I protagonisti del 2020: intervista ad Andrea Pomo

Restiamo nella Capitale per intervistare Andrea Pomo, ventisettenne trentino, oste al The Jerry Thomas Project di Vicolo Cellini, 30.

Raccontaci la tua formazione professionale e, in primis, da dove arriva la tua passione per il bartending...

Sono originario del Lago di Garda, cornice di uno dei paesaggi più sensazionali del Trentino Alto Adige, ma la mia passione per il bartending ha inizio a Malta, precisamente in un bar all’interno di una scuola d’inglese. Autodidatta, mi sono mosso tra libri e tutorial per imparare a eseguire i suoi primi drink. Tra questi, rimango affascinato da uno in particolare: un video dei “ragazzi” del The Jerry Thomas Speakeasy di Roma, in cui spiegavano la loro storia e 

Andrea Pomo - ph. Alberto Blasetti ©

Andrea Pomo – ph. Alberto Blasetti ©

concetto-base. Dopo questa prima ‘scintilla’, continuo a viaggiare, per arricchire questa passione, con Spagna e Francia come primi step. Nel 2015 rientro in Italia, precisamente a Riva del Garda, mia città natale, dove intraprendo il mio percorso presso il Riva Bar, capitanato dal mentore Leonardo Veronesi, che gli ha insegnato tutto. Nel 2018 entro nel nuovo team proprio del The Jerry Thomas Project: doveva essere destino! La mia principale passione è il viaggio, che rappresenta per me la base del mio essere: amante del buon bere e del buon cibo, senza dimenticare le belle donne!

Sei nominato in due sezioni dei BarAwards 2020, Bartender dell’Anno Bartender Under 30 dell’Annoraccontaci la tua emozione e quale, secondo te, e senza falsa modestia, la ragione per cui sei doppiamente in questa già prestigiosa short list. Tu hai mai partecipato a competition tra bartender? Che esperienza ne hai conseguito, a cosa servono, se servono le competition per il settore e perchè…

Delle due, la nomination a Bartender dell’Anno mi fa capire che sto invecchiando, ma come un ottimo whisky a quanto pare! Ho due ‘spiegazioni’ di questa doppia, prestigiosa opportunità: la Perseveranza di fare un ottimo lavoro e l’Amore costante per quello che faccio. Ogni giorno che entravo al bar mi emozionavo e riuscivo in qualche modo a trasmettere questo entusiasmo a chiunque entrasse da quella porta. Fortunatamente ho avuto la possibilità di condividere tutto questo, in varie circostanze, con persone meravigliose che tutt’ora sento. In questo, le competition tra bartender sono opportunità uniche di stimolare la propria creatività e passione. Quindi, Osate Osate & Osate!
Quale è, secondo te, il segreto per un cocktail perfetto? Quando un nuovo cliente arriva al tuo bancone cosa noti subito che ti possa aiutare a capire gusti e preferenze per creare il drink cucito su misura?
Il segreto sta tutto nella cura del percorso curato che sta dietro la preparazione di un drink. Un OSPITE, a differenza del cliente, è il centro di tutto. Il nostro scopo è regalare ai clienti un’esperienza aldilà delle proprie aspettative. L’obiettivo finale è quello di creare una connessione tra lo spazio circostante e gli elementi che lo compongono, ricreando la giusta atmosfera e la giusta empatia tra ospite e bartender, uno dei più belli e genuini rapporti di fiducia di sempre. Non guardiamo alla nostra clientela come clienti, bensì
Andrea Pomo bartender del The Jerry Thomas Speakeasy - ph. Alberto Blasetti ©

Andrea Pomo bartender del The Jerry Thomas Speakeasy – ph. Alberto Blasetti ©

guardiamoli come ospiti. Come se stessero entrando a casa nostra e noi gli offrissimo la migliore ospitalità possibile. Quando meno te lo aspetti saprai esattamente cosa miscelare per loro e verrà naturale preparare il miglior cocktail possibile.

Quale è il tuo spirito o ingrediente preferito e perchè? E quale il drink che preferisci bere e perchè?

Per rispondere a questa domanda cito un mio mentore: “Ah… lui è uno da Rum!”. Il mio distillato preferito è il Rum, Rhum o Ron, in particolare di scuola francese, ossia prodotti con puro succo di canna da zucchero e con note molto vegetali. Le storie legate a questo prodotto sono emozionanti: sono l’anima di intere popolazioni racchiuse in un liquido! Il mio cocktail preferito è la Caipirinha, che si realizza con tre, semplici ingredienti: zucchero, lime e una generosa dose di cachaça, il distillato di tradizione brasiliana, che si sviluppa indipendentemente e utilizza il succo puro della canna da zucchero. Perchè mi piace? Venite ad assaggiarlo e poi ne riparliamo! Prendo spunto dalla Caipirinha per ricordare quanto l’innovazione risieda sempre nella perfetta semplicità.

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