Canna da zucchero e uva. Due materie prime fondamentali, due espressioni di territori e tradizioni diverse che sembra difficile immaginare possano incontrarsi, ma le unioni migliori sono proprio quelle inattese.
Pronto a presentarsi sui mercati europei quest’autunno in un imbottigliamento che rende fede al suo nome, il Matusalem Insólito Wine Cask, distribuito in Italia dal gruppo Montenegro, scardina molte delle
convinzioni sul mondo del rum con un prodotto lontano dalle ortodossie, ma che resta fedele alla sua tradizione centenaria.
Prodotto in una tiratura limitata di 8000 bottiglie, distribuite in anteprima tra Italia, Spagna, Francia e Germania, Matusalem Insolito porta con se i valori del rum caraibico e li unisce alla tradizione della viticoltura europea.
“Abbiamo usato una base dei nostri rum selezionati” ha dichiarato Cynthia Vargas, Master Blender di Ron Matusalem “dopo di che si procede con un invecchiamento di 3 anni in botti di vino Tempranillo usate solo una volta”. Il Temprano in spagnolo vuol dire precoce e in questo caso fa riferimento ad un particolare tipo di vitigno tipico della regione autonoma della Rioja, nel nord della Spagna al confine con i Paesi Baschi, caratterizzato da un uva i cui acini sono particolarmente spessi e che ben si adattano ad essere coltivati alle basse temperature della regione. Il risultato è un vino dal forte contenuto tannico, perfetto per l’invecchiamento.
È proprio in queste botti di quercia bianca ormai pregne dei profumi della Rioja che la base di Ron Matusalem riposerà per tre anni, alla fine dei quali sarà pronta ad unirsi al nucleo del Gran Reserva 15 per dar vita ad un prodotto rosato, causato dal processo di filtrazione dopo la maturazione, a 40% ABV, con un lieve contenuto di zucchero, un bouquet di aromi vanigliati e di frutti rossi, un gusto setoso con sentori di caramello e liquirizia insieme ai residui tannici del vino.
Anche la presentazione si allontana dal mondo degli spirits per abbracciare quello dei vini di lusso: Ogni bottiglia di Matusalem Insólito è infatti realizzata a mano nello stile dei rosati francesi; la bottiglia presenta inoltre una serigrafia con il disegno di un ramo di vite e un gambo di canna da zucchero che si avvolgono attorno alla bottiglia dalla parte anteriore a quella posteriore, catturando abilmente l’unione di uva e canna da zucchero che poi si ritroverà all’interno.
Un prodotto che trovandosi a cavallo di due mondi risulta anche molto versatile, da bere freddo liscio con una bacca di mirtillo, o in miscelazione con l’aggiunta di prosecco e tonica all’hibiscus.

