente, se bevuto al banco del Dry, di ricevere il certificato col numero di martini realizzato. Acquistando una bottiglia di “Dry Martini”, si riceverà un certificato, ma mini. Tutto è a misura nel Dry Away, nulla è eccessivo o fuori posto. Persino il brand, che voglia vedere il suo nome riportato in etichetta – c’è questa possibilità di realizzare il progetto come veicolo pubblicitario – troverebbe un suo spazio preciso. Lucio ha studiato una fascetta da mettere sul collo delle bottiglie, con il nome della marca di spirito usata. Fate caso, infine, al sigillo di garanzia. Non è un errore. C’è un testo che rifà il verso a un famoso brano musicale. Quale? Non si può dire tutto. La curiosità potete soddisfarla acquistando le bottiglie.

Cos’altro aggiungere? Una benedizione, che di questi tempi… Non per forza di un santo, nemmeno del Papa in persona, ma almeno quella del cardinal Sepe , di Napoli, che, dicono i bene informati, è uomo in grado di apprezzare lo ‘spirito’.

Giampiero

Dal cinema al whisky il passo può esser breve. Basta fare un viaggio in Scozia, perdersi magari nel cuore delle Highlands, e ritrovarsi a chiacchierare in un piccolo pub di Ullapool parlando di torbatura e imbottigliamenti. Nasce così una passione travolgente, girando l’Italia, l’Europa (e non solo) di degustazione in degustazione, di locale in locale... alla scoperta del meglio che questo universo può offrire. Cocktail preferito: Rob Roy Distillato preferito: Caol Ila 25 yo

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