Il menu estivo del Surfer’s Den

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A Milano è finalmente arrivata l’estate, e con essa ha aperto le porte il meraviglioso giardino estivo del Surfer’s Den, svelandoci la seconda anima del locale, quella che si alterna alla versione invernale, come il sole alla luna, e che rivela un ampio spazio esterno curato tutto l’anno da Yuri Gelmini e Irene Bottura, impreziosito dal roseto e dalle piante aromatiche.

«D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda», afferma Marco Polo nel capolavoro di Italo Calvino. E da una domanda siamo partiti anche noi nell’accostarci alla nuova drink list: che cosa hanno in comune Le città Invisibili con il mondo dei cocktail?

Yuri Gelmini

Yuri Gelmini

Il celebre libro è stato infatti la fonte d’ispirazione del nuovo menu del Surfer’s Den, spunto per continuare una ricerca portata avanti in realtà da anni, e che vede protagonista il sottile filo che unisce i cocktail al mondo delle piante. Tutto ruota attorno alla parola invisibile, perché, sorprendentemente, anche le piante hanno una serie di sensi a noi nascosti. Vista, udito, sonno, movimento, sono di solito celati alla nostra percezione, eppure esistono e sono fondamentali per la sopravvivenza della specie.

Il menù si presenta magicamente racchiuso dentro una scatola che custodisce le 12 schede dei cocktail, tutte illustrate da Bianca Maria Fiorentino. Dodici cancelli aprono le porte verso dodici sentieri diversi: a sinistra troveremo le coordinate su come raggiungere la città che fa da sfondo al drink, la pianta e il senso protagonista; a destra il titolo del drink e gli ingredienti che lo compongono. “Il viaggio dell’erba impaziente”, questo è il primo cocktail che abbiamo assaggiato: Cachaça Leblon, liquirizia, miele di bosco nero, lime, menta, shakerato con aggiunta di soda a

Il viaggio dell’erba impaziente

Il viaggio dell’erba impaziente

lla fine, e bordo cosparso di sale di camargue, un po’ per ricordare le liquirizie salate dei Paesi del Nord, un po’ perché il sale inibisce parzialmente l’amaro della liquirizia che arriva giusto verso la fine risultando piacevole al palato. Cocktail fresco, perfettamente adatto all’estate. La pianta attorno a cui è stato costruito il drink è l’Erba impaziente, che cresce spontaneamente nei prati, e che ha la capacità di spargere i propri frutti nell’ambiente in modo molto particolare. La pianta infatti forma dei baccelli, a cui trasmette una carica tale che quando questi sono pronti ad uscire anche una minima vibrazione li fa esplodere e spargere per diversi metri, colpendo a catena altri baccelli e consentendo quindi all’intera colonia di muoversi e crescere in grandi assembramenti. Eutropia è la città invisibile che fa da sfondo a questo cocktail, composta in realtà non da una ma da tante città, abitate a turno, perché, scrive Calvino, «il giorno in cui gli abitanti di Eutropia si sentono assalire dalla stanchezza, e nessuno sopporta più il suo mestiere, i suoi parenti, la sua casa e la sua vita, i debiti, la gente da salutare e che saluta, allora tutta la cittadinanza decide di spostarsi nella città vicina che è lì ad aspettarli, vuota e come nuova, dove ognuno prenderà un altro mestiere, un’altra moglie, vedrà un altro paesaggio aprendo la finestra, passerà le sere in altri passatempi amicizie maldicenze».

Il secondo cocktail, “Les enfants verts”, muove i passi da un senso, o meglio un comportamento, molto particolare, quello che può essere definito plant sit. La pianta protagonista è la quercia, che, nel caso della nascita di una nuova piantina della sua specie, fa in modo che le proprie radici la nutrano fino a quando questa non diventi indipendente. 
Mezcal, Farmily 2017, purea di avocado, lime, agave, liquore di

Les enfants verts

Les enfants verts

zafferano, servito con una crusta di polvere di chili che ha all’interno spezie tra cui paprika, aglio, peperoncino. Cocktail con una texture molto importante. La parte di chili, salata e gustosa, attenua, rendendola più godevole e adatta alla stagione, la nota di affumicatura conferita dal mezcal. Godibile per questo anche all’aperitivo.

Legato al tempo, che non è propriamente un senso, ma uno spunto di riflessione, è il terzo drink assaggiato. La pianta protagonista si chiama Pando, o Gigante tremante. Si tratta di una specie che da ben 90.000 anni replica se stessa. Yuri ci esorta a pensare: se per noi sembra assurdo che una farfalla possa venire al mondo per un solo giorno, cosa possiamo essere noi per una pianta che esiste da 90.000 anni? Che cos’è il tempo per una pianta che replica se stessa da così tanto tempo? “Le 90.000 estati di Pando”, è fondamentalmente un banana daiquiri: rum bianco, zucchero di cocco, lime fresco, yogurt alla banana, e zuccherini a ricordare le estati dell’infanzia, quelle della spensieratezza.
Cocktail decisamente gustoso, non tradisce l’anima acida del daiquiri, ma gli zuccherini riportano alla mente un momento dolce, felice. Il pensiero dei cinefili, va anche alla celebre frase di Fredo Corleone in Il Padrino parte II: «Ho do you say Banana Daiquiri? ».
Drink buonissimo, toccasana per riprendersi dalla calura estiva.

Le 90.000 estati di Pando

Le 90.000 estati di Pando

Nota importante per gli appassionati, l’”Ape Vigorosa” non è sparita, anzi è tornata anche in questo menu ma in una nuova veste. Per la prima volta cambia nome, legandosi alla “Vesparia”, meravigliosa orchidea. A differenza di altri fiori, che seguono la regola che potremmo definire del «do ut des», questa orchidea è interessata solo a prendere. La strategia attuata è quella di ingannare le api maschio tramite un trucco di mimesi che la porta ad assumere i colori delle api femmine, per cui il maschio di turno convinto di accoppiarsi con la femmina finisce invece con il ritrovarsi la testa piena di polline che spargerà inconsapevolmente. «L’Ape, il fiore, e la grande illusione», questo il nome del cocktail. Chi conosce l’Ape prenderà l’ape, chi invece non la conosce forse cercherà il fiore, ma di certo questo cocktail rappresenta il gioco dell’illusione, infatti per ¾ è uguale all’Ape, ma per ¼ cambia un ingrediente, non sappiamo quale, bisognerà provare a indovinare, e sperare che Yuri decida di svelarci la verità.

Se è vero che l’esperienza al bar, quella autentica, è fatta di sensazioni, suggestioni, ricordi e momenti piacevoli, il menu del Surfer’s Den, unitamente allo splendido giardino estivo, pausa felice dalla giungla metropolitana all’esterno, raggiunge in pieno l’intento.

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