Torniamo a parlare di ambassador protagonisti del 2020 intervistando Simone Bodini, romano, classe 1980, global brand ambassador di Stoli Group.
Raccontaci la tua formazione professionale e, in primis, da dove arriva la tua passione per il bartending…
Avrei voluto essere un astrofisico, ma sono finito con lo studiare materie umanistiche nella facoltà di Sociologia. Mi sono trovato per caso dietro un bar sulla fine degli anni Novanta.
Dovevo racimolare soldi per un viaggio in Texas. È stato amore a prima vista! Ho fatto di tutto nel mondo del bar: bartender, bar manager, master trainer in prestigiose scuole di settore.
Sei nominato nella sezione Brand Ambassador dell’Anno dei BarAwards 2020, raccontaci la tua doppia emozione e quale, secondo te, e senza falsa modestia, la ragione per cui sei in questa prestigiosa short list. Tu hai mai partecipato a competition tra bartender? Che esperienza ne hai conseguito, a cosa servono, se servono le competition per il settore e perchè…
Veramente contento di far parte di questa lista con altri professionisti che stimo. Spero che il motivo per cui ne faccio parte sia la qualità del lavoro che sto cercando di svolgere per il settore da quando ho la fortuna di rappresentare la mia azienda. Creando cultura e condivisione piuttosto che realizzare mere attività di marketing. Ho partecipato a più di 60 gare di bartending nei miei anni del flair, togliendomi la soddisfazione di essere Campione Mondiale nel 2006. Le gare servono a migliorarsi, a imparare nuove cose e a fare esperienze indimenticabili. Ho sempre trovato molto triste chi fa le gare solo per il premio. Certo, tutti gareggiano per vincere, ma si vince solo se a prescindere dalla posizione raggiunta si è soddisfatti di se stessi e ci si è arricchiti di esperienze che faranno parte del romanzo della nostra vita. Le medaglie, i soldi e il resto non hanno molto valore paragonate a una nuova amicizia o a un viaggio indimenticabile.
Cosa significa lavorare come brand ambassador e nello specifico come si svolge il tuo lavoro? Quali sono le accortezze di un bravo brand ambassador?
È il lavoro dei miei sogni e mi permette di girare il mondo (in 4 anni con Stoli ho visitato 50 Paesi). Ovviamente, oltre quello che si può vedere dai social media, ovvero un’interminabile festa in giro per il mondo, c’è tanto lavoro di backstage e preparazione. Una buona dose di lavoro di ufficio per lo sviluppo del marketing e il supporto alle forze vendite. Fuso orario
sempre diverso e valigia sempre pronta. Una cosa che spesso non viene considerata è che quando sei la faccia di un brand lo sei 24/7, non puoi staccare mai!
Facendo riferimento alla tua professione da bartender, quale è, secondo te, il segreto per un cocktail perfetto? Quando un nuovo cliente arriva al bancone cosa noti subito che ti possa aiutare a capire gusti e preferenze per creare il drink cucito su misura?
Il cocktail perfetto è quello vuole il nostro ospite! Ovviamente sta al bartender cercare di costruire un database di informazioni utili a soddisfare i propri clienti. Un errore comune è proiettare il proprio gusto e cultura sul prossimo e ancor peggio, talvolta, cercare di imporlo. L’ospite va coccolato e invogliato a fruire delle nostre capacità tecniche e del nostro bagaglio culturale. Sempre con un bel sorriso sincero, empatia e buone maniere!
Quale è il tuo spirito o ingrediente preferito e perchè? E quale il drink che preferisci bere e perchè?
Bevo di tutto e sono molto curioso, adoro i whiskey americani, il mezcal, ma probabilmente il mio spirito preferito è la vodka! Il mio cocktail preferito è infatti il Vodka Martini, bello ghiacciato, con poca diluizione ed estremamente dry. Minimalismo e geometria in un bicchiere! Sua Maestà il Martini! Ave Martini!

