Cinque domande per reagire alla crisi: Adal Márquez

Continua il nostro viaggio intorno al mondo, dal Libano torniamo in Spagna, a Barcellona, per incontrare Adal Márquez del Boadas

Ciao Adal, grazie innanzitutto della tua disponibilità. Raccontaci brevemente chi sei.

Sono Adal Márquez e sono onorato di poter dire di essere l’head bartender del Boadas Cocktails a Barcellona. Il mio locale è un piccolo e vecchio bar pieno di storia, erede della tradizione di Constante Ribalaigua e de La Floridita, culla del throwing, uno dei più iconici bar del mondo.

Adal Márquez

Adal Márquez

Puoi descrivere, in poche parole, il tuo bar, la sua atmosfera e la tua filosofia di bar?

La mia filosofia al Boadas è quella di tramandare e far crescere la leggenda di questo bar, attraverso la perfetta esecuzione dei classici, il rispetto della forma, sorridendo sempre ai cliente e cercando di dare sempre la migliore versione di me, facendo sentire a casa gli avventori del Boadas

Venendo alla crisi che stiamo attraversando, come hai reagito umanamente, psicologicamente alla diffusione del virus e alla successiva chiusura?

Ho cercato di riposarmi, di leggere molti classici (non solo di settore… per lo più poesia), e star vicino alla mia famiglia e ai miei amici… era un po’ come avere tempo per pensare a tutto e al niente insieme. Per molti anni non ho avuto un attimo di pausa, la possibilità di fermarmi un secondo. La tremenda situazione in cui ci siamo trovati ha fatto però in modo che tutti noi potessimo riflettere su noi stessi, focalizzando meglio i nostri obiettivi futuri ed il nostro lavoro.

Quando ti è stata annunciata la fine del lockdown quali sono state le azioni concrete che hai messo in atto per far ripartire il tuo locale?

Al momento sto preparando il mio nuovo “special” menù. Abbiamo raccolto 15 diverse versioni del “daiquiri” realizzati da altrettanti maestri in giro per il mondo. I migliori bartender ed i migliori amici

Boadas

Boadas

del Boadas che ci hanno regalato le loro ricette solo per affetto ed amicizia. Il menù si chiamerà ‘Masters of Daiquiri’… non vedo l’ora di farlo uscire!

Cosa suggerisci a chi dovrà affrontare la fase di riapertura a breve?

Non dimenticate mai di sorridere… qualche volta si cade, altre si festeggia… dieci anni fa stavo lavorando in un ristorante di giorno e di notte in un disco club, non avrei mai pensato di lavorare al Boadas o di realizzare masterclass in Sud America ed Asia. Ora noi siamo chiusi, altri magari non riapriranno affatto, ma anche se i nostri bar hanno chiuso i battanti sono sicuro che in tantissimi presto riapriremo… abbiamo bisogno dei bar, amiamo il bar.. è solo una questione di tempo e noi bartender siamo delle rocce.

Giampiero

Dal cinema al whisky il passo può esser breve. Basta fare un viaggio in Scozia, perdersi magari nel cuore delle Highlands, e ritrovarsi a chiacchierare in un piccolo pub di Ullapool parlando di torbatura e imbottigliamenti. Nasce così una passione travolgente, girando l’Italia, l’Europa (e non solo) di degustazione in degustazione, di locale in locale... alla scoperta del meglio che questo universo può offrire. Cocktail preferito: Rob Roy Distillato preferito: Caol Ila 25 yo

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