World Class 2021: i protagonisti – Edoardo Sandri

Continuando la serie di interviste ai protagonisti della Diageo World Class, parliamo con Edoardo Sandri, bartender al Four Season di Firenze che, per questa particolare edizione della competizione, ci racconta della sua esperienza ed il suo cocktail che riprende il concetto di alveare in maniera molto personale.

Edoardo Sandri

Edoardo Sandri

Raccontaci la tua formazione professionale e, in primis, da dove arriva la tua passione per il bartending…

Nasce fin dai tempi della fine delle superiori(liceo scientifico), durante le prime bevute al pub o american bar di Firenze dell’epoca, fine anni 90 -inizio 2000.
Ero molto affascinato dalla cromaticita’ più che altro, effetto granatina nel Tequila Sunrise o la schiuma di una Guinness o Weiss Bier.
Nel 2003 , finite le superiori ho iniziato a lavorare in vari bar e locali di Firenze, mantenendomi gli studi universitari.
Nel 2008 dopo, aver avuto una parentesi a Roma, ho iniziato la mia carriera in Hotel , prima a Fiesole ed a fine anno sono entrato al Four Seasons di Firenze, dove attualmente lavoro.

L’edizione di questa WorldClass è stata inequivocabilmente unica. Esibirsi su una piattaforma online come ha modificato l’approccio alla gara?

Si sicuramente è stata un’esperienza unica, ma personalmente non ho visto l’online come un ostacolo, anzi puo’ essere anche un vantaggio sotto il punto di vista emotivo.Certo dipende dal carattere di una persona.

Senza emozioni per l’esecuzione del cocktail – solo da presentare – la sfida è stata più sul concept e si affida molto alla narrazione. Quali sono state le difficoltà? Lo speech, la ricerca di informazioni, convincere la giuria?

BeeNedetta

BeeNedetta

Io mi sono affidato ad un concept molto personale e introspettivo , ho metaforizzato le api con la sciamazione della mia famiglia d’origine e il passaggio all’attuale, dedicando anche il nome a mia figlia BEE-nedetta.
Penso e credo di aver fatto una buona narrazione, anche perchè il concept era molto personale ed emozionale, spero di esser riuscito a trasmettere cio’ anche ai giudici. Le mie difficoltà e penalità sono state sul test dove ho fatto bene 3 su 5, perdendo 10 punti.
E in Champions League sbagliare 2 rigori, puo’ esser fatale. Peccato perchè non eran 2 domande impossibili, una tutt’altro (!!!), e le altre 3 sicuramente piu’ impegnative le ho prese. Ma cio’ fa parte del mio stile di vita da sempre, ahimè.

Quale è, secondo te, il segreto per un cocktail perfetto? Quando un nuovo cliente arriva al tuo bancone cosa noti subito che ti possa aiutare a capire gusti e preferenze per creare il drink cucito su misura?

L’interazione col cliente è fondamentale, sia a carattere nazionale che internazionale. Lavorando ormai da anni con entrambe le tipologie di clienti è un bell’allenamento. Un esempio puo’ essere il cliente statunitense, essendo un popolo abituato a farsi drinks a casa, durante i pasti, magari al posto del ‘nostro’ vino, difficilmente chiederà drinks irreplicabili at home. Diciamo che comunque tutte le persone sono uguali, ma tutte hanno papille gustative diverse.

Quale è il tuo spirito o ingrediente preferito e perché? E quale il drink che preferisci bere e perché?

Mi piacciono gli spiriti fumosi, i bouquet aromatici dark.

Tornando a questa edizione della world class chi vincerà secondo te? Quali sono i concorrenti che ti hanno impressionato di più?

Parlo di coloro che conosco personalmente, penso sicuramente Riccardo Cerboneschi del Locale di Firenze o Michele Ferruccio del TreeFolks di Roma, ragazzi veramente in gamba e preparatissimi.

 

 

BeeNedetta

BeeNedetta

Il Cocktail

Bee-Nedetta

5 cl Ketel One Vodka

2 cl Copper Dog

1 cl Belsazar Dry Vermouth

1 Barspoon Millefiori Scuro Agrilander Cubo di Clear Ice Aromatizzato al Timo

METODO:Gallone

GLASS : Ketel One Mug GARNISH :Croccante a Nido d’Ape

Il mio Ketel One Toolkit prende ispirazione e vita da un alveare a Doppio Km 0, Firenze, Zona Coverciano. È l’indirizzo di casa mia dove sono nato e cresciuto da bambino.Da qui parte il mio alveare e la mia comunità di ispirazione, dal 1984 al 1998 hanno dato vita a questo alveare:
– L’ Ape Regina ( Mamma Isella) – Ketel One Vodka
– L’ Ape Operaia (Io,Edoardo) – Copper Dog Whisky
– Fuco (Babbo Goffredo) – Belsazar Dry Vermouth
Nel 1998 l’alveare subisce una sciamazione, ma una nuova Ape Regina nel 2020, ricostruisce una nuova arnia sempre nello stesso posto, e tramite il suo Fuco, il 22 Agosto mette al mondo l’Ape Operaia più bella e operosa del Mondo, Bee-Nedetta.
– L’Ape Regina (Silvia Mamma)
– L’Ape Operaia (Benedetta)
– Fuco (Edoardo )
Il Mio progetto per World Class si basa sul valore del binomio Alveare – Famiglia che sta alla base della nostra società civile.
Per difendere la biodiversità, le api e il valore della famiglia bisogna rendere le nuove generazioni consapevoli dell’importanza dell’ambiente, dell’ecosostenibilità e dell’etica familiare, protraendo i progetti avviati dalla generazione precedente. Mia Figlia ha naturalmente ispirato tutto ciò.

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