15 anni di Freni e Frizioni

Festeggia tre lustri il locale romano, entrato di recente nella classifica internazionale di Tales of the Cocktail. Uno dei soci, Riccardo Rossi, ce lo racconta, tra aneddoti poco noti e l’orgoglio di appartenere a una famiglia che da quando è nata ha sempre voluto crescere e migliorarsi

Si racconta che da quando è stata sollevata per la prima volta la saracinesca nella piazzetta di via del Politeama 4, a Trastevere, la clientela abbia sempre affollato il bar di Freni e Frizioni. Merito probabilmente di Luca Conzato, il proprietario, che ha portato da Torino, città di provenienza, una ventata di novità, su tutti l’idea di un aperitivo a buffet. Freni è quindi da sempre figlio di queste due culture: cuore trasteverino, mente piemontese, artistica dato che Luca proviene da quell’ambiente. Gli altri soci sono Stefano Angelini, Cristian Bugiada e, ultimo arrivato, Riccardo Rossi. Soprattutto da quando Cristian è passato al nuovo progetto, La Punta, nuovo bar e ristorante messicano, aperto con la collaborazione di Roberto Artusio e del The Jerry Thomas – ma mai abbandonando Freni, si intende – è proprio lui, Riccardo Rossi il volto di Freni, oltre a ricoprire il ruolo di bar manager.

Quindici anni è un traguardo importante.

Quello che dico sempre – l’ho fatto anche quando ho letto la classifica del Tales – è che un conto è

Freni e Frizioni

Freni e Frizioni

arrivarci, altro rimanerci. La storia di Freni dura da 15 anni, sono tanti. Nel calcio si dice che un anno lo puoi pure vincere lo scudetto

Vi sentite doppiamente orgogliosi?

Il nostro più grande orgoglio è che siamo un High Volume Bar, sempre pieno di gente da 15 anni e nel tempo siamo riusciti, pur mantenendo questi volumi, a mutare, a migliorare qualcosa. Siamo diventati più internazionali, abbiamo alzato da un bel po’ l’asticella della qualità del bere

Non fa una piega. Iniziamo dal presente, dal Tales of the Cocktail. Com’è andata la vicenda?

Una bella sorpresa. Eravamo ancora in quarantena, dovevo partecipare a una diretta Instagram nel pomeriggio e qualche minuto prima un amico mi invia uno screenshot con la notizia della classifica di Tales. Eravamo in lizza per ricevere gli Spirited Awards nel settore di nostra competenza, Best International High Volume Cocktail Bar

Inizialmente non eravate i soli italiani.

No, esatto, c’erano altri bar italiani. Ma il bello è che neanche mi ero accorto, all’inizio, che si trattasse di Tales. Quando l’ho capito, non ho avuto nemmeno il tempo di festeggiare, dovendo entrare nella diretta.

Riccardo Rossi

Riccardo Rossi

Dopo ovviamente ho mandato messaggi a tutti e Mario Farulla, ricordo, aveva organizzato in serata una diretta per festeggiare l’entrata di tutti i bar italiani in quella che era la prima scrematura, mi permetto di definirla così, di una classifica che più avanti, invece, ha visto rimanere solo noi

La comunicazione ufficiale è avvenuta sempre in quarantena.  Un anno particolare, gioire in momenti difficili non è piacevole, però di fatto Freni è l’unico bar a rappresentare l’Italia.

Quando è arrivata la mail ufficiale, ho letto i nomi, uno a uno, realizzando che ce l’avevamo fatta. Eravamo nella top ten dei bar High Volume. Però unici in Italia. Ci sentiamo orgogliosi, ma, lo confesso, abbiamo provato anche un po’ di dispiacere. Festeggiare la prima volta insieme ad altri 8 bar italiani mi aveva fomentato, mi sarebbe piaciuto ripetere l’esperienza fino alla fine. Comunque, ovviamente siamo felici, un successo che vogliamo tenerci stretto

La quarantena vi ha un po’ rotto le uova nel paniere, per i festeggiamenti, soprattutto dei 15 anni di attività. Cosa ci siamo persi?

L’idea era quella di far vivere una festa a tutti, clienti e staff, prendendo l’intera piazza antistante il locale. Avevamo trovato già gli sponsor, e avevamo in mente alcune idee per festeggiare davvero in modo particolare, direi in stile Freni, ma custodisco il segreto, magari le riprenderemo per il prossimo anniversario importante

Lo stile Freni è da sempre un marchio di fabbrica. In cosa consiste?

Faccio un esempio, penso a come abbiamo festeggiato i 15 anni. Ho messo l’intero staff di turno, in modo che tutti potessero partecipare davanti e dietro al bancone. Ovviamente non poteva mancare la maglietta celebrativa. Sul merchandising andiamo sempre forti

In 15 anni non vi siete fatti mancare nulla. Avete pubblicato anche un libro. Imbottigliate i vostri prodotti in un Lab. Avete un grafico in house. Credete molto nella comunicazione. Avete creato un mondo di Freni. Raccontiamolo. Partiamo dal libro?

Riccardo ed il simbolo di Freni

Riccardo ed il simbolo di Freni

 

Per i 10 anni avevamo pubblicato un ‘Manuale di uso e manutenzione’, ovviamente ricorda quello delle auto, per giocare sul concetto di officina cui è legato lo spazio del locale, adesso per i 15 anni doveva uscire il secondo volume, che come il precedente porta firme importanti. Solo per citarne alcune, Salvatore Calabrese e Peter Dorelli, Giuseppe Gallo, Cocktail For You, spero Jared Brown, Bruno Vanzan. Affrontiamo argomenti e prodotti di cui non avevamo parlato nel primo volume

Il Lab come è nato?

Tutto è nato quando ci siamo presi uno spazio dietro al locale e abbiamo fatto un mini laboratorio per le nostre preparazioni. Da lì però ci è venuta l’idea di creare qualcosa di più, dei prodotti che non esistessero. Siamo partiti con il bitter mediterraneo, contenente quei sapori come bergamotto, basilico, rosmarino ecc. Il progetto è cresciuto, tanto da meritarsi anche un nome: Bar Selection. Abbiamo prodotto i drink in bottiglia

Fa venire in mente tutta la polemica nata in quarantena sui ready to drink…

Esatto, noi li producevamo già da 2 o 3 anni, pubblicizzandoli anche tramite una pagina instagram. Mentre stiamo ormai pensando al futuro, a produrre i drink in fusto. Siamo sempre un bar di grandi volumi, cerchiamo di ottimizzare i tempi e garantire qualità. Li avevamo presentati al Bar Show l’anno scorso, poi il Covid ha rallentato l’uscita. Si tratta di drink sodati adatti a quei bar che come noi lavorano con grandi numeri. Pensiamo agli stabilimenti estivi, ma anche ad altre situazioni simili, ai grandi eventi, ai concerti. Ci tengo a precisare che la qualità è garantita. Presumibilmente usciranno a settembre, abbiamo già avuto richieste

Facciamo un tuffo nel passato. Quando inizia la carriera di Riccardo Rossi a Freni e Frizioni?

Esattamente nell’aprile del 2013. Colloquio a marzo. Dopo 5 anni di Londra. Mi ero trasferito in Inghilterra dopo l’università e poi sono tornato in Italia, direttamente a Roma (sono di Viterbo, come tradisce un po’ l’accento). Mi ha assunto Cristian, che nel tempo è diventato il mio migliore amico, oltre che, all’inizio, mio superiore e infine sono entrato come lui in società. Però, pochi lo sanno, nei primi anni non facevo solo il bartender. Mi occupavo di cinema tutti i giorni e lavoravo da Freni

Com’era svolgere due lavori, uno di diurno, l’altro notturno?

Uno dei cocktail dell'ultima lista di Freni

Uno dei cocktail dell’ultima lista di Freni

 

Mi occupavo di post produzione nel cinema, facevo il compositor, un ruolo di chi assembla il visual effect col girato o che, per esempio, cancella qualcosa che non si vuole più vedere in scena. Quindi facevo due o tre turni da Freni e poi in studio ogni mattina. Dicevo sempre che qui venivo a stare con gli amici, non a lavorare. Venire da Freni era proprio così, anche se non posso negare la stanchezza

A quell’età si ha la forza per farcela. A proposito dell’età, ci sono stati cambiamenti nella clientela di Freni e Frizioni durante questi 3 lustri?

In 15 anni con i clienti si crea una forbice sempre più ampia. Nel senso che mentre tu invecchi, loro ringiovaniscono. Per il resto trovo una clientela più attenta. Giusto all’inizio, quando abbiamo iniziato a cambiare livello di miscelazione, potevi trovare qualcuno, diciamo, meno interessato. Oggi i nostri clienti sanno che qui possono osare, sperimentare

Avete un forte appeal anche sulla clientela straniera.

Prima del lockdown il 40% dei nostri bevitori era fatto di stranieri e – cosa che mi fa sempre piacere ricordare – lo straniero arriva qui dicendoti: ‘mi ha consigliato questo posto un amico di New York, un amico dell’Australia’. C’è gente che viene qui appositamente, dall’estero.dove abbiamo un forte seguito. Siamo presenti in molte guide

Se Freni potesse ricordare un episodio particolare, di questi primi 15 anni?

Da qui sono passati tutti, attori, calciatori, personaggi importanti del mondo del bar. Se proprio dovessi dire, ricorderei di quando è arrivato per la prima volta David Woondrich. Un uomo che potrebbe chiederti la qualsiasi. Ha ordinato un classico martini fifty-fifty, con Beefeater, Noilly  Prat e orange bitter, un negroni per la moglie

Il commento di Wondrich?

Se lo è bevuto in pochi sorsi, commentando: ‘Complimenti, ottimo’. Gli piace molto Freni, ogni volta che si trova a Roma passa per un saluto e un drink, anche senza avvisare

Ormai siete un bar internazionale di un certo peso.

Donkey Kong, un altro cocktail della drink list

Donkey Kong, un altro cocktail della drink list

 

Viaggiare aiuta molto. A me piace farlo, personalmente, ma vedo che ripaga anche in termini di notorietà per il locale

Siete uno dei cocktail bar più longevi a Roma, esiste il segreto di Freni e Frizioni?

La cosa che mi ha trattenuto qui dentro, è la voglia di evolversi di questo posto. 15 anni fa pure facendo “Spritz”, “Negroni” e “Mojito”, il bar era pieno ma non ci siamo accontentati. Se serve qualcosa, uno strumento per il lab, lo prendiamo, se serve fare un viaggio per conoscere un luogo, un prodotto, lo organizziamo. Penso al progetto del Pisco, che mi riguarda da vicino (Riccardo è stato nominato caballero del pisco, ndr). Quando sono partito la seconda volta per il Perù, sono stato sostenuto dalla proprietà. Così come è accaduto a Cristian per i viaggi in Messico. Freni e Frizioni ha sempre mantenuto questa voglia di evolversi, di fare continua ricerca. Abbiamo aperto uno shop online, per vendere le nostre magliette, i nostri gadgets, lavoriamo con un grafico interno, questo è fondamentale perché ci permette di arrivare al risultato meglio e più velocemente. In questo senso il nostro ufficio lo consideriamo più una creative room, dove anche Luca, il vertice della proprietà, entra, propone le sue idee, oltretutto lui proviene dal mondo dell’arte e ci offre sempre spunti interessanti. Per cui, sì, di Freni mi ha rapito questa voglia di continuare a esserci, cambiando. In fondo è un po’ come la filosofia di noi viaggiatori, che dobbiamo spostarci di continuo, scoprire cose nuove, per restare noi stessi. Un viaggio lungo 15 anni che non è ancora finito, anzi

E sicuramente nella creative room staranno già progettando il 20 esimo anniversario. Lunga vita a Freni e Frizioni

Gaetano Massimo Macrì

Martiniano. Bartender/giornalista. Insegnante di quello che – seppur in molti sembrano esserselo dimenticato – va sotto la voce di “American Bar”. Tradotto significa: esigente bevitore al bancone e miscelatore ignorante, perché, come scriveva un ‘collega’ degli anni ’30 del secolo scorso (Elvezio Grassi in “1000 misture”) l’essere un buon barman è “sapere quanto poco noi sappiamo”. Mi sembra un ottimo punto di partenza. Per questo motivo vado in giro per locali, alla ricerca del mio perfetto martini cocktail, nonché del mio bartender di fiducia. Un po’ Ernest Hemingway, un po’ David Embury, un giorno scriverò anche io una ‘bartender’s guide’ o qualcosa del genere. Infine, ma assolutamente non da ultimo per importanza, ecco alcune disposizioni per chi fosse interessato a farmi da bere. Colui che mi preparerà un buon Americano, avrà la mia simpatia. Colui che saprà costruirmi un Boulevardier degno di nota, otterrà la mia riconoscenza. Se, poi, non solo non disdegnerà un Old Pal, ma sarà in grado di equilibrarmelo nella coppetta, godrà di tutta la mia più profonda stima. Il martini, tuttavia, è un’altra faccenda.

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