Cinque domande per reagire alla crisi: Andrea Gualdi

Il nostro lungo viaggio approda in Australia, nella capitale del bere miscelato di queste latitudini, Sydney, qui inconrimao Andrea Gualdi  del “Maybe” group.

Ciao Andrea, grazie innanzitutto della tua disponibilità. Raccontaci brevemente chi sei.

Sono Andrea Gualdi e sono “creative director” del “Maybe” group, Maybe Frank, Maybe Sammy.

Puoi descrivere, in poche parole, il tuo bar, la sua atmosfera e la tua filosofia di bar?

Andrea Gualdi

Andrea Gualdi

Potrei descrivere il Maybe Sammy come un “bar d’hotel senza l’hotel”, una sorta di classico cocktail bar ma in stile moderno, con il servizio, l’ospitalità e l’atmosfera che ti aspetteresti da un bar d’hotel ma senza tutte quelle regole che, a volte, queste strutture hanno. La nostra filosofia è di mettere l’esperienza del cliente al primo posto. Per noi il bar è simile allo show business e prendiamo inspirazione dai cosiddetti “roaring 50’s”.

Venendo alla crisi che stiamo attraversando, come hai reagito umanamente, psicologicamente alla diffusione del virus e alla successiva chiusura?

Con la diffusione del virus ammetto che la prima reazione è stata di leggera paura. Una paura rimpiazzata però ben presto dalla speranza. In situazione difficili solo chi riesce ad adattarsi velocemente ha la meglio, così abbiamo fatto del nostro meglio per far partire diversi nuovi progetti per garantire la sopravvivenza al nostro bar e, al temp o stesso, rimanere in contatto con i nostri clienti. Dobbiamo mantenere salda la speranza e cercare di dare ai  nostri clineti una visione positiva del futuro, soprattutto in tempi duri come questi.

Quando ti è stata annunciata la fine del lockdown quali sono state le azioni concrete che

Un cocktail del Maybe Sammy

Un cocktail del Maybe Sammy

hai messo in atto per far ripartire il tuo locale?

Sicuramente molte cose saranno diverse, anche la tipologia ed il metodo di servizio cambieranno e avremo differenti regolamenti da rispettare. Il punto di partenza sarà sicuramente la sicurezza, sia del nostro staff che dei nostri ospiti. Partendo da lì cercheremo di tornare gradualmente alla normalità, sperando che ciò avvenga presto.

Cosa suggerisci a chi dovrà affrontare la fase di riapertura a breve?

Dico solo di fare le cose con calma, non avere fretta ed essere sicuro che il proprio staff sia ben formato sulle nuove regole e regolamenti. Sarò fondamentale per noi mantenere un ambiente sicuro e prevenire altri crisi come quella che abbiamo appena superato.

 

alin@blueblazer.it'

Alin Caracciolo

Alin for many years I worked in Hospitality, first as a Barista in SeaContainer formerly Mondrian Hotel and then as Bartender in different places , so after knowing and learning all the knowledge and by attending journalism school i applied to be Telegraph contributors behind the scenes. I never loved be in front of the scenes what I really loved and I still LOVE so so much is Hospitality which is part of my life, always. Be around the Bar and server all the people it’s very a wonderful job. Bar fan and i love cocktails, my favorite? Bloody Mary because I come from southern Italy where we have the spicy 'Nduja, so I love sip this spicy cocktail with Tabasco

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