I protagonisti del 2020: intervista a Damiano Di Benedetto

Per chiudere questo complicato 2020, guardando in modo costruttivo al futuro iniziamo una lunga serie di interviste dedicate ai professionisti che si sono distinti negli ultimi dodici mesi. Per scegliere quali bartender, bar manager e ambassador intervistare, abbiamo deciso di utilizzare le candidature a uno dei premi più importanti del bartending italiano, i BarAwards, un premio che da anni costituisce un importante appuntamento fisso di fine anno. Apriamo quindi questa serie di interviste con Damiano Di Benedetto, bartender trentunenne, romano di nascita, ma siciliano di origine.

Ciao Damiano, raccontaci la tua formazione professionale, e in primis da dove deriva la tua passione per il bartending…

Damiano Di Benedetto

Damiano Di Benedetto al The Chapter

Tutto è iniziato quando ero bambino: mio padre é un amante di spirits e di liquori ricercati e già da piccolo mi piaceva sperimentare con miscugli strani; decisi però di intraprendere questo percorso non proprio giovanissimo, poiché la mia famiglia voleva che continuassi gli studi…ma così non è stato! Nel 2014 decisi di partire per Londra e ho iniziato a lavorare per una piccola compagnia italiana come commis/barista e, dopo poco meno di un anno, sono tornato in Italia e ho seguito il mio primo corso di American Bar e Mixology nella scuola Planet One, dove il mio mentore, Jordy Di Leone, mi ha formato. La mia seconda esperienza estera è stata la Spagna, terra straordinaria che mi ha insegnato davvero tanto. Qui ho lavorato nel primo e unico speakeasy di Valencia, un’ esperienza incredibile. Tornato dalla Spagna ho iniziato a lavorare da Baccano a Roma, ottenendo, dopo un anno di tanti sacrifici e mettendo tutta la mia passione, il mio primo grande traguardo in carriera: lavorare in uno dei migliori bar del mondo secondo la classifica del The World’s 50 Best Bars 2019.

Sei ora in nomination ai BarAwards nella categoria Barman dell’Anno, raccontaci la tua emozione e quale, secondo te, e senza falsa modestia, la ragione per cui sei in questa già prestigiosa short list e a cosa servono e se servono le competition per il settore e perchè…

Un’emozione unica, essere in finale fra i migliori bartender d’Italia! Prima o poi i sacrifici, con il tempo, vengono ripagati e questi sono i risultati: non bisogna mai arrendersi e credere sempre nelle proprie capacità. Per quanto riguarda le competition, secondo me servono parecchio, confrontarsi con altri professionisti fa crescere in maniera notevole e imparare molto cose in più. Ma, soprattutto, l’idea di stare in competizione con qualcuno ti dà sempre nuovi stimoli per andare avanti professionalmente.

In un anno perso come il 2020, traccia un tuo personale bilancio e una speranza per il 2021

Un periodo storico senza precedenti… il mondo dell’ospitalità messo in ginocchio da una pandemia mondiale ormai da mesi, ma anche da un governo che non ci ha aiutato nè tutelato, sotto certi aspetti. La forza per andare avanti in questi mesi bui è la mia passione, che da anni mi regala grandi stimoli e la volontà di prefissarmi sempre nuovi obiettivi. Sono certo che molto presto torneremo alla nostra normalità, sorridendo, accogliendo, ma soprattutto dando la nostra calorosa ospitalità.

La preparazione di un cocktail di Damiano Di Benedetto

La preparazione di un cocktail di Damiano Di Benedetto

Quale è secondo te il segreto per un cocktail perfetto? Quando un nuovo cliente arriva al tuo bancone cosa noti subito che ti possa aiutare a capire gusti e preferenze per creare il drink cucito su misura?

Secondo me il drink perfetto non esiste, varia a seconda del cliente che hai di fronte. Io, di solito, per capire i gusti di un cliente, domando sempre cosa beve di solito e da lì cerco di creare un cocktail cucito su misura, seguendo il mio istinto professionale

Quale è il tuo spirito o ingrediente preferito e perchè?

Il mio spirit preferito è il rum cubano: spesso bevo il cocktail Daiquiri, a me piace bere quasi sempre sour, ma se mi offrono un Manhattan fatto bene, non lo rifiuto di certo!

Ti piace creare personali homemade? Se si, quali sono gli ingredienti e le preparazioni che preferisci? Ce ne racconti uno dei tuoi?

Sinceramente non c’è un ingrediente specifico in particolare che amo fare. Mi piace fare quasi tutto ciò che non si compra dai distributori. Uno dei miei drink preferiti ultimamente è l’English Milk Punch, che viene preparato con un procedimento molto particolare, il milk washing (ovvero la chiarificazione con il latte), un drink sour a base di rum, agrumi e spezie super clear.

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