Oggi continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dei protagonisti di questa Diageo World Class. Fabiana Canella, bartender del Grand Hotel et de Milan, ci racconta la sua esperienza ed il suo progetto per questa competizione.
Raccontaci la tua formazione professionale e, in primis, da dove arriva la tua passione per il bartending…
Vengo da una famiglia di baristi, mio papà in particolare aveva un locale in cui sono cresciuta. Da bambina mi sedevo dietro il banco della tavola fredda a fare i compiti e crescendo mi ha poi messo a lavare le tazzine nella pause scolastiche. Ha poi cercato in tutti i modi di farmi fare altro ma allo stesso tempo tenendomi al bar mi ha trasmesso la sua passione per le bottiglie pregiate di cui era collezionista, ma soprattutto la sua passione per l’ospitalità, era un barista di altri tempi che metteva sempre al primo posto i suoi ospiti.
L’edizione di questa WorldClass è stata inequivocabilmente unica. Esibirsi su una piattaforma online come ha modificato l’approccio alla gara?
Sicuramente esibirsi online senza la possibilità di far assaggiare il proprio drink ti fa concentrare su altre skills che però un bartender professionista deve necessariamente avere come saper comunicare, saper vendere, saper raccontare una storia e dare la percezione della qualità del prodotto. Credo che chi sia passato abbia fatto nascere la voglia di assaggiare il proprio cocktail, e questo è importante anche al bar. E’ ciò che fa la differenza tra un bartender che esegue una ricetta e uno che trasmette la propria energia all’interno del locale dove lavora.
Senza emozioni per l’esecuzione del cocktail – solo da presentare – la sfida è stata più sul concept e si affida molto alla narrazione. Quali sono state le difficoltà? Lo speech, la ricerca di informazioni, convincere la giuria?
Credo che la difficoltà più grande sia stata mettersi davanti ad uno schermo. Noi siamo abituati a prescindere a raccontare il cocktail andando oltre la ricetta, ma sempre attraverso l’eye contact. Nelle competizioni ti aiuta tutto il linguaggio del corpo, davanti ad uno schermo forse non essendo abituati ti senti un pò smarrito non sentendo l’energia delle persone che dovrebbero essere di fronte a te.
Quale è, secondo te, il segreto per un cocktail perfetto? Quando un nuovo cliente arriva al tuo bancone cosa noti subito che ti possa aiutare a capire gusti e preferenze per creare il drink cucito su misura?
Il segreto per un cocktail perfetto è capire cosa vuole chi te lo sta chiedendo. Non esiste il cocktail perfetto, esiste il cocktail che ti richiedono e che fidelizza l’ospite. Io faccio sempre due chiacchiere prima di servire un nuovo ospite, l’esperienza mi aiuta a capire cosa gli/le potrebbe piacere. Mi presento, cerco di capire cosa sono abituati a bere e quanto, cerco di capire se vogliono essere stupiti con qualcosa di particolare o se stanno solo facendo una bevuta per conversare più facilmente. Diamo per scontato che poi un bartender sappia preparare un cocktail bilanciato. Sicuramente un cocktail ben fatto cerca di coinvolgere più sensi possibili, se riesci anche a intrattenere il bevitore con la tua ricetta sei un passo avanti.
Quale è il tuo spirito o ingrediente preferito e perché? E quale il drink che preferisci bere e perché?
Uno dei miei ingredienti preferiti sono sicuramente i vini dolci italiani, mi piace utilizzarli perchè permettono di creare cocktails poco alcolici e hanno anche ampio margine di sperimentazione. Il vino è di sicuro la mia passione più grande ma Se parliamo di spiriti sicuramente il più affascinante è il whisky. Non bevo quasi mai cocktails, ma per una serata scelgo sicuramente il Tommy’s margarita, la tequila da’ un senso di festa e questo cocktail è di facile condivisione perchè piace a tutti e si presta molto bene ad un brindisi di gruppo.
Tornando a questa edizione della world class chi vincerà secondo te? Quali sono i concorrenti che ti hanno impressionato di più?
Tifo per Erica Rossi, non lo nascondo che sogno la sua vittoria da tempo, preparatissima, professionale, elegante. Abbiamo bisogno in Italia di una prima vincitrice donna così. Uno dei concorrenti che mi ha impressionato di più? Senza dubbio Hannetta Lee, coreana espatriata a bari, ho acceso il computer e c’era lei in mezzo ad un campo a raccontarci il suo cocktail con un coraggio ed un’energia unici. Mi ha fatto tornare il sorriso. Tifo le donne, eravamo solo 5 su 50, un pò di tifo le ragazze che son passate se lo meritano. Fortissima anche Carolina Senesi un cocktail di una semplicità geniale.
Il cocktail
Intensive Thera-Bee
50 ml Ketel One Vodka
15 ml Miele al Cedro
Parmigiano Crust Aged
30 ml Flower Mix
10 ml Apeplus
15 ml Malvasia di Candia Aromatica Colline del Milanese IGT
Servito in un bonsai di Bonsellis
La mia ricetta è pensata per mettere alla prova la sostenibilità della città di Milano nonostante le restrizione e ho pensato ad una vera e propria ter-api-a da effettuare a casa per salvare le api. Ho consegnato il cocktail in una box che conteneva il drink, pensato come un drink benefico grazie ai suoi ingredienti farmaceutici prodotti dalle api, un bocciolo di un fiore da piantare nel terrazzo di casa per la ripopolazione verde della città e un vasetto di miele bio locale.
Gli ingredienti sono stati reperiti da babacomarket che si occupa di recuperare i prodotti scartati dai supermercati, Apicoltura dell’orto piccola apicoltura alle porte di Milano e altri ingredienti di recupero per essere totalmente zero waste. Al bar è stato servito all’interno di un bonsai per dare l’idea di un cocktail interamente in equilibrio con la natura del territorio.



